lunedì 4 agosto 2008

TROFEO DELLE FERROVIE DI MOSCA

BATOSTA IMBARAZZANTE

Sconfitto dal Siviglia, il Milan perde 5-0 col Chelsea. I problemi ci sono e vanno superati, ma non per questo cadere in facili allarmismi.

MOSCA. D'accordo, sono amichevoli. Ma perdere 0-5 col Chelsea, peraltro con poker di quella specie di pseudo giocatore fallito di Anelka, è davvero triste. Ammesse le nostre colpe evidenti dal punto di vista della figura, però, non cadiamo in allarmismi.Il Milan, in Russia per il torneo delle ferrovie della capitale ex sovietica torna a casa con due sconfitte e sei gol subiti, a fronte degli zero realizzati: 0-1 col Siviglia e 0-5, appunto, con gli inglesi, nella finalina per il terzo e quarto posto. Dettagli, si dirà: mancavano Pato e Ronaldinho, Nesta e Kakà. E poi l'anno scorso l'Inter ha perso 5-0 in amichevole col Barcellona ed abbiamo visto tutti che stagione ha disputato. Il Milan non è riuscito a dare il meglio di sè, anzi sembra proprio aver dato il peggio, ma questa sgambata agostana in terra d'Urali non diventi terreno fertile per facili accuse da svendere in prima pagina.

Paloschi contro il Siviglia

MILAN-SIVIGLIA 0-1
MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Oddo (30'st Bonera), Kaladze, Maldini (1'st Digao), Zambrotta (13'st Favalli); Gattuso (25'st Antonini), Pirlo, Ambrosini; Seedorf; Kakà (1'st Jankulovski), Paloschi (13'st Brocchi). All.: Ancelotti SIVIGLIA (4-4-2): Palop; Konko, Squillaci (32'st Mosquera), David Prieto, S.Navarro; Jesus Navas (44'st Valente), Maresca, Romaric, Adriano (15'st Capel); Luis Fabiano, Renato (37'st Konè). All.: Jimenez MARCATORI: 2'st Gattuso (autogol) Ammoniti: Ambrosini, Gattuso, Brocchi Espulso: 35'st Brocchi (per doppia ammonizione)

MILAN-CHELSEA 0-5
Marcatori: 3' Lampard; 8' Anelka; 18' Anelka; 51' Anelka; 57' Anelka MILAN (4-4-1-1): Kalac; Bonera (65' Paloschi), Simic (46' Digao), Maldini (46' Kaladze), Favalli (65' Antonini); Zambrotta, Gattuso, Flamini, Jankulovski; Pirlo; Ambrosini (46' Seedorf). All.: Ancelotti. CHELSEA (4-3-3): Cech (73' Cudicini); Ivanovic (62' Ferreira), Alex, Terry (62' Carvalho), A.Cole; Ballack (46' Deco), Mikel, Lampard; Wright-Phillips (78' Sinclair), Anelka (67' Shevchenko), Malouda. All. Scolari.

Shevchenko contro il Milan

Flamini in azione

giovedì 31 luglio 2008

TROFEO TIM (AMICHEVOLE)

ABBIATI, CHE SORPRESA!

Il portiere protagonista al trofeo Tim, che il milan vince battendo ai rigori sia la Juventus che l'Inter. Doppietta di Seedorf ai bianconeri.

TORINO- Nonostante la doppietta di Seedorf alla Juventus, è Christian Abbiati il protagonista del Trofeo TIM. Tifosissimo rossonero, Abbiati si era affacciato giovanissimo in prima squadra, divenendo protagonista dello scudetto 1999; affidabile e poco spettacolare, dal 2002 divenne vice Dida e nel 2005 andò per la sua strada (Juve, Toro, Atletico Madrid). Ora è tornato per riprendersi la maglia che sente più sua, e anche se non sarà un'amichevole a promuoverlo titolare sicuramente questo breve Milan-Inter è servito a riabbracciare un Christian in forma, sicuro e voglioso di fare bene. I primi '45 di questo triangolare di lusso vedono opposti rossoneri e bianconeri. Il Milan passa con Seedorf ma viene rimontato e va sotto; nel finale ancora Seedorf sigla il pareggio, e ai rigori decide il tiro del baby Paloschi. Il match con l'Inter, la partita di Abbiati che sfodera diversi ottimi interventi, termina 0-0. Ai rigori Abbiati è eroico e para tre tiri, diventando l'assoluto protagonista della serata torinese. Ancelotti ha chiarito che Kalac e Abbiati partono alla pari, e non è questa amichevole a spingere avanti Christian. Ma il fatto di avere questa competizione, e questa possibilità di scelta, è positivo. Ora il Milan partirà per la tournèe a Mosca.

JUVENTUS-MILAN 4-6 d.c.r.
MARCATORI: Seedorf (M) all’8’, Trezeguet (J) al 9’, Marchionni (J) al 12’, Seedorf (M) al 43’. RIGORI: Trezeguet (J) alto; Kakà (M) gol; Iaquinta (J) gol; Pirlo (M) gol; Chiellini (J) gol; Jankulovski (M) gol; Tiago (J) parato; Paloschi (M) gol. JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro; Marchionni, Sissoko, Tiago, Nedved; Iaquinta, Trezeguet. All: Ranieri. MILAN (4-3-1-2): Kalac; Zambrotta, Bonera, Kaladze, Jankulovski; Brocchi, Pirlo, Ambrosini; Seedorf; Kakà, Paloschi. All: Ancelotti. ARBITRO: Brighi di Cesena. NOTE: spettatori 20 mila circa. Ammoniti Bonera e Brocchi per gioco scorretto. Angoli: 1-8.

MILAN-INTER 4-3 d.c.r.
RIGORI: Kakà (M) gol; Adriano (I) gol; Oddo (M) parato; Figo (I) parato; Jankulovski (M) gol; Suazo (I) gol; Favalli (M) fuori; Jimenez (I) parato; Brocchi (M) gol; Santon (I) gol; Digao (M) gol; Muntari (I) parato. MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Oddo, Digao, Simic (Jankulovski dal 47’), Favalli; Gattuso, Pirlo (Strasser dal 42’), Ambrosini (Antonini dal 16’); Seedorf (Brocchi dal 21’); Kakà, Paloschi (Osuji dal 27’). All: Ancelotti. INTER (4-3-3): Toldo; Maicon, Burdisso, Cambiasso (Santon dal 42’), Maxwell (Jimenez dal 16’); Zanetti, Dacourt, Muntari; Figo, Crespo (Suazo dal 30’), Mancini (Balotelli dal 16’, Adriano dal 43’). All: Mourinho. ARBITRO: Brighi di Cesena. NOTE - Ammonito Pirlo per gioco scorretto. Angoli: 5-3. Recupero: 2’.


lunedì 28 luglio 2008

CREMONESE-MILAN 0-0 (AMICHEVOLE)

COLPISCE SUBITO FLAMINI

Il francese miglior rossonero in campo nella prima sgambata stagionale contro la Cremonese, terminata zero a zero. Intanto scoppia l'allarme attaccanti.

CREMONA - Prima apparizione della stagione 2008/2009 per il Milan sceso in campo mercoledì pomeriggio nell'amichevole contro la Cremonese allo stadio 'Giovanni Zini' di Cremona. Numerosi i tifosi rossoneri che hanno seguito la squadra in trasferta. L'intero incasso del match è stato devoluto in beneficenza per Fondazione Milan. Carlo Ancelotti si affida al classico 4-4-2 con Zeljko Kalac in porta; difesa che vede Massimo Oddo e Giuseppe Favalli sulle fasce e Daniele Bonera e Kakha Kaladze centrali. A centrocampo il tecnico rossonero opta per i due neoacquisti rossoneri LucaAntonini e Mathieu Flamini, affiancati dal giovane della Primavera Usuji e da Cristian Brocchi. Attacco nelle mani del numero dieci Clarence Seedorf e di Willy Aubameyang. In panchina a disposizione del tecnico rossonero: Abbiati 12, Gianola 15, Digao 31, Strasser 30, Angelilli 26, Digao. Dall'altra parte, questo l'undici schierato dal tecnico della Cremonese, Ivo Iaconi: G. Bianchi; Vitofrancesco, A. Bianchi, Argilli, Rossi; Gherardi, Ferrarese, Fietta, Chomacov; Guidetti, Graziani. A disposizione: Vino, Tacchinardi, Moretti, Colucci, Cremonesi, Viali, Carotti, Zauli, Borilli, Cozzolini, Saverino. La partita è terminata 0-0, e tra i rossoneri migliore in campo è stato il neoacquisto francese Mathieu Flamini.

ALLARME- L'attacco del Milan è in allarme. Ronaldinho e pato sono in Cina per le Olimpiadi con la Selecao, e agli acciacchi di Inzaghi si è aggiunto in quete ore l'infortnio al ginocchio a Marco Borriello, il bomber rientrato alla base dopo 19 gol nel Genoa. L'unico attaccante a disposizione resta dunque il baby Paloschi, che stava per partire in prestito (Torino) ma evidentemente rimarrà rossonero fino a che gli accertamenti del caso non porteranno novità sulle condizioni di Borriello.

giovedì 17 luglio 2008

A MILANELLO E' PARTITA LA NUOVA STAGIONE

DAL RITIRO ROSSONERO

MILANELLO (Varese), 16 luglio 2008 - Sorridenti, sereni. Adriano Galliani e Carlo Ancelotti sono seduti affiancati nella conferenza stampa di presentazione del Milan 2008-09. Respirano ottimismo, trasudano ottimismo, fiducia. "Il vento è cambiato", dice Galliani. È l’effetto Ronaldinho, che dà credibilità a parole come riscatto e rivincita, tra le più gettonate in riferimento al campionato scorso. Il popolo rossonero, fuori dall’ "aula bunker" di Milanello, inneggia al suo nuovo eroe. L’entusiasmo è contagioso. C’è disponibilità a guardare indietro, ai successi, ma anche agli insuccessi recenti, ma soprattutto voglia di guardare avanti. Pensando in grande.

GALLIANI - "È la mia 23ª avventura con il Milan. La prima che affronto senza cravatta, sono stato prelevato trafelato da Forte dei Marmi, destinazione Barcellona, per la trattativa Ronaldinho. È un giorno lieto. Per i grandi acquisti. Flamini era ricercato da tutta Europa. Poi Ronaldinho. Obiettivi: lo scudetto è quello primario. Perlomeno vogliamo giocarcela fino all’ultima giornata. Poi c’è la coppa Uefa, che non abbiamo mai vinto. E che ci garantirebbe l’accesso alla Supercoppa. Quindi la coppa Italia. So che i tifosi erano inquieti, preoccupati dal mercato. Ma anche se non partecipiamo alla Champions, abbiamo compiuto sei acquisti. E rafforzato la squadra. Non ci sentiamo inferiori alle formazioni che ci hanno preceduto lo scorso anno in classifica. Ronaldinho firmerà dopo le visite mediche, quindi non può essere presentato. Sembra siano stati già venduti 4000 abbonamenti. È cambiato il vento. Lo si capiva dalle mail pervenute, e arrivando qui a Milanello. Il mercato? In entrata è chiuso. Potrebbero partire Simic, Paloschi e Abate. Borriello? Resta: mai, mai trattato con nessuno. Sheva? Era o lui o Ronaldinho".

ANCELOTTI - "La società ha fatto grandissime cose, preso grandi campioni, pur in un anno particolare, senza Champions. I giocatori nuovi portano nuovi entusiasmi, ulteriori stimoli. La coppa Uefa avrà la finale a Istanbul, c’è un brutto ricordo da cancellare. In campionato vogliamo tornare competitivi dopo due anni no. Lo possiamo fare. I tre portieri? C’è grande battaglia. Non so ancora chi sarà il numero uno della stagione. Albero di Natale o 4-2-3-1? Il modulo più indicato è l’albero di Natale, ma potremo giocare anche con due attaccanti. Ma i centrocampisti saranno sempre tre".

FLAMINI:"Quando il Milan chiama è impossibile dire di no. Sono venuto per vincere. Ci sono tanti grandi giocatori, una concorrenza con cui so di dover fare i conti. Desailly? Spero di vincere qui come lui". ABBIATI: "Volevo tornare al Milan. Io qua mi sento a casa. Come se fossi in famiglia". MALDINI: "Essendo la mia ultima stagione alla Champions ci tenevo tanto, vorrà dire che mi toglierò le ultime soddisfazioni in campionato. A continuare mi spinge l’amore che ho per questo sport, sono tesserato con il Milan dal 1978. C’è la convinzione di poter continuare ad essere importante per questa squadra".

mercoledì 16 luglio 2008

MILAN, COLPO RONALDINHO


E alla fine il diavolo si è mosso. Il tanto atteso colpo di mercato è arrivato e ha i dentoni di Ronaldinho, nientemeno che l'ex pallone d'oro del Barcellona. Quello che fino a due anni fa era il giocatore più forte del mondo, innalzato ai livelli di Pelè e Maradona dalle sue prestazioni stratosferiche e dalle magie eccezionali che riusciva a regalare. Fossimo nel 2006, o giù di li, il colpo sarebbe galattico. Qualcosa di utopico, assurdo, paradossale. Invece siamo nel 2008, e qualche mese di acciacchi, bagordi e partite un pò meno belle, insinuano qualche dubbio lecito nell'analisi di questo che rimane, comunque, un colpo a effetto. Il Milan scommette su Ronaldinho, replicando l'acquisto di Rivaldo nel 2002. Brasiliani, ex palloni d'oro, leggende in declino nel Barcellona dopo anni di vittorie. Entrambi grandi artisti dai piedi magici, entrambi fuoriclasse giganteschi molto sudamericani nell'indole e nel modo di vivere e giocare. Il rischio sta nel fisico e nelle motivazioni, nella continuità da ritrovare e nell'umiltà di doversi rimettere a lavorare a testa bassa, come se non fosse Ronaldinho. Deve ripartire, dimostrare di aver voglia di fare bene rispettando i tifosi, i colori, i compagni e soprattutto se stesso. Perchè se dovesse tornare il Ronaldinho vero, non ce ne sarebbe per nessuno.

Ronaldinho da Porto Alegre, un nome che è un programma per il sorridente moretto carioca, nasce calcisticamente nel Gremio, giovanissimo. Dai nerazzurri all'Europa il salto è targato Paris SG. Con i bleus et rouge incanta in ligue 1 e stuzzica l'Europa asuon di gol e numeri funambolici. Il suo look e il suo sorriso diventano famosi ovunque col mondiale 2002, e in particolare col suo gol fenomenale all'Inghilterra. Da quel momento l'escalation del dentone è irresistibile: trasferimento al Barcellona nel gennaio 2003 e prime prodezze per risollevare i blaugrana in crisi. Dalla stagione successiva inizia un biennio d'oro per gli irresistibili uomini di Rijkaard. Trascinati da un Ronaldinho superbo, i catalani vincono a mani basse la liga, ripetendosi l'anno dopo. E' il 2006, e i gol favolosi di Dinho, i suoi dribbling surreali iperveloci, i suoi morbidi tocchi, i numeri irresistibili catapultano la squadra sul tetto d'Europa, col trionfo in Champions League. Elastico, ruleta, sombrero, doppio passo: repertorio fantastellare puntualmente esibito a velocità schizofreniche, per giocate leggendarie e gol da spellarsi le mani. Da tutte le posizioni, in ogni situazione, con qualunque avversario. Anche il Milan, regolato nel 2005 da una rete superba da fuori area. Il pallone d'oro fu il degno coronamento di un fenomeno mostruoso, ai livelli del quale probabilmente nessuno riuscirà più ad esibirsi. Dopo è stata un lento declino: un mondiale 2006 deludente, una stagione 06/07 di alti bassi per lui e per il Barca (pur con sprazzi di magia, come un gol in rovesciata epocale) e un 07/08 ancor peggiore, con tanti guai fisici, pochi gol e poche partite, ma soprattutto poche magie. Non da Ronaldinho, insomma. Il Milan lo cercava dal 2005, più volte i due sono stati vicini, vicinissimi. Dinho ha sempre lanciato messaggi dolci ai colri rossoneri, ed ora il matrimonio s'è fatto. Nel momento più difficile, tra pancetta e sorrisini facili della gente. Al tempo, e a Dinho, l'arduo compito di non rovinarsi a vicenda.


venerdì 6 giugno 2008

PAOLO MALDINI, UN ALTRO ANNO DI PASSIONE!


Il capitano ha firmato per un'altra stagione: ha prevalso il cuore e la passione di Milan. Riviviamo la splendida carriera del mitico Cuore di Drago!

ALLA FINE, HA PREVALSO IL CUORE. Paolo Maldini, a poche settimane dal suo quarantesimo compleanno, ha firmato per un altro anno: potremmo goderci ancora un pò le giocate del grande capitano con la maglia rossonera. Giravano voci strane, da un lato chi diceva che il ginocchio e i vari dolorini che da anni assillano il Capitano ne avevano fatto maturare la decisione di smettere; dall'altro c'era chi punzecchiava sostenendo che Cuore di Drago non avrebbe voluto ridimensionare il suo ingaggio. La verità è che Paolo ha firmato e, come fa progressivamente da anni, ha accettato ancora una volta una diminuzione dello stipendio, perchè a prevalere sarà sempre e solo la passione sfrontata per il calcio e per la maglia rossonera. Nelle ultime tre annate Maldini è stato impiegato part time, per preservarne legamenti e carriera. Ciò è servito in tutti i sensi, perchè pur continuano a regalarci prestazioni quasi sempre all'altezza del suo numero 3 il Capitano non ha mai smesso di brillare, nelle occasioni migliori, con battaglie monstre da spellarsi le mani.

ESORDI DIFFICILI. 23 anni fa il debutto in un Milan poveretto, a soli 16 anni. Gli davano del raccomandato, ha presto smentito tutti, Paolo. A 17 anni era già titolare nel Milan di Lieholm (in panchina), Virdis e Hateley. L'avvento di Silvio Berlusconi (1986) riportò finalmente la squadra alla gloria che la sua storia voleva.

IMMORTALI. Arrigo Sacchi crea un Milan devastante, che nel 1988 torna tricolore dopo 9 anni. Una macchina di calcio spettacolare e inflessibile contro tutti gli avversari: mitica la rimonta scudettosul Napoli di Maradona. Maldini si esalta sulla fascia, ergendosi presto a erede di Cabrini come miglior terzino della stroia azzurra. Non solo: i trionfi europei del Milan lo portano nell'olimpo dei grandissimi di sempre, a soli 20 anni. I rossoneri devastano a barcellona lo Steaua (1989) e a Vienna nel 1990 incono la loro seconda Coppa Campioni di fila. Bis anche in Intercontinentale, incetta di Supercoppe, avversari annichiliti senza pietà (chiedere al Real Madrid, seppellito 5-0 a San Siro) e Milan che diventa la squadra più forte di sempre. Grazie ai gol di Gullit e Van Basten, certo, ma ancge della strepitosa difesa imperniata sui recuperi record di capitan Baresi e le galoppate micidiali di Tassotti e Maldini: mago di classe ed eleganza, puntello duro e raffinato in difesa, il giovane Maldini punge martellante con i suoi cross al bacio, le incursioni rete, discese zeppe di dribbling brasilianeggianti, che ne fanno presto una colonna anche in azzurro. Terminato il ciclo Sacchi, arriva Capello. Il Milan si fa ancora più cinico e continua a sbaragliare record, dai 3 scudetti di fila ad una nuva Champions: 4-0 al Barcellona. La stella di Maldini splende assoluta, eterna, favolosa. Atroce la scelta di non premiarlo mai col pallone d'oro. Se in rossonero sono gioie e coppe a ripetizione, in azzurro solo delusioni: su tutte, la finale mondiale persa col Brasile (1994).

CADERE E RISALIRE. Il Milan immortale muore nel 1996, le stelle vengono fischiate e corteggiate da club esteri: il Chelsea cerca Paolo e Costacurta. Loro restano dopo 2 anni orribili, e nel 1999 si prendono l'immensa gioia di uno scudetto insperato strappato alla Lazio. C'è Zaccheroni in panchina e tanti nonnetti all'ultimo valzer in campo: Rossi, Boban, Donadoni, gli stessi Paolo e Billy: un'ultima sferzata d'orgoglio per gli invincibili senatori. Maldini è uno dei tre centrali (non più terzino quindi), ferrea barriera con i suoi tackle tempestivi e spettacolari, i suoi recuperi prodigiosi, i salvataggi stellari. Segna anche un gol scudetto, a Parma su punizione. Tra 2000 e 2002 il Milan si rifonda, tra errori e colpi di mercato che portano qualche annata grigia. Su Maldini ci si può sempre aggrappare, lui è sempre uno dei migliori. Qualcuno pensava che fosse agli ultimi colpi, quando si ritira dalla Nazionale dopo 112 gare (record storico ancora imbattuto): nessuno poteva sapere che, con l'arrivo di Ancelotti a Milanello, iniziava la nuova vita di Paolo.

NUOVA ERA. Capitano splendido, pieno di medaglie e ammirato da tutti. Monumentale, davvero monumentale è il Capitano nella stagione 2002/03, il ritorno alla Champions League. Vincerla sulla Juve è stato emozionante, per lui alzarla da capitano, protagonista eccelso, sstupendo. Un centrale con i controfiocchi, e l'anno dopo è ancora meglio: mastodontico Paolo, blinda la retroguardia e la comanda dall'alto di un'esperienza unica, una classe massima, una precisione e una continuità assolutamente impressionanti. Nessun errore, un'annata degna dei tempi d'oro per un nuovo scudetto, il settimo. Altissimo rendimento anche nella stagione dopo, quando però il Milan scivola a Istanbul col Liverpool. Eppure proprio l'higlander Paolo aveva aperto i giochi in finale con un grandissimo gol. Cerca di rialzarsi il Milan, e dopo una dura ma positiva stagione (2005/06, nella quale Maldini pesca pure la prima doppietta in carriera!) ci riesce tornando campione d'Europa ad Atene nel 2007. Per il capitano è la seconda annata in cui si centellinano le presenze, ma il suo rendimento non perde di qualità. In questo 2007/08 ha giocato ancora meno, Cuore di Drago, e a volte ha anche ballato. Non sono però mancate tante gioie, come il risollevare la coppa del Mondo in Giappone. Un Maldini infinto: certo, omai non è più la macchina bionica infallibile e spettacolare di qualche anno fa, ma già così vale più di mille mezzi difensori o presunti tali che girano per il mondo. Ed è pronto a nuove sfide, dopo aver sfondato quota 1000 partite in carriera, per riornare la divisa rossonera con nuove medaglie!

lunedì 2 giugno 2008

UFFICIALE L'ARRIVO DI ZAMBROTTA

Ufficiale: arriva dal Barcellona il terzino azzurro, pedina importante, esperta e poliedrica per rafforzare la spinta sulle corsie laterali

CHE GIANLUCA ZAMBROTTA si sarebbe vestito di rossonero lo sapevamo tutti, da gennaio. Il forte terzino sinistro del Barcellona, ex bandiera della Juventus di Lippi (e Ancelotti) e protagonista nel successo azzurro a Germania 2006, è ora anche ufficialmente un giocatore del Milan. Zambrotta è il terzo acquisto ufficiale di stagione, dopo il riscatto dell'attaccante Borriello e l'ingaggio del centrocampista Flamini dall'Arsenal. "Dopo due anni trascorsi fuori, in Spagna al Barcellona, rientrare in Italia in una grande squadra come il Milan è un enorme piacere per me. Soprattutto ritornare a giocare a grandi livelli con una squadra come il Milan", ha dichiarato Gianluca. L'arrivo di Zambrotta offre un'importante innesto per la difesa: il suo ruolo sarà a destra, dove volava Cafù e dove Oddo non è riuscito a ereditarne in pieno il peso specifico. Zambro però può scivolare anche a sinistra (dove al momento agirebbe Jankulovski), o addirittura come esterno di centrocampo. Un campione eclettico, insomma, che al Milan rilancia la sua voglia di vincere nonostante abbia già alzato ogni coppa a disposizione, o quasi.

GIANLUCA ZAMBROTTA
Prima del Barcellona, sette stagioni alla Juventus. E' campione del mondo in carica



BIOGRAFIA. Gianluca Zambrotta (Como, 19 febbraio 1977) è cresciuto nel Como, con cui ha debuttato da professionista nel 1994, a soli 17 anni. A 20 anni è passato al Bari, debuttando in serie A. Con la squadra pugliese si è messo in luce sia per le sue ottime qualità tecniche che per le sue qualità tattiche, fino a meritarsi l'ingaggio della Juventus (1999). Inizialmente centrocampista, nel 2002 l'allenatore Marcello Lippi lo ha impiegato per la prima volta come terzino sinistro, e in seguito la scelta si è rivelata permanente perché Zambrotta si è espresso sin da subito ad altissimi livelli, diventando uno dei migliori interpreti del suo nuovo ruolo. Il suo controllo di palla in corsa, la sua abilità tattica, sia offensiva che difensiva, lo hanno fatto diventare un giocatore di livello mondiale in questo ruolo. Sotto la guida di Lippi ha conquistato due scudetti (2002 e 2003). Anche i due anni con Fabio Capello alla guida dei bianconeri, dal 2004 al 2006 sono stati molto proficui per Zambrotta, canche se dopo Calciopoli la Juve ha visto revocarsi i due scudetti vinti dal tecnico friulano. Il 21 luglio 2006 Zambrotta, a seguito delle vicende giudiziarie che hanno vista implicata la Juventus, è stato acquistato dal Barcellona per 14 milioni di euro, insieme all'ex compagno della Juventus Lilian Thuram: 2 scudetti, 2 supercoppe europee, 297 presenze e 10 gol in bianconero. Grandissimo protagonista con i suoi crosse le sue scorribande, del trionfo dell'Italia nel Mondiale 2006 (per lui anche un gol, bellissimo, con l'Ucraina ai quarti), vanta 71 gettoni azzurri (2 gol). Nel Barcellona è stato impiegato dal tecnico Frank Rijkaard prevalentemente come terzino destro, totalizzando 80 presenze e tre gol in 2 stagioni. Purtroppo, oltra alla vittoria in Supercoppa di Spagna, i blaugrana sono sempre finiti dietro al Real, in questi 2 anni: Zambro vorrà certamente rifarsi in maglia rossonera!


Il passato juventino di Zambrotta