mercoledì 22 ottobre 2008

MILAN, ARRIVA BECKHAM!


MILANO, 22 ottobre 2008 - Sognando Beckham. Titolo cinematografico arcinoto, realizzato quando il mito David era quasi un'ossessione. Al Milan lo hanno desiderato tanto. Adesso il sogno diventa realtà, anche se con qualche anno di ritardo. C'è infatti ben altro oltre al desiderio di allenarsi con i giocatori rossoneri e la notizia la dà Adriano Galliani dalla Malpensa, dove il Milan si è imbarcato per l'Olanda dove domani sera sarà impegnato in Coppa Uefa: Beckham non solo si allenerà a Milanello a partire dal gennaio 2009, ma verrà anche tesserato fino al termine del campionato.

GALLIANI EUFORICO - "Arriverà? Sì, credo proprio di sì. Resterà qui al Milan in prestito per qualche mese, ne stiamo parlando con il suo agente - ha affermato l'amministratore delegato -. Lo tessereremo per qualche mese e poi ripartirà. Beckham ha scelto il Milan. La nostra squadra è ultracompetitiva e resterà così com'è, ma Beckham è qualcosa di diverso e di intrigante". E ai denigratori ha lanciato un messaggio: "Il Milan non fa la raccolta delle figurine, il Milan è invece molto orgoglioso della politica che sta facendo. Siamo l'unico club in controtendenza: la gente va allo stadio a vedere il Milan. Non è un caso se 65.000 persone vanno a vedere Milan-Sampdoria. Se i 65.000 vanno allo stadio vuol dire che il Milan è un prodotto che piace. Rispetto a questi 65.000, Beckham ne porterà uno in più di tifoso piuttosto che uno in meno".

ANCHE IN COPPA UEFA - E Carlo Ancelotti? "Per me sarà un piacere, Beckham è un atleta serio, un grande professionista. Se sarà disponibile per quattro mesi con noi ne saremo molto contenti. Se diventerà disponibile per il Milan, lo sarà evidentemente sia in Italia che in Europa". Chiusa la stagione calcistica negli Usa (i Los Angeles Galaxy non hanno centrato i playoff), il centrocampista inglese vuole giocare perché non ha intenzione di perdere i Mondiali del 2010. Fabio Capello è stato chiaro: "O giochi o non ti convoco più". La chiamata del Milan, un mix di calcio e marketing, dovrebbe potrebbe dare una mano al fuoriclasse londinese.

martedì 21 ottobre 2008

MILANSTORY- 1900/1901: IL PRIMO SCUDETTO

Il Milan vince il suo primo scudetto battendo il Genoa sul suo campo (3-0): Kilpin guida i rossoneri in finale superando Juventus e Mediolanum. Inizia la leggenda dei Diavoli rossoneri.

CAMPIONI D'ITALIA!!

1901, L'ANNO DEL DIAVOLO. Con un anno in più di esperienza sulle spalle, i ragazzi di Kilpin si ripresentano all'appuntamento col campionato carichi e motivati. La splendida divisa a sottilissime strisce rossonere, con scudo milanese sul cuore, inizia a coprirsi di onore e gloria: olte alla Medaglia del re, rivinta dai ragazzi, stavolta è il campionato l'obbiettivo principale. La prima sfida oppone al Milan i cugini della Mediolanum. In campo i rossoneri viaggiano spediti e passano in vantaggio con Davies, centravanti inglese che aveva seguito Kilpin a Milano da Torino. Il Milan argina gli avversari grazie all'affiatata coppia difensiva Suter-Gadda, e a chiudere i giochi ci pensa il forte mediano Lies, segnando il 2-0. La gara di semifinale è un big match con la Juventus. I bianconeri passano con Donna, la gara è combattutissima e il Milan va in rete col baby Negretti, diciottenne su cui ci sono molte speranze. La battaglia continua senza esclusione di colpi, ed è ancora la Juve a passare, con Malvano; il Milan non demorde e spinge con grinta, basando le proprie forze sul trittico di centrocampo Lies-Kilpin-Angeloni, uomini di gran tempra che lottano con energia su ogni pallone. Proprio Kilpin, il faro del Milan per il suo grande entusiasmo agonistico, dà la scossa. I rossoneri pareggiano ancora con Negretti e, quando la gara sembra finita, siglano il 3-2 definitivo proprio con l'incommisurabile leader britannico. Il mediano inglese si prende la gloria e l'onore di trascinare il Milan nella sua prima finale. L'ultimo atto si disputa a Genova, contro i fortissimi campioni in carica. I rossoblù hanno vinto i primi 3 scudetti di fila e sul loro campo sembrano invincibili; inoltre i milanisti devono sorbirsi il lungo e faticoso viaggio in treno, in terza classe e a spese proprie, che spesso sfinisce la squadra ospite. Invece i Diavoli si materializzano forti come mai sul campo di Ponte Carrega e spazzano via i supercampioni con un 3-0 senza repliche. Unico marcatore noto, il solito Kilpin: il papà del Milan firma con tanta grinta ed un gol storico il primo successo di una serie infinita, ed è giusto che il destino scelga lui per incoronare la squadra dei sogni.

I PROTAGONISTI. Portiere del Milan dei pionieri era Hoberlin Hoode, uno dei tanti inglesi in squadra. Oltre alle qualità di portiere gli vanno riconosciute doti di coraggio e forza interiore attribuibili a tutti gli estremi difensori dell'epoca, visto che il portiere era spesso vittima di grosse ammucchiate in area. Ciò era figlio di uno schema tattico con 2 soli difensori e ben 5 attaccanti, utilizzato da tutte le squadre: così ogni corner era un'immensa mischia in area, con praticamente tutta la squadra rivale a suonarle di santa ragione. L'affiatatissima coppia difensiva era composta da Suter e Gadda, un binomio vincente. Hans Heinrich Suter era uno svizzero di gran classe, che a fine carriera cercherà l'avventura negli USA, dove morirà nel 1955. Catullo Gadda era un grintoso terzino arrivato dalla Mediolanum, bravo e autoritario nel lottare con gli avversari. Il centrocampo era guidato dall'immenso Kilpin, quello che è considerato da tutti il fondatore del Milan: un giocatore magari non molto dotato tecnicamente, ma che colmava queste lacune con una tempra trascinante. Con lui lottavano Kurt Lies, alto e potente, ed il più tecnico Daniele Angeloni, anch'esso ex Mediolanum. L'attacco, affollatissimo, era imperniato sul giovanissimo Ettore Negretti, una speranza che non mantenne poi tutte le promesse; in questo campionato, tuttavia, segnò una doppietta epocale nella semifinale con la Juventus. Ai suoi fianchi agivano Samuel Davies (perito tessile come Kilpin), che segnò il primo gol della stagione nel derby con la Mediolanum, e il capitano, David Allison. Inglese nato in Francia, Allison aveva una grande esperienza ed una forte personalità; giocava da centravanti boa e non segnava moltissimo, però sapeva destreggiarsi come un maestro sulla linea dell'offside, sfruttando la poca dimestichezza con le regole di arbitro e collaboratori. Più esterni agivano Agostino Recalcati, scattante e minuto fisicamente, e Guerriero Colombo, di valore tecnico e aonistico notevoli. Recalcati proveniva dalla Mediolanum, e dopo lo scudetto in rossonero vi avrebbe fatto ritorno; nel 1904 fu tra i fondatori dell'US Milanese. In rosa c'era anche l'inglese Penvhyn Llwellyn Neville, socio fondatore e giocatore poliedrico.

OBBIETTIVO SU... HERBERT KILPIN: Herbert Kilpin, alle origini del Diavolo: decisivo nella fondazione del club, determinante nei primi successi in campo. A tutto campo. Nato a Nottingham (Inghilterra) il 23 gennaio 1870, Kilpin inizia nel Garibaldi, piccolo club cittadino, e si stabilisce in Italia per lavoro. A Torino gioca con Internazionale Torino ed FC Torinese, prima di trasferirsi a Milano dove fonda il Milan. Resta rossonero dal 1899 al 1908, vincendo tre scudetti e giocando in tutti i ruoli. Per lui 23 presenze e 8 reti. E' morto nel 1916.

RONALDINHO, L'INFINITO SORRISO

Il campione brasiliano è sempre più nel vivo del Milan: segna, batte i rigori, si è inserito alla grande nel gruppo e compone con Kakà un tandem stellare e letale.
Il freddo inverno milanese è alle porte, con ottobre che volge al termine e il campionato che entra nel vivo della sua essenza. Eccessi di qua (l'Inter che vince 4-0 a Roma), polemiche di là (la crisi della Juventus con Ranieri a rischio esonero). Nel mezzo sta il Milan, nel mezzo sta Ronaldinho Gaucho col suo sorrisone bambino e le prodezze che stanno pian piano conquistando San Siro e tutta la tifoseria rossonera. Le foglie arancioni non tolgono il sorriso a Dinho, perchè lui il sole lo dipinge in campo e sotto la Sud trova sempre tempo e modo di regalarsi(ci) un'allegra sambata. Il campione si sta ormai abituando al clima e alla vita meneghina, e l'intesa con i compagni è stata forte dal primo istante. I risultati in campo sono positivi e in netta crescita: sorprendente se si pensa che sembrava solo una mossa di marketing, per un campione bolso e cotto. tutt'altro. "Qui a Milano ogni giorno che passa mi sento sempre più a casa, tutte le persone che incontro mi accolgono molto bene e spero di regalare loro ancora tante gioie. Intanto sto recuperando il mio ritmo." E quando sarà al 100% sarà davvero incontenibile. Per ora i tifosi si godono i suoi dolci duetti con i compagni che gli ruotano attorno pendenti dai suoi piedi. Gli stessi compagni che, garantiscono, in allenamento Dinho si sbatte come un ragazzetto. Lui conferma: "Il lavoro di queste due settimane a Milanello mi è stato davvero molto utile e devo ringraziare tutte le persone e i compagni che mi stanno aiutando a ritrovare la mia condizione ottimale". L'apporto di tecnica, fantasia e imprevedibilità che il dentone ha portato in casa rossonera è straordinario. Basti pensare che segna come un bomber e crea come un fantasista: insomma è stato come acquistare un altro Kakà, solo che entrambi hanno anche altre doti, non in comune, che quindi si sposano e si completano alla grande: i funambolismi bailati del primo eccitano il Meazza, la concretezza europea del secondo stendono l'avversario. Per questo l'intesa e l'efficacia del duo diventa uno spettacolo letale: "Anche oggi il mio gol è arrivato su assist di Kakà e sono contento perchè con lui abbiamo trovato subito l'intesa giusta. Per quanto riguarda la partita abbiamo creato poco nel primo tempo perchè avevamo a disposizione meno spazi; nella ripresa, invece, abbiamo costruito più occasioni in profondità". Guarda caso, quando Ancelotti ha inserito Kakà affiancandolo al Gaùcho: il tandem delle meraviglie sembra essere imprescindibile.

lunedì 20 ottobre 2008

MILAN-SAMPDORIA 3-0 (SERIE A, 7a GIORNATA)

RONALDINHO, L'ESECUTORE

Milan brutto nel primo tempo, Kakà lo sveglia nella ripresa e Dinho decide con una doppietta: rigore e stoccata, prima del sigillo finale del solito Pippo Inzaghi.

MILANO- Effetto Ronaldinho, Milan in risalita prepotente: i rossoneri asfaltano la Sampdoria non senza fatica e si impongono come rivale principale della corazzata Inter nella corsa tricolore. Nella striscia di sette risultati utili consecutivi il pari di Cagliari resta una parentesi, perchè con i blucerchiati il Milan si riprende tre punti di prepotenza, dopo un primo tempo a rilento. Ancelotti, che deve rinunciare ancora a Kaladze e Nesta in difesa, lascia a riposo Gattuso (rilevato da Flamini) e soprattutto Kakà, schierando Pato e il recuperato Borriello davanti a Ronaldinho. Sulla destra spazio ad Antonini vista la squalifica di Zambrotta. Nella prima frazione si segnala solo una bella discesa di Jankulovski con pregevole triangolo con Dinho, oltre che una bella parata di Abbiati; il brasiliano va a sprazzi, mentre Borriello è troppo marcato per poter anche solo pensare un'azione di sfondamento. Nell'intervallo Ancelotti decide di premere sull'acceleratore ed inserisce Kakà per l'evanescente Pato. Ricky schioda il match, prima con un bel colpo di testa e poi dando vivacità alla manovra. L'episodio chiave è un fallo di mano in area di Lucchini, che provoca rigore e d espulsione: Kakà che non sta ancora bene lascia l'onere a Ronaldinho. E Dinho calcia in rete, angolatissimo, per l'1-0. Partita in discesa: il Milan appare più determinato a cercare la vittoria e, anche se Antonini non si scopre troppo, ci pensa Jankulovski a spingere. Il centrocampo fa buona diga, mentre Bonera e Maldini reggono la difesa; il solo Seedorf non brilla particolarmente. Kakà duetta con Dinho, e dai loro piedi fatati scaturisce il raddoppio. Ricky serve il numero 80 rossonero, che con una stoccata di fino da dentro l'area impallina Castellazzi chiudendo di fatto il match. Ronaldinho sorride come un bambino e corre a ballare il samba sotto la Sud: San Siro è una bolgia. Per due volte l'ex pallone d'oro sfiora il tris con delle magistrali punizioni, ma le emozioni non sono finite. Ancelotti regala qualche minuto a Emerson e Inzaghi (dopo la botta nell'amichevole di Tirana) e Pippo scalda lo stadio col suo gol numero 101 in rossonero: addirittura col lusso di scartare il portiere e arrivare in porta col pallone, a conferma del suo status di higlander. A 36 anni il gol è ancora la sua linfa. Il 3-0 è effettivamente troppo pesante per la Samp, anche vista l'ottima prova del brillante Cassano; ma per il Milan è oro colato, un risultato che fa bene, benissimo. E la vetta resta vicina.
MILAN-SAMPDORIA 3-0. MARCATORI: Ronaldinho al 10' (rigore) e 21', Inzaghi al 45' s.t. MILAN (4-3-1-2): Abbiati: Antonini, Bonera, Maldini, Jaunkuloski; Ambrosini, Flamini, Seedorf (29' st Emerson); Ronaldinho; Borriello (34' st Inzaghi), Pato (1' st Kakà). (Dida, Nesta, Favalli, Shevchenko). All.: Ancelotti. SAMPDORIA (3-5-1-1): Castellazzi; Lucchini, Gastaldello, Bottinelli; Paladino (15' st Stankevicius), Sammarco, Franceschini, Zegler (26' st Bellucci), Pieri; Delvecchio, Cassano (36' st Bonazzoli). (Fiorillo, Krsticic, Bonanni, Fornaroli) All.: Mazzarri. Arbitro: Damato di Barletta. NOTE - Spettatori: 60.000 circa. Ammoniti: Bottinelli, Jaunkuloski per gioco falloso, Flamini per comportamento non regolamentare. Espulso Lucchini al 9' st per comportamento non regolamentare. Angoli: 6-4 per il Milan. Recuperi: pt 2', st 4'

LE PAGELLE

ABBIATI 6,5 Si guadagna la pagnotta con una bella parata su Sammarco e un'altra su Cassano. Imbattuto da tre partite, ha ridato sicurezza alla difesa. ANTONINI 6 Aveva tutti gli occhi addosso vista l'assenza di Zambrotta, e ha ripagato con una prestazione senza sbavature. Poteva solamente spingere un pò di più. BONERA 6,5 E' sempre al posto giusto nel momento giusto, non sbaglia nulla e ribadisce una volta di più la sua grandissima affidabilità. E' il futuro baluardo della difesa rossonera. MALDINI 6 Se si eccettua un unico errore in coeprtura, gioca la solita partita tranquilla e d'esperienza. Qualche bel duello con Cassano. JANKULOVSKI 6,5 Prestazione di carattere sulla sua fascia: copre bene, talvolta anche con troppa decisione (vedi fallo su Cassano) e spinge con ficcante efficacia. Belli i triangoli con Dinho. Grande Janku. AMBROSINI 6 Fa la solita legna e sfiora pure il gol con un pallonetto. FLAMINI 6 Tanto lavoro oscuro e poca gloria, ma il francese è utilissimo alla causa. SEEDORF 6 La Samp lo portò in Italia nel 1994, ma contro la sua ex Clarence ha disputato partite migliori. Non demerita, però da lui ci aspettiamo sempre le meraviglie. Fa l'ordinario e lo fa bene. EMERSON 6 Mette al sicuro il risultato. RONALDINHO 7,5 Signore e signori, Dinho: il fenomeno decide la partita col suo secondo e terzo gol rossoneri. Tre gol che, tra derby e Samp, valgono 6 punti. La prima doppietta arriva dopo un primo tempo abulico, ma con una glaciale freddezza dal dischetto e l'eleganza assassina nell'eseguire i duetti con Kakà. Sfiora il delirio con due punzioni, e afferma con orgoglio di essere anche sciabola, non solo fioretto. PATO 5,5 Corre e schizza pimpante, ma è troppo evanescente. KAKA' 6,5 Schioda la partita duettando con Dinho, servendogli il 2-0, faendo subito tremare la difesa ligure con la sua presenza. Assist preziosissimo. BORRIELLO 5,5 Troppo murato per poter incidere, si vede poco. INZAGHI 6,5 Entra e timbra il cartellino: era l'ultimo attaccante senza gol, fa centro alla seconda partita stagionale e a 36 anni, salendo a 101 in rossonero. Sul 3-0 esulta come un pazzo invasato: è sempre lui, l'inimitabile SuperPippo!!



COMMENTI A CALDO...
CARLO ANCELOTTI: Ho sentito dire che nel primo tempo la squadra ha giocato male, ma io non sono molto d'accordo. Io del primo tempo non butto via nulla. E' normale che non si possa sempre partire all'arrembaggio, anche perchè bisogna fare i conti con l'avversario che spesso e volentieri sa stare molto bene in campo. Direi che nei primi 45 minuti di gioco siamo comunque sempre stati in partita, soffrendo ma senza mai perdere la calma. Naturalmente il calcio di rigore ci ha sbloccati e anche i movimenti di Kakà ci hanno agevolato. Nella prima fase della gara le nostre punte erano troppo bloccate e la Sampdoria ci aveva preso le misure. Kakà ha tolto i punti di riferimento". "Flamini in mezzo al campo? Si ho preferito mettere Seedorf più al servizio delle punte pensando anche alla posizione in campo di Delvecchio. Antonini? Ha fatto la sua parte, ha giocato con equilibrio e ha fatto chiaramente capire di poter giocare qualsiasi tipo di partita. Ci darà una mano importante. La sfida contro l'Atalanta? Dico solo che è da troppo tempo che non siamo primi in classifica e quindi la sfida va inquadrata in questa ottica".

LUCA ANTONINI:"Sono soddisfatto della mia prestazione, adesso credo di aver bisogno di dare continuità a queste prestazioni. oggi era importante che la squadra vincesse e così è stato, abbiamo conquistato tre punti importanti per la classifica.In campo mi sono reso conto di essere stato un po' più brillante rispetto alla partita con lo Zurigo, oggi ero voglioso di dimostrare il mio valore e credo che si sia potuto vedere. Per poter scendere in campo devo sempre dare il massimo in allenamento, farmi trovare pronto quando il Mister Ancelotti mi chiama in causa e soprattutto avere la giusta mentalità. E' bello poter giocare sempre, ma è il tecnico che poi decide in quale posizione mandarmi in campo.Adesso ci aspettano tante partite in breve tempo, credo che ci potrà essere spazio per tutti. Il Milan deve continuare con questo passo, vincendo sempre in casa, in modo da arrivare al nostro obiettivo che è lo scudetto. Personalmente spero che il mio rendimento sarà sempre questo in modo da poter dare il mio contributo alla squadra."

DANIELE BONERA:"Oggi è arrivata una vittoria importante. Personalmente sono contento, in settimana ho parlato con Daniele Tognaccini perchè mi sentivo bene e ritengo di aver trovato la condizione giusta.Oggi la Sampdoria ha disputato una buona partita. Cassano è un bravo giocatore che ti porta in giro per tutto il campo, però noi abbiamo fatto bene, anche in fase difensiva.E' bello conquistare risultati positivi, in questo avvio di campionato, abbiamo intrapreso un cammino differente rispetto all'anno scorso e le partite casalinghe stanno dando buoni risultati mentre lo scorso anno abbiamo perso qualche punto che ci ha penalizzato per arrivare in Champions."

RONALDINHO:"Sono davvero contentissimo e spero di segnare ancora tanti gol sotto la curva. Il lavoro di queste due settimane a Milanello mi è stato davvero molto utile e devo ringraziare tutte le persone e i compagni che mi stanno aiutando a ritrovare la mia condizione ottimale. Anche oggi il mio gol è arrivato su assist di Kakà e sono contento perchè con lui abbiamo trovato subito l'intesa giusta. Per quanto riguarda la partita abbiamo creato poco nel primo tempo perchè avevamo a disposizione meno spazi, nella ripresa, invece, abbiamo costruito più occasioni in profondità.Qui a Milano ogni giorno che passa mi sento sempre più a casa, tutte le persone che incontro mi accolgono molto bene e spero di regalare loro ancora tante gioie. Intanto sto recuperando il mio ritmo."



CLASSIFICA SERIE A
16 Inter 9 Lecce
14 Udinese 9 Juventus
14 Napoli 8 Siena
14 Catania 7 Roma
13 Fiorentina 6 Bologna
13 Milan 6 Chievo Verona
13 Lazio 5 Torino
13 Atalanta 4 Sampdoria
12 Genoa 4 Cagliari
12 Palermo 2 Reggina



venerdì 17 ottobre 2008

E' IL MOMENTO DI ANTONINI

E’ l’ora di Antonini. La squalifica di Gianluca Zambrotta in ottica Sampdoria spalanca le porte di San Siro al bravo laterale italiano, che rileverà i galloni di titolare dell’azzurro anche in seguito ai meriti acquisiti sul campo. Infatti, i due gettoni in coppa Uefa ci hanno fatto conoscere un giocatore in forma e di grande valore. Al Milan lo hanno sempre saputo, del resto, fin da quando puntarono su di lui ai tempi delle giovanili; ma in molti, al di fuori della società rossonera, avevano storto il naso quando il ragazzo era rientrato dall’Empoli. In Toscana Luca aveva giocato un’ottima stagione, ma in molti pensavano che a Milanello avrebbe fatto tappezzeria. Invece con l’impegno e il lavoro Antonini, 26 anni, ha conquistato il mister e i tifosi. Certo, siamo ancora all’inizio e non saranno due partite con lo Zurigo a stabilire il valore di un giocatore; ma intanto il bistrattato ruolo di terzino ha finalmente trovato una preziosa alternativa, tra l’altro sia a destra (il regno di Zambro) che a sinistra, dove nonno Favalli non può più sopperire sempre alle eventuali assenze di Marek Jankulovski. L’anno scorso il titolare era Oddo, la riserva un Cafù ormai al tramonto: era evidentemente necessario un restyling del sambodromo di destra.

Antonini è un ragazzo umile che dichiara di avere Zambrotta come proprio idolo e di sognare la maglia azzurra. Intanto è fiero di essere tornato a vestire quella rossonera e si gode la sua famiglia, figlia e nuovo pargolo in arrivo. Con Maldini è l’unico rossonero milanese doc, Antonini, mandato in prestito al Prato nel 2001/2002: 26 partite e ben 3 gol lo misero subito in mostra in C2. Antonini, centrocampista, si meritò la B e la divisa biancorossa dell’Ancona, con cui disputò mezza stagione in crescendo. Il salto in serie A, proprio alla Sampdoria che affronteremo domenica, Antonini lo trascorse a fare gavetta sulla panchina di Novellino, e anche l’anno seguente a Modena in B non giocò molto, tanto che a gennaio passò al Pescara. Il 2005/2006, ad Arezzo, fu l’anno della definitiva esplosione: Antonini si meritò infatti il passaggio al Siena e il posto da titolare in serie A, prima con i bianconeri e poi nell’Empoli, nella fruttifera scorsa stagione. L’azzeccata intuizione di provarlo nel ruolo di terzino, causata dai forfait di Raggi e Tosto, è stata una svolta decisiva per la carriera di Luca. E’ stato infatti definito uno dei migliori terzini nostrani del 2007/08, nonostante la retrocessione del club azzurro: segno di una presenza incisiva sulla fascia. Sempre attentissimo in fase difensiva, Antonini spinge senza scoprire troppo e solo se certo di non sbilanciare la squadra. Indice di grande intelligenza tattica, pregio che lo caratterizza prim’ancora che dal punto di vista tecnico.

Antonini si trova a galoppare su una fascia alquanto prestigiosa per i colori rossoneri. Limitandoci agli ultimi trent’anni di storia, quel ruolo è stato infatti ricoperto da campioni memorabili. Su tutti il mitologico Mauro ‘Djalma’ Tassotti, arrivato giovane e grezzo dalla Lazio (peraltro in un Milan che bazzicava tra A e B) e diventato cigno del Milan euromondiale di Sacchi prima e Capello dopo: macchina sparacross, Tassotti milita nel Milan dall’80 al ’97, giocando oltre 500 partite e vincendo quasi due decine di trofei, tra i quali 3 Champions League e 5 scudetti. Dal 2003 al 2007/08 c’è stato invece ‘Pegaso’ Cafu, diabolico funambolo dalla carriera eterna e dalla classe dolcissima, protagonista dello scudetto 2004. Anello di congiunzione tra il Tasso e il Pendolino sono stati Thomas Helveg, diligente danese ottimo nel tricolore del 1999 e, nel 2002/03 (anno della sesta euro sinfonia) un duo di centrali riadattati in corsia: prima l’ottimo Simic, appena arrivato dall’Inter, e nella seconda metà di stagione il leggendario Billy Costacurta. Che, a 36 anni e dopo tre lustri nel cuore del fortino rossonero si reinventa alla grande sulla destra.

A livello di rosa il Milan non sembra essere inferiore a nessuno, e il caso-Antonini sta li a dimostrarlo: non ci fossero gli acciacchi di Nesta e Senderos (un caso ormai patologico) la difesa avrebbe campioni in abbondanza. Per non parlare di un centrocampo dal quale deve stare fuori, a rotazione, uno tra Gattuso, Ambrosini e Flamini, fermo restando l’inammovibilità di Pirlo (infortuni permettendo), Seedorf e Kakà. E in attacco la forma crescente di Ronaldinho e Shevchenko, unitamente ai guizzi di Pato e al recupero dello scintillante Borriello, danno parecchie soluzioni che possono rendere sereni i sogni dei tifosi del diavolo. Senza ovviamente scordarsi del pluridecorato Pippo Inzaghi, che solo con la sua storia basta a far sorridere la Sud. Insomma, i presupposti per fare benissimo ci sono eccome: non sprechiamoli.

mercoledì 15 ottobre 2008

L'AMICHEVOLE DI TIRANA

TIRANA - Il KF Tirana si aggiudica il Trofeo "Taci Oil Albania Reads" battendo i rossoneri per 2-1. Le reti al 29' di Xhafa, al 72' di Musaka e al 91' di Ronaldinho.

TIRANA. Amichevoli, queste indesiderate. Altro flop rossonero con i modestissima albanesi del Tirana, nel giorno di Sandro Nesta: il difensore romano è finalmente tornato disponibile, giocando la prima partita stagionale. Purtroppo però si è fatto di nuovo male Pippo Inzaghi, che in questa stagione non si è praticamente mai visto a causa dei suoi acciacchi. Nesta in campo, dunque, anche se la sua presenza domenica contro la Sampdoria non è per niente scontata, come ha confermato lo stesso Sandro: "Fisicamente mi sento bene ma non ho nelle gambe un minutaggio sufficiente che mi permetta di giocare dal primo minuto o una partita intera". Domenica sicuramente non ci sarà Zambrotta, squalificato per una giornata. Buona prova per Antonini e Ronaldinho, autore del gol rossonero oltre che di alcune cose pregevoli.

lunedì 13 ottobre 2008

MILANSTORY- 1899/1900: IN CAMPO!

1900, per il neonato Milan è ora di scendere in campo. Il campo di gioco prescelto è quello del Trotter, dove oggi sorge la Stazione Centrale. E il Milan non ebbe un debutto felice: 0-3 dall'FC Torinese.

PRIMAVERA 1900, per il neonato Milan è ora di scendere in campo. Il campo di gioco prescelto è quello del Trotter, dove oggi sorge la Stazione Centrale. Capitan Kilpin e compagni, nella fiammante tenuta rossonera, affrontano in amichevole i cugini della Mediolanum. E' il primo derby, e naturalmente vincono i nostri, con reti di Kilpin e Allison, l'esperto centravanti inglese a cui lo stesso Kilpin cederà presto il ruolo di capitano, per anzianità ed esperienza. Dopo mesi di allenamenti per provare giocatori su giocatori, Kilpin ha delineato quella che sarà la "rosa" della squadra in vista del debutto in campionato. Allora il campionato si componeva di gare a eliminazione diretta, e purtroppo il Milan non ebbe un debutto felice: 0-3 dall'FC Torinese, l'ex squadra di Kilpin. I rosoneri scesero in campo con Hoode tra i pali, Cignaghi e Torretta in difesa, Lies, Kilpin e Valerio a centrocampo e Dubini, Davies, Neville, Allison e Formenti in attacco. Subito fuori dal campionato, i rossoneri vincono però la prestigiosa Medaglia del Re: dopo aver dato spettacolo nelle eliminatorie, in finale nasce il secolare duello con la Juventus.