martedì 4 novembre 2008

MILANSTORY- HERBERT KILPIN

Herbert Kilpin, alle origini del Diavolo: decisivo nella fondazione del club, determinante nei primi successi in campo. A tutto campo.

HERBERT KILPIN
è, nell'immaginario collettivo, il padre fondatore del Milan. Fu proprio lui a mediare tra gli appassionati italiani e quelli inglesi per sancire la nascita del club, di cui scelse personalmente i colori sociali. Nato a Nottingham il 24 gennaio 1870 nel retrobottega della macelleria paterna, Kilpin ha vissuto probabilmente un'infanzia agiata e con la possibilità di studiare e apprendere un mestiere. Si appassiona presto al Football e milita nel Garibaldi, club così denominato per via delle camicie rosse utilizzate come divise. In patria giocò con Notts Olympics e St Andrews. Nel 1890 arrivò in Italia, a Torino, come perito tessile col compito di introdurre l'utilizzo di nuovi telai provenienti dal suo Paese. Partecipò alla fondazione dell'Internazionale di Torino, club che successivamente divenne FC Torinese e con cui disputò le prime due finali del neonato campionato italiano. I gialloneri persero entrambe le volte col Genoa, e Kilpin promise vendetta: "Mi trasferisco a Milano per lavoro, e lì formerò una squadra di veri diavoli che vi darà parecchio filo da torcere". Andò proprio così. Dopo vari tentativi, ricerche, mediazioni tra un pub ed una birreria nelle piovose notti milanesi dell'autunno-inverno 1899, Kilpin ottenne ciò che voleva. Avvolto nel suo impermeabile e con gli immancabili baffoni ben curati, l'inglese era presente nella riunione decisiva che sancì la nascita del Milan. "Noi" disse "Saremo rossoneri: rossi perchè saremo dei Diavoli, e neri come la paura che incuteremo agli avversari". Kilpin disegnò la maglia a strisce sottilissime e guidò il debutto in amichevole con la Mediolanum, andando subito in rete.

I GRANDI SUCCESSI. Già nel 1901 il Milan era Campione d'Italia, e Kilpin fu protagonista assoluto. Nella semifinale combattutissima con la Juventus segnò il 3-2 decisivo, e in finale siglò uno dei 3 gol con i quali il Milan travolse il Genoa sul suo terreno: promessa mantenuta! Kilpin giocò quel torneo a centrocampo, regista e soprattutto mediano di grinta e combattività tipicamente inglese. Inflessibile con compagni e avversari, autentico lottatore in campo, sopperiva alla tecnica non eccelsa con una grande determinazione nei contrasti e nelle giocate. Il calcio era la sua passione: basti pensare che dopo il suo matrimonio, invece di passare la notte con la sposa, accettò la convocazione in una sorta di selezione di giocatori militanti in Italia che avrebbe affrontato il Grassopper a Zurigo! Nel corso della sua carriera, il poliedrico kilpin vestì tutti i ruoli, vincendo altri 2 scudetti nel 1906 e nel 1907. Prima arretrò in difesa, da volenteroso stopper, poi si reinventò bomber in prima linea. Nel 1908, profondamente deluso dalla scissione societaria che aveva portato la nascita dell'Inter, decise di ritirarsi, visti anche i suoi 38 anni. In rossonero aveva giocato, dal 1899, 23 partite segnando 8 reti. La sua ultima gara fu un'amichevole col Narcisse Sport di Montreaux, dopo la quale rientrò negli spogliatoi sussurrando: "il mio tempo è finito. Adesso è ora di lasciar spazio ai giovani". Il Milan e i compagni tentarono inutilmente di fargli cambiare idea: la bandiera, il simbolo del Milan stesso, il faro che l'aveva guidato in campo e come primo allenatore, appendeva le scarpe al chiodo il 12 aprile 1908. Rimase nel calcio allenando i ragazzini dell'Enotria, ma una malattia se lo portò via prematuramente a soli 46 anni, nella sua Milano, il 22 ottobre 1916.

LA TOMBA. I resti di Kilpin finirono chissà dove e per decenni furono dimenticati. Nel 1999, in occasione del centenario della società, uno storico appassionato di Milan riuscì a ritrovarli nel Cimitero Maggiore di Milano, in un'ala dedicata ai cristiani protestanti. Il Milan fu avvisato e, nelle persone di Silvio Berlusconi ed Adriano galliani, si curò di trasferire le spoglie del suo "papà" nel Cimitero Monumentale di Milano, dedicato alle personalità che hanno dato gloria alla città. La scheda di Kilpin.

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