mercoledì 5 settembre 2007

AMARCORD-MARCO VAN BASTEN

IL PIU' GRANDE CENTRAVANTI DELLA STORIA HA SEGNATO GOL STRAORDINARI CON LA MAGLIA ROSSONERA. HA VINTO, STRAVINTO TUTTO. 3 PALLONI D'ORO COMPRESI. MA IL DESTINO GLI HA DESIGNATO IL RITIRO A 29 ANNI, PER COLPA DELLE CAVIGLIE DI CRISTALLO...



La palla spioveva dalla sinistra. Destinata, forse, alla linea di fondo. Marco però preferiva piazzarla in gol. Un guizzo, un tiro formidabile, un lob tra il potente e il delicato, una traiettoria indescrivibile dipinta al volo in un campo di calcio, una carezza divina che supera dasaev e si appoggia in rete. Era l'Europeo 1988, era Marco Van Basten. Il gol in finale all'URSS sugella la vittoria dell'Olanda nella competizione, e diventa lo spot più bello della straordinaria carriera del cigno di Utrecht. Come del resto la sontuosa rovesciata dipinta al Goteborg. Quella sera, in Champions, il Milan vinse per 4-0 e Marco segnò una tripletta incredibile. La galleria delle magie dell'indimenticabile numero 9 è ricca di mirabilie, dal tuffo dalla linea dell'area, in torsione, che impallina il Real Madrid alle innumerevoli prodezze che in tanti anni di successi in rossonero hanno fatto sognatre i tifosi. Un campione infinito, che purtroppo ha dovuto sempre pagare pegno: gli infortuni l'hanno sempre perseguitato, costringendolo all'addio a soli 29 anni.



ESORDI SFAVILLANTI. Johann Crujff è stato uno dei primi 4-5 più grandi giocatori di sempre. Cresciuto nell'Ajax, vi è tornato dopo i successi col Barcellona, per finire la carriera. E, in occasione della sua partita d'addio al calcio, il destino si manifesta subito elemento chiave della storia di Van Basten. Marco ha appena 18 anni quando sostituisce il Maestro. Entra e segna, al debutto. Un lampo, una folgore infiamma subito i cuori dei tifosi dell'Ajax. Dalla stagione successiva Marco è titolare e a suon di gol diventa il trascinatore assoluto della squadra. Segna in tutti i modi, a ripetizione, gol splendidi e frequentissimi. Al fianco di Frankie Rijkaard il cigno strega l'Europa, e tra 1982 e 1987 segna 128 gol in 133 gare solo di campionato, vincendo 3 campionati e 3 coppe d'Olanda. Non solo: con gol di Van Basten in finale, l'Ajax vince anche la coppa delle coppe. Il Milan di Berlusconi lo corteggia e lo veste di rossonero: il neo presidente vuole riportare il Milan ai fasti d'oro, e la ricostruzione inizia da Van Basten e Ruud Gullit, altro olandese del PSV.



L'EPOPEA ROSSONERA. Attaccante di notevole altezza che poteva però contare su una rapidità di esecuzione non comune neanche ad un giocatore brevilineo. Oltre ad essere dotato di una tecnica di base sopraffina, era abile con entrambi i piedi, eccezionale nel gioco aereo ed in acrobazia: caratteristiche queste che lo hanno fatto ritenere, unanimemente, il "centravanti" più forte e completo di sempre. Possedeva inoltre un temperamento indomabile ed un carattere forte che lo rendevano ancora più temibile agli occhi degli avversari e decisivo nelle partite clou. La prima stagione, pur con un grande Milan campione d'Italia dopo 9 anni, è segnata dai primi infortuni. Marco gioca pochissimo, ma i tifosi imparano presto ad apprezzarlo, prima che in estate guida l'Olanda al titolo Europeo a suon di magie: 3 gol pesanti per lo scudetto bastano a inserirlo tra gli eroi di Sacchi. Che nelle due stagioni successive, con un gioco stellare, innovativo, totale, incantano l'Europa e vincono 2 volte la Champions. Brilla il trio olandese: Van Basten e Gullit decidono la finale con lo Steaua (4-0, una doppietta ciascuno), Rijkaard quella col Benfica. Van Basten nel 1988/89 segna 32 gol totali, 19 in serie A e 9 in 9 gare di Coppa Campioni; segna un poker al Vitocha, il gol decisivo nella drammatica sfida con la Stella Rossa, trafigge il Real a Madrid e poi nel 5-0 di Milano, prima delle 2 gemme in finale. Gli anni in rossonero sono zeppi di magie, prodezze, infortuni e gol, tanti, tantissimi, indimenticabili. Vince 3 palloni d'oro, Supercoppe varie e 2 Intercontinentali; poi in panchina Capello succede a Sacchi e Van Basten, con 24 centri nel 1992, è capocannoniere del suo secondo scudetto. Marco trafigge l'Inter, fa magie nel 5-0 al Napoli (assit e prodezza aerea), infila triplette a raffica (Foggia, Cagliari, Atalanta) e sembra un Dio imbattibile, un giocoliere che tutto può permettersi.



IL DOLOROSO ADDIO. Invece gli infortuni lo tartassano, e gli rovinano la stagione successiva: inizia a suon di reti, finisce con lo scudetto, ma Marco passa più tempo in infermeria che in campo. L'anno dopo (altro scudetto) non gioca praticamente mai, dà l'addio ed è il momento di piangere: Marco, 29 anni, si arrende alle sue caviglie di cristallo. Il calcio perde un fenomeno nell'apice di una carriera già sfolgorante, che aveva vinto già 3 Palloni d'oro e altrettanti, come minimo, ne avrebbe potuti vincere nei 6-7 anni che ancora avrebbe riempito di classe e magie. Sarebbe forse diventuto un fantasista, dati i ricchi mezzi tecnici, per allungare ulteriormente la carriera; ma il fato ha deciso per lui, ed ha deciso che il più grande centravanti della storia dovesse dire basta dopo la bellezza di 124 reti in 6 stagioni rossonere. Molto, troppo presto.


martedì 4 settembre 2007

LE PAGELLE DI MILAN-FIORENTINA

DIDA SUPERA SE STESSO, PIRLO IL SOLITO DIRETTORE D'ORCHESTRA. GILARDINO, ANCORA PRESTAZIONE PALLIDA: SERVE PIU' GRINTA IN CAMPO, COME QUELLA CHE SPUTA PIPPO INZAGHI...

DIDA 7,5.
Il suo intervento su Pazzini vale tantissimo: parata, ribattuta da pochi passi dell'attaccante e lui, Dida, che da terra balza felino a respingere la sconda conclusione ravvicinata. Pantera. Incolpevole sul gol. ODDO 6. buon lavoro sulla corsia, solite buone discese. NESTA 6. Poteva essere più tempestivo nel chiudere la strada a santana, quando ha crosssato per Mutu. Però non si può essere sempre infallibili, e lo dimostra quando si immola su una conclusione dell'ex Vieri. KALADZE 6,5. Forte e arcigno in difesa, è provvidenziale in avvio quando argina una discesa di Santana. JANKULOVSKI 6. Le sue discese fanno sempre venire i brividi alla difesa viola. PIRLO 7. brillano come al solito i suoi lanci telecomandati, la sua elegante andatura, la serenità e la classe con cui guida il gioco. Gioca palloni su palloni e ci prova con un paio di punizioni. GATTUSO 6,5. Il solito Ringhio, contrasti e cuore. dopo la ferita sopra l'occhio col siviglia, gioca incerottato e sembra ancora più cattivo. AMBROSINI 6,5. Il capitano è la solita garanzia: recupera palloni in misua incalcolabile e con grandiosità imperiale. Lotta e argina, gioca e fa ripartire l'azione, come quando lancia in gran stile il Gila, poi contrato. SEEDORF 6. Si muove attorno all'area, sforna qualche dribbling e numero dei suoi. Non è ancora il miglior seedorf, quello sontuoso che in Champions fa sempre furore. KAKA' 6. Si vede pochino. Sbaglia un tiro difficilissimo, poi segna il rigore e calcia fuori un'altra occasione; ma fa vedere poche percussioni delle sue. Fisiologico, dopo Montecarlo. GILARDINO 5,5. Al di là di un gran tiro su palla sbucciata da Kakà, si vede pochissimo. Purtroppo non è la prima volta. Appare poco convinto, poco rabbioso, quasi impalpabile. Si dirà: buon gioco di sponda. Ma il fenomeno ammirato a Parma e in parte nelle prime 2 stagioni al Milan è capace di ben altro. Lui, la rabbia, si limita a sfogarla in panchina: la rigetti in campo, e vedrà che i gol arriveranno. CAFU 6. Dà più vivacità alla fascia quando rileva Oddo. EMERSON 5,5. Impreciso, si dimostra ancora imballato. INZAGHI 6. Rileva il Gila, sbaglia un gol fatto ma quando entra lui l'attacco cambia volto: dà energia, tensione, punge, becca... mette in allerta la difesa.

lunedì 3 settembre 2007

MILAN-FIORENTINA 1-1, PRIMO PASSO FALSO

SECONDA GIORNATA

BUON MILAN PER MEZZ'ORA, POI SI FA SENTIRE LA FATICA PER LA PARTITA DI SUPERCOPPA: LA FIORENTINA CRESCE, PAREGGIA IL RIGORE DI KAKA' E I ROSSONERI DEVONO ACCONTENTARSI DEL PAREGGIO.

Il Milan si ferma alla seconda giornata, impatta contro una grande Fiorentina e paga tutta la stanchezza accumulata nella gara di Supercoppa di venerdì sera. I rossoneri tengono campo e redini del gioco per una buona mezz'ora, poi crescono i ragazzi di Prandelli e al rigore di kakà risponde il pareggio di un Mutu in serata di grazia. Il Milan ce la mette tutta per trovare la vittoria, ma Gilardino è ancora deludente e poco visibile, e anzi solo un miracolo di Dida evita il peggio. Fallito l'aggancio a Juve e Roma, prime con 6 punti, il Milan deve già inseguire a quota 4.

LA PARTITA. Avvio sprint per entrambe le squadre, gara vivace e piena di azioni esplosive nelle aree di rigore. Ancelotti schiera Kakà e Seedorf dietro Gilardino, Ambro e gattuso in mezzo con Pirlo, e la difesa classica. La Fiorentina sfodera una buona manovra, poi di colpo il Milan prende il comando delle operazioni e prova l'affondo. La spinta dei terzini è fondamentale, e un 'incursione sontuosa di Jankulovski culmina con un cross per Kakà: Ricky sbaglia il tiro, ma la palla arriva a Gila che calcia al volo: Frey vola e con due mani, incredibilmente, caccia la sfera fuori dalla porta. Tuttavia kakà si vede pochissimo: sono Gattuso e Ambrosini a reggere la baracca con tanta legna nel mezzo. Il biondo capitano s'invola in progressione e, steso in area, si procura il rigore. Dal dischetto, Kakà realizza l'1-0. Pirlo lancia l'offensiva con i soliti, frequenti, passaggi a tutto campo, precisi ed efficaci. Poi la Fiorentina esce sempre più dal guscio e Dida deve superarsi per evitare il gol di Pazzini: da pochi passi ribatte per due volte in un istante la conclusione sicura dell'attaccante viola. Il Milan cerca di ripartire, ma Gilardino innescato da Ambrosini non incide in attacco. Nella ripresa la squadra toscana pareggia: Ambro buca, Santana schizza a sinistra e, sotto gli occhi di Nesta, crossa bene per l'inzuccata di Mutu che vale l'1-1. Cafù rileva Oddo, e il Pendolino darà più vivacità alla fascia. Entrano anche Inzaghi, per Gila, ed Emerson, poco brillanta; subito Pippo sfiora un gol fatto, ciccando palla da due passi. Ma è la Fiorentina che mette il Milan alle corde: Mutu sfiora il palo, Nesta si immola su Vieri, Santana colpisce il palo. Attimi confusi e nervosismi, una punizione per i rossoneri prolunga il recupero fino al '50, ma non ne scaturisce nulla e il Milan deve accontentarsi del pareggio.

MILAN-FIORENTINA 1-1 (primo tempo 1-0) MARCATORI: nel pt 27' Kakà (M) su rigore, nel st 11' Mutu (F) MILAN (4-3-2-1): Dida, Oddo (16' st Cafu), Nesta, Kaladze, Jankulovski, Gattuso, Pirlo, Ambrosini (32' st Emerson), Kakà, Seedorf, Gilardino (20' st Inzaghi). (16 Kalac, 25 Bonera, 32 Brocchi, 20 Gourcuff). All.: Ancelotti. FIORENTINA (4-3-3): Frey, Ujfalusi, Dainelli, Gamberini, Pasqual, Donadel (12' st Kuzmanovic), Liverani, Gobbi, Santana (17' st Semioli), Pazzini (17' st Vieri), Mutu (12 Lupatelli, 2 Kroldrup, 6 Potenza, 9 Osvaldo). All.: Prandelli Arbitro: Farina di Novi Ligure NOTE - Angoli: 7-4 per il Milan. Recupero: 0 e 4'. Ammoniti: Ujfalusi per gioco falloso, Liverani, Gattuso e Semioli per comportamento non regolamentare. CLIC: le pagelle rossonere.

CLASSIFICA 6 JUVENTUS, ROMA; 4 MILAN, FIORENTINA, ATALANTA, INTER, SAMPDORIA; 3 NAPOLI, CAGLIARI, PALERMO; 2 TORINO, REGGINA, CATANIA, LAZIO; 1 PARMA, GENOA, UDINESE; 0 EMPOLI, SIENA, LIVORNO.

HANNO DETTO...
KAKA': "abbiamo pagato la partita di Supercoppa, l'1-1 ci può stare. Io sono partito bene con 4 gol in 3 partite, ma con Gila bisogna avere pazienza". KALADZE: "davanti abbiamo tante partite, un pari non deve scoraggiarci". SEEDORF: "abbiamo fatto una buona partita, il calo era normale. Sono contento di come l'abbiamo gestita. io e Kakà cerchiamo sempre di aiutare il centrocampo. La Fiorentina? E' una grande squadra, ma noi siamo i Campioni d'Europa e lo dimostreremo anche quest'anno". ANCELOTTI: "un pari con i viola a tre giorni dalla supercoppa ci può stare. Io sono soddisfatto dell'impegno dei ragazzi e di come hanno giocato, la mia priorità è sempre il bel gioco".

VERSO MILAN FIORENTINA: I DOPPI EX STORICI

STASERA MILAN-FIORENTINA. RONALDO IN CAMPO DOPO LA SOSTA, ANCELOTTI INQUADRA I VIOLA: "FARANNO TANTI PUNTI, E' QUASI UNO SCONTRO DIRETTO". IERI PATO HA COMPIUTO 18 ANNI.



IN CAMPO GILARDINO. Doveva essere il debutto stagionale di Ronaldo, ma probabilmente il Fenomeno pazienterà ancora: stasera, per il posticipo di serie A Milan-Fiorentina, Ancelotti preferisce non rischiare Ronie e punterà ancora su gilardino. Match difficile contro una grande squadra, ma il Milan non guarderà in faccia a nessuno per accodarsi alle capoliste Juve e Roma, che ieri hanno vinto ancora. Il mister definisce la viola "una squadra che ha un sistema di gioco collaudato, che ha fatto tanti punti l'anno scorso e ne farà anche quest'anno" e aggiunge "Non dico che sarà uno scontro diretto perché è troppo presto per affermarlo, ma ci va vicino. Sarà una delle squadre più forti del campionato sicuramente". Gattuso ha recuperato dalla botta alla testa di Montecarlo e potrà giocare; come Dida, acciaccato venerdì, ed Emerson, che ha debuttato in Supercoppa. Tanti i doppi ex storici, a cominciare da Manul Rui Costa, il fantasista portoghese che dopo 7 anni viola e 5, ricchi di successi (prima da titolare e poi da "maestro" di Kakà), di Milan è tornato dall'anno scorso nel natio Benfica. O come Kurt Hamrin, il bomber svedese scoperto dalla Juventus e autore, a metà tra anni '50 e '60, di 156 gol con la Fiorentina. Dato per vecchio, Hamrin seppe invece vivere altre due grandi stagioni nel Milan, coronate dal gol in finale di coppa delle coppe prima dell'ultimo valzer al Napoli. O ancora Daniele Massaro, ala di fantasia e funambolismi nato nel Monza e viola dall'81 all'86. Preso dal Milan, subito protagonista, tornò in rossonero dopo un anno alla Roma e fu sempre meglio, col graduale passaggio dalla fascia a centravanti di sfondamento dai gol pesantissimi: su tutti, la doppietta al Barcellona nella finale di coppa campioni '94, sul Barcellona. Due grandi portieri, Giovanni Galli e Ricky Albertosi, sono stati bandiere viola prima di vestirsi di rossonero: se Albertosi, al Milan dopo il passaggio al Cagliari, ha parato fino a 40 anni vincendo lo scudetto della stella ma restando coinvolto nel calcioscommesse, Galli è diventato il guardiano del Milan di Sacchi, ben più vincente rispetto a quello del suo predecessore coi guanti. Genio e srego.latezza era il fantasista Luciano Chiarugi, idolo di casa e campione d'Italia al Franchi prima di 4 anni al top nel Milan e un fine carriera fatto di parecchi viavai. Roberto Baggio è esploso a livello nazionale nella Fiorentina, con magie e prodezze che hanno stregato la Fiesole in 5 anni incredibili: il suo passaggio alla Juve scatenò una rivolta di popolo. A Torino furono altri 5 anni di vittorie e gol a tonnellate, quindi Baggio, dato come bollito, passò al Milan per vincere da protagonista un altro scudetto nel 1996. Nella Fiorentina gioca Christian Vieri, il globetrotter con un breve (e deludente) passaggio nel Milan, che sembra poter tornare ai fasti di bomber di razza; nel Milan c'è il suo amico Christian Brocchi, alla sesta stagione rossonera ma seconda consecutiva dopo il proficuo prestito alla viola di un paio d'anni fa. Con entrambi i colori hanno giocato anche Ganz, Amarildo, Vierchwood, Pancaro. Ieri intanto Pato ha compiuto diciotto anni, e probabilmente giocherà in amichevole con la Dinamo Kiev il 6 settembre. In campo anche Leonardo, dirigente rossonero e indimenticabile fantasista brasiliano del Milan.

domenica 2 settembre 2007

INZAGHISSIMO, L'UOMO DEI RECORD

PIPPO INZAGHI, UNA VITA PER IL GOL. HA SEGNATO OVUNQUE, DALL'INTERTOTO AL MONDIALE, PASSANDO PER LA UEFA E SOPRATTUTTO PER L'ADORATA CHAMPIONS, DOVE BRILLANO LE SUE 42 GEMME COMPLESSIVE. E, DOPO MONDIALI, EUROPEI E SUPERCOPPA, ORA GLI MANCA SOLO DI GRIFFARE IL MONDIALE PER CLUB...



Pippo Inzaghi non finisce mai. Il gol è la sua vita, il suo mestiere, e lui non smette mai di cercarlo, volerlo, trovarlo e festeggiarlo. In modo pazzo, folle, sfrenato, con quella corsa a braccia levate, con la faccia stravolta dall'urlo di gioia. Pippo ha vinto tutto in carriera, prima il titolo di cannoniere con l'Atalanta e poi lo scudetto con la Juventus; poi è arrivato al Milan e in 7 anni ha fatto collezione di trofei: 2 Coppe campioni, 2 Supercoppe Europee, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa di Lega,1 scudetto, 83 gol ufficiali, e poi il gol più bello, quello con cui ha battuto sfiga e infortuni che gli hanno fatto rischiare la carriera, nel 2005. Pippo ha brillato e brilla anche in Nazionale, dove con 25 reti è a 10 gol dal record assoluto dal record di Riva. Ha vinto un Mondiale, ha vinto tutto, ma a 34 anni non è ancora sazio, mai domo, mai stufo di scattare in area e cercare il gol, quel guizzo che gli da alla testa. Il gol è la sua droga, è un obbiettivo che Inzaghi insegue con fame viscerale, a costo di dare l'anima in mezzo ai difensori più grossi e brutali del mondo, lui così gracile... Gracile sì, ma terribilmente furbo, rapido, lucido e infallibile in area, letale nel colpire muovendosi sul filo dell'off-side, micidiale nello sfruttare ogni pallone che vaga nel rettangolo del goal-keeper. Va a caccia di record: ha segnato in tutte le competizioni internazionali, gli manca solo il Mondiale per club. Venerdì ha colmato il gap in Supercoppa, mentre il primo gol europeo è datato 1995, in Uefa col Parma. In Uefa ha segnato anche con la Juve e al primo anno di Milan. Il suo terreno preferito è la Champions: con 42 reti è l'italiano più prolifico in Europa. Primi gol nel 1997 con la Juventus (6), e da allora in bianconero un paio di triplette, una sforbiciata da urlo e 7 centri anche in Intertoto, per non farsi mancare nulla. Nel 2000 con l'Italia segna all'Europeo, poi col Milan torna ad ammutolire l'Europa: Slovan (2 gol), Lens (2), Bayern Monaco (3), Deportivo (tripletta), Borussia Dortmund e Ajax sono le sue vittime, con 12 gol trascina il Milan che alza la coppa. 2 gol l'anno dopo, i primi infortuni e un solo gol nel 2oo5, poi il ritorno a suon di prodezze, gol, coppe: 4 centri nel 2006, la firma con la Cekia nell'unica partita giocata al Mondiale (vinto) e 6 eurogol l'anno scorso, dai preliminari al Bayern fino alla doppietta storica in finale al Liverpool, la doppietta della rivincita (sugli inglesi e sulla sfiga), la doppietta della definitiva, immortale, leggendaria gloria della storia del calcio. Ora gli manca solo di segnare (e vincere) l'Intercontinentale: uno stimolo in più per lui e per il Milan e, ne siamo certi, Pippo non mancherà di scrivere l'ennesima storia.

FILIPPO INZAGHI
Piacenza, 9/8/1973. Attaccante. CARRIERA:91/92 PIACENZA, 92/93 LEFFE, 93/94 VERONA, 94/95 PIACENZA, 95/96 PARMA, 96/97 ATALANTA, 97/98 -00/01 JUVENTUS, 01/02 -07/08 MILAN PALMARES: 2 scudetti, 2 supercoppe italiane, 1 coppa Italia, 2 coppe dei campioni,2 supercoppe Europee,1 campionato del mondo.

sabato 1 settembre 2007

LE PAGELLE DI MILAN-SIVIGLIA

PIPPO, MAREK E RICKY GOLEADOR SCATENATI; PIRLO REGISTA COI FIOCCHI, NESTA BALUARDO DIFENSIVO, GATTUSO GUERRIERO IMBATTIBILE; E AMBROSINI SI CONFERMA CAPITANO E CAMPIONE ASSOLUTO.



DIDA 5,5.
Praticamente, mai chiamato in causa se non in occasione del gol: mal protetto dalla difesa, appare comunque incerto. ODDO 6,5. Si conferma in gran spolvero, galoppa fiero, crossa, sfodera serie di stop difficilissimi e il solito attaccamento alla maglia. NESTA 7 Sontuoso ed elegante Principe della difesa, comanda il reparto e brilla con alcuni interventi eccezionali. Come quello sulla linea, su un tiro indirizzato al gol con la rete sguarnita. KALADZE 6. Preciso, mai opra le righe, si limita all'ordinario. JANKULOVSKI 7,5. Solito stantuffo regolare a sinistra e, in più, un gol da raccontare ai nipotini. Del resto, come tutti i suoi capolavori: non segna molto, Marek, ma quando lo fa bisogna aggiornare la classifica dei gol più esaltanti della gallery rossonera. PIRLO 7,5. Dirige l'orchestra con precisione e tranquillità. Un suo tacco prestigioso lancia Gattuso al cross dell'1-1, un suo lancio sfavillante pesca janku per il 2-1. Ispiratore e poeta. GATTUSO 7. Man mano che la gara si scalda esce tutta la sua tempra e il suo valore, non solo agonistico. Prima anticipi, tackle e ruvidissime battaglie, accesi faccia a faccia e interventi che accendono il pubblico; poi il gran cross che mette sulla zucca di Pippo il gol dell'1-1; quindi la ferita in testa, la cucitura in diretta europea e il ritorno in campo con vistosa fasciatura, da vero guerriero; infine, un tifo sfegatato a bordocampo, fino alla fine, quando trascina i suoi sotto la curva in onore di Puerta. AMBROSINI 7. Grandioso il capitano, partita come sempre impeccabile. Anticipi, contrasti, una tranquillità invidiabile nel guidare il centrocampo con classe, eleganza, autorità. Del resto quando mai l'avete visto in difficoltà, in tanti anni? Se gli infortuni lo risparmiano è tra i più forti del mondo. Alza la coppa,capitano alzala. SEEDORF 6. Duetta con kakà, crea gioco e danza sulla trequarti. KAKA' 7 Ormai le sue progressioni, discese poderose e velocissimi cambi di passo, sono scontate. Si procura il rigore, lo sbaglia e segna sulla ribattuta, dedicando il gol a Puerta. INZAGHI 7. Ennesimo gol dello squalo rossonero. Inizia bene la sua stagione, con la solita rapace fame di gol. Punge, si muove, spinge e cade, sbuffa, segna in fuorigioco, protesta, segna l'1-1 ed esulta come un folle, come solo Pippo Inzaghi sa fare. EMERSON sv. entra nel finale, benvenuto nel Paese dei balocchi. GILARDINO, BROCCHI sv. pochi minuti a partita ormai conclusa.

MILAN-SIVIGLIA 3-1, SUPERCAMPIONI

SUPERCOPPA EUROPEA

QUINTO TRIONFO NELLA COMPETIZIONE PER UN GRAN MILAN CHE, DOPO UN PRIMO TEMPO IN SVANTAGGIO, NELLA RIPRESA PRENDE IL COMANDO DELLE OPERAZIONI, SEGNANDO CON INZAGHI, JANKULOVSKI E KAKA'. OMAGGI E RICORDI PER IL SIVIGLIANO PUERTA.

MONTECARLO. Il Milan alza al cielo di montecarlo la sua quinta Supercoppa Europa, al termine di un match divertente e combattuto col Siviglia. La gara è iniziata dopo un minuto di silenzio per ricordare Puerta, ma in tutto il corso del match non sono mancati momenti densi di emozioni in onore dell'ex campioncino del siviglia: tutti i giocatori avevano scritto "Puerta" selle maglie, e nell'intervallo i tifosi del Milan sono andati da quelli del Siviglia portando loro lo striscione "onore a Puerta", accolto con gratitudine dai fan andalusi; che a fine match hanno salutato con un applauso oceanico e il grido "Milan Milan!" i giocatori rossoneri che, guidati da Gattuso, erano andati sotto gli spalti ad applaudirli. Insomma, una serata ricca di fair play e fratellanza tra le tifoserie per un dramma che va al si là del risultato. Il Milan, in svantaggio dopo un primo tempo difficile, ha preso in mano il gioco nella ripresa, pareggiando con l'inesauribile Inzaghi. Lo spettacolare gol di Jankulovski e il rigore di un grande kakà firmano il successo degli uomini di Ancelotti, al settimo trionfo in 7 stagioni.

Inzaghi sigla l'1-1 su cross diGattuso

LA PARTITA. Formazione confermata, con Dida in porta e Seedorf-Kakà alle spalle di Inzaghi. Ambrosini capitano. Il Milan parte aggressivo e coglie subito un palo con kakà che si avventa su una progressione con dribbling operata dall'assatanato Inzaghi. Poi però il Siviglia inizia a macinare gioco e i nostri sbandano. E su un corner calibrato la difesa e Dida vanno a vuoto, consentendo a Renato di infilare l'1-0. Poco dopo Gattuso spazza un'occasione andalusa ma la palla schizza sui piedi di un avversario, che calcia a porta vuota: Nesta è mostruoso nell'immolarsi, stendendosi sulla linea e ricacciando il pallone fuori dallo specchio. Il milan cerca di venire fuori con le sgroppate di Oddo, e per poco non pareggia con un colpo di testa acrobatico di Seedorf, alto di poco. Anche kakà cresce alla distanza e inizia a galoppare elegate e possente: inizia a vedersi il solito Milan, un Milan che attacca aggressivo. Ci prova anche Ambrosini, con un tiro contrato in angolo, mentre Pirlo inizia a dispensare i suoi lanci col metronomo: uno, per Inzaghi, è appena troppo lungo. Kakà e Seedorf duettano e dialogano sulle punte, il Siviglia ormai alle corde ringrazia l'arbitro per un gol annullato a Inzaghi allo scadere. La ripresa inizia da lì: Milan aggressivo, attacchi serrati e Siviglia molto pasticcione. Pirlo sulla linea laterale serve gattuso di tacco, Rino scatta e crossa con precisione, in area svetta Inzaghi che finalmente pareggia, infilando Palop con maestosità: 1-1 e gol numero 59 di Pippo nelle coppe europee. Il Siviglia ha solo un'occasione, ma il Milan comanda a centrocampo. Il guerriero Gattuso subisce una gomitata che gli procura un taglio alla fronte, si fa ricucire a bordocampo e rientra rabbioso nella bagarre; Pirlo comanda le ripartenze e al '17 da centrocampo sfodera un lancio maestrale, degno del miglior Rivera, per trovare Jankulovski; il ceco dal vertice dell'area tira al volo un missile spettacolare che si infila nell'angolo opposto, sancendo con una prodezza indimenticabile il 2-1. Dopo vari ribaltamenti di fronte, Gattuso dà forfait definitivo ma resta a tifare come un invasato a bordocampo; la sua uscita porta il debutto rossonero di emerson. Intanto uno splendido Milan continua ad attacare, e Kakà si procura un rigore. Ricky batte, Palop para ma il fantasista rossonero rimette in porta di testa, senza neppure saltare: 3-1 e corsa sotto la curva sivigliana, indicando sulla maglia il nome "Puerta", gesto questo apprezzato dalla tifoseria spagnola. Seedorf, sostituito, si sfila la maglia ed esce dal campo innalzandola, mostrando a tutti la medesima scritta "Puerta", e lo stadio applaude. La partita finisce, Gattuso e Seedorf trascinano i compagni ad applaudire la curva sivigliana: piovono applausi sui supercampioni, all'unitario grido "Milan! Milan!". Al di là del venticinquesimo trofeo dell'era Berlusconi, 17° alloro internazionale per la società, resta negli occhi la serie di buoni sentimenti ispirati dal ricordo toccante per Antonio Puerta, un grande avversario che purtroppo non affronteremo mai.

Lo spettacolare pareggio di Jankulovski

MILAN-SIVIGLIA 3-1 MARCATORI: Renato (S) al 14' p.t.; Inzaghi (M) al 10' s.t., Jankulovski (M) al 17' s.t., Kakà (M) al 42' s.t. MILAN (4-3-2-1): Dida; Oddo, Kaladze, Nesta, Jankulovski; Gattuso (Emerson dal 28' s.t.), Pirlo, Ambrosini; Kakà, Seedorf (Brocchi dal 44' s.t.); Inzaghi (Gilardino dal 44' s.t.). (Kalac, Cafu, Favalli, Bonera). All. Ancelotti. SIVIGLIA (4-4-2): Palop; Alves, Escudè (Luis Fabiano dal 38' s.t.), Martì (Kerzhakov dal 20' s.t.), Dragutinovic; Navas, Poulsen, Duda (Maresca dal 30' s.t.), Renato; Keita, Kanoutè. (De Sanctis, Mosquera, Capel, De Mul). All. Ramos. ARBITRO: Konrad Plautz (Aut). NOTE: spettatori 20mila circa. Ammoniti Gattuso e Duda per gioco scorretto, Poulsen per proteste. Angoli 8-4 per il Siviglia. Recuperi 2' pt, 5' st.

Kakà infila il tre a uno finale.

NUMERI E CURIOSITA'. Gol numero 272 di Inzaghissimo tra i professionisti, primo stagionale e 83° in rossonero. Per Pippo è il 59° centro nelle coppe europee, primo in Supercoppa dopo 42 in Champions (17 con la Juventus e 25 col Milan), 9 in Uefa (2 col Parma, 3 con la Juve e 4 col Milan) e 7 in Intertoto (tutti in bianconero). Per Jankulovski, 5° centro col Milan, primo in Europa dopo i 4 in serie A (uno nel 2005/06 e 3 l'anno scorso). Quinta supercoppa Europea vinta dal Milan, 25° alloro dell'era berlusconi e 17° trionfo internazionale del club più vincente del mondo. Per Emerson, prima partita in rossonero.



ALBO D'ORO
1972 Ajax (Olanda)
1973 Ajax (Olanda)
1974 non disputata
1975 Dinamo kiev (Russia)
1976 Anderlecht (Olanda)
1977 Liverpool (Inghilterra)
1978 Anderlecht (Olanda)
1979 Nottingham F. (Inghilterra)
1980 Valencia (Spagna)
1981 non disputata
1982 Aston Villa (Inghilterra)
1983 Aberdeen (Scozia)
1984 Juventus (Italia)
1985 non disputata
1986 Steaua Bucarest (Romania)
1987 Porto (Portogallo)
1988 Malines (Belgio)
1989 Milan (Italia)
1990 Milan (Italia)
1991 Manchester United (Inghilterra)
1992 Barcellona (Spagna)
1993 Parma (Italia)
1994 Milan (Italia)
1995 Ajax (Olanda)
1996 Juventus (Italia)
1997 Barcellona (Spagna)
1998 Chelsea (Inghilterra)
1999 Lazio (Italia)
2000 Galatasaray (Turchia)
2001 Liverpool (Inghilterra)
2002 Real Madrid (Spagna)
2003 Milan (Italia)
2004 Valencia (Spagna)
2005 Liverpool (Inghilterra)
2006 Siviglia (Spagna)
2007 Milan (Milan)