sabato 23 febbraio 2008

LE PAGELLE DI ARSENAL-MILAN



KALAC 6,5
Sveglio e attivo quando deve parare le... cannonate dei Gunners. Adebayor lo supera solo una volta, ma centra la traversa. ODDO 6,5 Gioca una grande partita dietro: lotta, sfodera interventi battaglieri e decisivi. Non si scopre troppo in fase di spinta. NESTA 7 Finchè resta in campo è tra i migliori, con i suoi soliti anticipi sontuosi; purtroppo poi si procura un acciacco e lascia il campo a JANKULOVSKI 6, che copre la corsia senza infamia nè lode. KALADZE 8 Anche per Zanna Bianca, prestazione monstre: regala una serie lunghissima di interventi decisi e decisivi, pesanti, solidi e grezzi come la pietra. Un muro infallibile, cattivo e tosto. MALDINI 8 Partita gigantesca del Mitico Capitano: inizia sulla fascia sinistra e attacca senza sbilanciarsi, annullando i pimpanti giovani dell'Arsenal. Poi Nesta va ko e lui si sposta al centro, epico, leggendario, olimpico nella classe e nella straripanza fisica che, a 40 anni, ancora gli consente interventi da spellarsi le mani. Come un recupero super su Ebouè, come quando salta come Nureyev per sfiorare una palla terribile che stava per finire all'avversario, solo davanti a Kalac, e deviarla di qanto bastava. Infinito, eterno, oceanico Capitano! PIRLO 6 Contro le folate londinesi cerca di accendere la lue con qualche lancio dei suoi, o delle sue geometrie; ma è partita difficile per i maghi, più indicata per guerrieri come GATTUSO 7,5, davvero arrembante: contro le inglesi disputa sempre match indimenticabili, densi di tackle, urlacci, contrasti al limite, recuperi importanti e un contributo incredibile di carisma, ardore. Simile il discorso per AMBROSINI 6,5, l'elegante alfiere guerriero della mediana. SEEDORF 5 Non riesce mai ad ispirarsi come sa, ed è rilevato da EMERSON sv; anche KAKA' 6 si vede pochino: qualche tentativo di innescarsi in volo, nulla più. PATO 6,5 invece torna nel migliore dei modi, offrendo guizzi e tocchi intelligenti: a volta parte come un razzo, altre mette scompiglio in area: gli manca solo il gol, esce per crampi sostituito da GILARDINO sv.

giovedì 21 febbraio 2008

ARSENAL-MILAN 0-0, GLI OTTAVI SI DECIDONO A SAN SIRO

CHAMPIONS LEAGUE, ANDATA OTTAVI



IL MILAN PAREGGIA IN CASA ARSENAL: INIZIO A RILENTO, GRAN SOFFERENZA NELLA RIPRESA E ARREMBAGGIO FINALE, MA IL RISULTATO NON CAMBIA: TUTTO SI RISOLVERA' NEL RITORNO DEL 4 MARZO, A MILANO. MALDINI STREPITOSO, GRANDIOSI NESTA, ODDO, KALAC, KALADZE E GATTUSO.

LONDRA (Inghilterra). Bravo Milan, l'Europa non delude i suoi dei: nel giorno dopo lo sfascio nerazzurro a Liverpool (0-2), i rossoneri impattano 0-0 contro un Arsenal dominatore della Premier League e, pur essendo leggermente svantaggiato rispetto ai Gunners in vista del ritorno, torna a casa abbastanza sereno. Kalac scende in campo nonostante gli acciacchi della vigilia, ed è uno dei migliori in campo; se Kaladze, Gattuso e Oddo disputano una grande partita, capitan Maldini è autenticamente mostruoso, alla soglia dei 40 anni: con i suoi epici guerrieri, il Diavolo attende San Siro per divorarsi la corazzata britannica.

LA PARTITA. Kalac, come detto, ce la fa e va in campo. In difesa Kaladze e Nesta compongono la solita coppia superba, Maldini galoppa sulla fascia e dall'altra parte si piazza Oddo. Centrocampo titolare, Seedorf e Kakà si piazzano dietro a Pato: il baby bomber va in campo a sorpresa, dopo il breve infortunio, preferito a Gilardino rispetto alla formazione annunciata. E' proprio Pato a dare la prima emozione, andando al tiro dopo aver scherzato un difensore con un sombrero. Il Milan attacca ma i suoi difensori si prendono applausi per alcuni grandi interventi: recupero decisivo di Oddo, Maldini che giganteggia su Ebouè, Nesta che azzera Adebayor. All'improvviso la partita si fa brutta, e Kaladze erge un muro invalicabile a suon di interventi solidissimi. L'Arsenal cresce progressivamente, Kalac rischia con qualche rinvio impreciso ma il primo tempo si chiude sulla parità. Nella ripresa Oddo si conferma strepitoso guerriero di retroguardia, anche se in fase offensiva non è sempre preciso: il Milan sfrutta pochissimo le fasce. Poi succede che Nesta si fa male e lascia il posto a Jankulovski, che si inverte col Capitano: al centro Paolo salirà ancora più nella magnificenza della sua prestazione. Kakà punge appena, ma l'Arsenal fa paura sulla ripartenza: Kalac si dimostra via via sempre sicuro e carismatico. La squadra rossonera soffre, e l'Arsenal la chiude nell'angolo: Adebayor segna in offside, i biancorossi si fanno padroni del match e i Ragazzi difendono stringendo i denti: Gattuso legna come un fabbro in mezzo, Kaladze impeccabile diventa l'incubo degli avanti londinesi; di per contro i guizzi di Pato sono gli unici fuochi di un Milan mai illuminato da un Seedorf lezioso. I rossoneri attaccano a rilento, ma riescono a riequilibrare il match e piano piano ne riprendono le redini. Maldini è sempre regale nei suoi interventi portentosi, e lo stesso Kalac si supera con tre interventi pregevoli, uno dei quali sul bravissimo Fabregas; all'ultimo secondo l'Arsenal centra la traversa con un'inzuccata di Adebayor, ma evidentemente è destino che la partita si decida nella tana del Diavolo!











ARSENAL-MILAN 0-0
ARSENAL (4-3-2-1): Lehmann; Sagna, Touré (dal 7’ p.t. Senderos), Gallas, Clichy; Ebouè (dal 44’ s.t. Walcott), Fabregas, Flamini; Hleb, Eduardo (dal 29’ s.t. Bendtner); Adebayor. (Fabianski, Gilberto, Hoyte, Denilson). All. Wenger. MILAN (4-3-2-1): Kalac; Oddo, Nesta (dal 5’ s.t. Jankulovski), Kaladze, Maldini; Gattuso, Pirlo, Ambrosini; Seedorf (dal 41’ s.t. Emerson), Kakà; Pato (dal 32’ s.t. Gilardino). (Fiori, Bonera, Brocchi, Inzaghi). All. Ancelotti. ARBITRO: Larsen (Dan). NOTE: spettatori 60.082 (circa 4mila i tifosi rossoneri, stadio esaurito); serata fredda, campo in buone condizioni. Ammoniti: Pato (M), Senderos (A) per gioco scorretto; Eboué (A) per simulazione. Angoli: 8-1. Recuperi: 1' p.t. 4' s.t.







HANNO DETTO...
PAOLO MALDINI:"Personalmente ho la fortuna di essere in grado di giocare in due ruoli, non ho sofferto più di tanto e mi sento abbastanza bene fisicamente, l'importante comunque è aver ottenuto un risultato positivo. L'Arsenal è una squadra molto giovane, con ragazzi molto educati e per me è sempre bello venire a giocare qui in Inghilterra dove c'è tanta cultura sportiva e molto rispetto per noi avversari in veste di Campioni d'Europa e Campioni del Mondo in carica. Al ritorno mi immagino una partita come quella contro il Manchester perchè il Milan ha la possibilità di essere offensivo quando vuole." MASSIMO ODDO: "Personalmente ritengo di aver disputato una buona partita, ma credo di averne fatte altre sia positive che negative. Ognuno di noi cerca comunque sempre di fare del proprio meglio. Quando Oddo gioca bene significa che è aiutato dai compagni. Sono un difensore e principalmente cerco di svolgere il mio ruolo, poi se riesco cerco di servire anche assist importanti per i miei compagni. Sulla palla gol non mi sono soffermato abbastanza. Stasera abbiamo comunque disputato una partita molto sostanziosa, di grande agonismo e direi che questa è una nota del tutto positiva. L'Arsenal spinge molto con i terzini cercando di creare spazi in cui si inseriscono la punta e i terzini stessi, ma noi abbiamo comunque giocato una grande partita a livello difensivo. Nella gara di ritorno dovremo cercare di fare una partita da Milan, come quella di Manchester, consapevoli del fatto che noi abbiamo le nostre capacità, siamo più incisivi perchè se giochiamo da Milan abbiamo grandi possibilità." KAKA': "Con Pato siamo in una situazione in cui dobbiamo cercare di migliorare l'intesa, ma tante cose vengono già bene, c'è comunque tempo perchè abbiamo a disposizione tante partite. Giocheremo ancora tanto insieme. La gara di ritorno me la immagino già con ottanta mila persone a San Siro, con i nostri tifosi, con il Milan che sarà sicuramente aggressivo. Personalmente adesso devo sfruttare questi giorni per allenarmi perchè il ginocchio sta bene, ma devo ritrovare il ritmo partita. L'Arsenal è stato bravo, sono una squadra molto tecnica, ben oraganizzata e in grado di cambiare le posizioni in continuazione." CARLO ANCELOTTI invece torna a Milano con la certezza che al ritorno si vedrà un altro Milan: "L'Arsenal è una grande squadra con una condizione migliore rispetto alla nostra, ci hanno messo in grande difficoltà ma noi abbiamo avuto una buona tenuta difensiva, diciamo che abbiamo giocato non di fioretto ma di spada. Mi ritingo soddisfatto a metà di questa serata, avremmo potuto fare meglio in fase offensiva ma loro hanno pressato Pirlo per novanta minuti e questo ci ha impedito di avere palle giocabili. Inoltre avremmo dovuto tenere più palla e circare di mandarli fuori giri, ma in questo gioco abbiamo perso forse un po' di sicurezza. Per il ritorno comunque so che vedremo un nuovo Milan con una migliore condizione, avremo a disposizione giocatori recuperati completamente. Certo sappiamo di giocare contro un grande avversario, loro hanno qualità, ma confido nella maggiore freschezza della nostra squadra. Pato e Nesta? Per il brasiliano nulla di grave, per Nesta vediamo, ma non credo ci siano problemi per la sfida con il Palermo".






martedì 19 febbraio 2008

DOMANI ARSENAL-MILAN

DITO LUSSATO PER KALAC, COLPO DELLA STREGA PER DIDA: CON L'ARSENAL FIORI SOGNA UNA NOTTE DI GLORIA TRA I PALI DEL DIAVOLO!

CHAMPIONS LEAGUE
, tonano i grandi palcoscenici tanto ambiti dal Milan. E tornano i brividi più belli. Rossoneri in allarme, perchè Kalac si è lussato un dito in allenamento e, anche se dovrebbe farcela, è tenuto in allarme Valerio Fiori: il terzo portiere, 39 anni, è alla nona stagione rossoenra ma ha giocato solo 2 partite ufficiali col Milan; tuttavia rappresenta una garanzia di professionalità, passione e capacità da vero numero 1. La grande occasiione per Valerio arriva ovviamente in seguito all'infortunio anche di Dida, che a Parma in panchina ha subito un doloroso colpo della strega, ed è stato portato fuori dal campo in barella, nell'ilarità generale.

PRECEDENTI. Milan e Arsenal si sono affrontati solo una volta, nella Supercoppa Europea del 1994. Dopo lo 0-0 di Londra, al ritorno il Milan si impose con le reti del fantasista croato Zvonimir Boban e dell'ala bomber Daniele Massaro, già autore della doppietta decisiva nella precedente finale di Champions League col Barcellona, vinta 4-0.

FORMAZIONE. Sembra che Kalac ce la faccia, ma come detto è in preallarme Fiori. In difesa dovrebbero schierarsi Bonera e Capitan Maldini, che certo non si perde la Champions, sugli esterni; centrali classici, Nesta e Kaladze. A centrocampo i soliti tre (Gatto, Pirlo, Ambro), davanti attacco con due fantasisti più Gilardino: il recuperato Seedorf al fianco di Kakà. Pato dovrebbe esser finalmente recuperato: inizierà dalla panchina.


Il Milan supercampione d'Europa 1994

LE PAGELLE DI PARMA-MILAN

KALAC 6,5 Come sempre, determinante: salva il risultato in un paio di occasioni, in altre è anche fortunato. CAFU e JANKULOVSKI 5,5 Faticano a spingere, crossare, passare la metà campo: e così i rifornimenti in attacco arrivano col contagocce. A Janku subentra MALDINI, 6,5, che entra subito nel vivo e si dimostra più efficace nella spinta, nei cross e nel presidiare la sua zona. NESTA e KALADZE 6 Guardano la difesa come al solito, sicuri e senza fronzoli quando serve. GATTUSO e AMBROSINI 6 il Parma fa soffrire il Milan, loro indomiti battagliano per arginare in una squadra che fatica terribilmente a offendere. Per creare maggior gioco, Ancelotti toglie Gattuso e mette PIRLO, 6, le cui geometrie sono sempre accattivanti. EMERSON 6,5 Tonico il puma, nella sua manovra di costruzione, arginamento, spinta e rifornimento. SERGINHO 5,5 Non riesce a crear pericoli come nelle serate migliori (GILARDINO 5,5 non si vede molto). KAKA' 6 Il ritorno del brasiliano è positivo, anche se non brillante come Ricky ci ha abituati. INZAGHI sv gioca nel primo tempo, quando il Milan soffre di più e non lo rifornisce mai: come si può giudicarlo?

lunedì 18 febbraio 2008

INFINITO CAPITANO, MILLESIMA MERAVIGLIA


Paolo Maldini senza limiti: col Parma ha festeggiato la partita numero 1000 tra Milan (860), Italia (126), Italia Under 21 (12) e Olimpica (1), consolidando la sua leggenda. L'esordio a sedici anni, il Milan nelle vene, titolare a 17 anni, terzino sinistro devastante (il migliore di sempre) nelle ere di Sacchi e Capello, capitano coraggioso del Milan declinante e poi sontuoso leader e fastoso centrale dello squadrone, rinascente, di Carlo Ancelotti: in mezzo 7 scudetti, 5 Coppe campioni, 6 coppe nazionali e altre 8 internazionali, tra le quali le tre Intercontinentali. Da van Basten a Pato, passando per Weah, Shevchenko e compagnia. 23 anni di gloria che lo stesso Cuore di Drago rivive in questa intervista concessa alla Gazzetta dello Sport.

MILANELLO (Va), 16 febbraio 2008 - Pensate alla cosa che più vi piace. Immaginate di farla mille volte. Quanto tempo vi servirebbe per riuscirci? Molti anni, probabilmente. La prossima volta che scenderà in campo, magari già oggi a Parma (dovrebbe andare inizialmente in panchina), Paolo Maldini giocherà la partita numero 1.000 da professionista. Sono passati 8.427 giorni dal debutto: voltarsi indietro è l’inizio di un viaggio bellissimo.

Maldini, partiamo? “Partiamo. E penso subito alla domanda che più spesso mi fa Serginho: 'Quante notti in ritiro hai passato, Paolo?'. Davvero tante... La seconda riflessione è diversa: penso di essere stato fortunato a non farmi mai male seriamente, a giocare in un grande club, a essere spinto da un’enorme passione, a essermi divertito sempre”. Ha giocato 80 partite consecutive senza perdere: le capitava di sentirsi imbattibile? “Non la vivevo così, però l’imbattibilità era un motivo d’orgoglio e uno stimolo a dare qualcosa in più in ogni partita”. Al massimo ha subito quattro sconfitte di fila e festeggiato tredici vittorie consecutive. “Fa male anche una sconfitta singola, ma se penso alle 80 gare positive quella serie negativa passa in secondo piano. Vincere è sempre difficile, ecco perché mi sono goduto ogni successo”. Quale risultato pensa di aver fatto più spesso? “Direi 1-1, oppure 0-0”. Sono il secondo e il terzo. Il primo è la vittoria per 1-0. “Eh, abbastanza normale: non è facile fare gol e in alcune stagioni il Milan spesso vinceva per 1-0...”. Un 8-2, un 7-3, un 5-4: tutti successi in trasferta. “Erano giornate particolari, eccezioni soprattutto per i gol subiti: di solito eravamo molto più attenti”.

Quale partita vorrebbe rivivere in campo per le emozioni che le ha dato? “La prima: sarà banale, ma è vero. Quel giorno a Udine (20-1-1985, ndr) ho cominciato a sentirmi parte del Milan”. Quale vorrebbe rivedere in tv? “Quelle in cui ho segnato il primo gol con il Milan, a Como (4-1-1987, ndr), e con la Nazionale, contro il Messico a Firenze (20-1-1993, ndr)”. Quale mostrerebbe a suo figlio Christian, che studia da terzino destro? “Quelle in cui ho fatto un recupero disperato: ero in netto ritardo, non ho mollato sperando in un piccolo errore dell’avversario e sono riuscito a intervenire. Mi è successo ad esempio con Totti in un Milan-Roma. L’insegnamento a non mollare è importante: a me è arrivato da Franco Baresi”. Quale regalerebbe in dvd a Berlusconi? “Milan-Steaua a Barcellona: la prima coppa Campioni”. Quale cancellerebbe? “Quella di Marsiglia, quando abbandonammo il campo. Mancava l’abitudine ad accettare la sconfitta”. Quale finirebbe sicuramente con un risultato diverso, se la rigiocasse? “La finale di Istanbul, che poi è stata tra le più dolorose ma anche tra quelle giocate meglio”.

Ha vinto sei partite per 6-0, ma tutti ne ricordano una... “Il derby, che poi era 0-6 perché giocava in casa l’Inter. Di quella sera ricordo il tabellone di San Siro e la faccia di mio padre in panchina: non era una bella stagione, ma il derby fu una grande gioia. Comunque non sempre è bello stravincere: in quella partita rispettammo l’Inter. Non è giusto fermarsi quando si vince 2-0 o 3-0, ma alla fine ti dispiace se il punteggio è così ampio”. Un solo 6-1 e molto doloroso. “Serata stortissima a San Siro contro la Juve: fino al 2-0 la gara era equilibrata e Peruzzi fece alcune grandi parate. Poi accadde qualcosa di inspiegabile...”. Quali sono le partite che ha giocato meglio e peggio? “Sono molto critico con me stesso, quindi scegliere la migliore è dura: forse Italia-Messico. La peggiore è altrettanto difficile perché spesso sono uscito scontento dal campo”. Da quale maestro ha imparato di più? “Liedholm: i suoi insegnamenti sono stati preziosi. Anche Vicini, Sacchi e Capello mi hanno dato molto. Poi, con l’esperienza e l’età, anch’io ho cominciato a dare qualcosa”.

Nelle vittorie di una squadra si possono suddividere i meriti in percentuale tra società, allenatore e giocatori? “E’ un giochino difficile e anche un po’ ingiusto perché le tre componenti devono lavorare in simbiosi. Ma alla squadra darei l’80% dei meriti”. Rispetto a 23 anni fa si arbitra meglio o peggio? “Di sicuro è un compito più difficile, perché il gioco è più veloce. Pensi solo al fuorigioco”. Qual è il fischio dell’arbitro che proprio non ha mai capito? “La mancata assegnazione del gol fantasma a Belgrado (10-11-1988, ndr): la palla era dentro di un metro”. Ha segnato 43 gol: pochi? “Sì, sicuramente. Mancanza di freddezza e imprecisione mi hanno impedito di segnare di più. Eppure le occasioni le ho avute...”. Il terzo tempo serve o è inutile? “E’ un’idea carina, intelligente, ma ci vuole tempo per farla assimilare. E’ giusto insistere e capire anche gli stati d’animo di chi non se la sente”.

Ha giocato 126 partite in Nazionale: a Cannavaro ne mancano 14 per raggiungerla. Le dispiacerebbe essere superato? “Un pochino sì, ma il grosso dispiacere è non aver mai vinto il Mondiale”. Qual è la cosa che vorrebbe fare mille volte nei prossimi anni? “Mi piacerebbe vedere mille partite dei miei figli: vanno bene anche 500 a testa...”. Si dice che lei potrebbe diventare il responsabile del settore giovanile del Milan. “Non ho ancora parlato con la società, ma non credo che sarà quella la mia strada”. E quale sarà? “Non ho fissato l’appuntamento con i dirigenti. La mia speranza è di poter mostrare ancora il senso di appartenenza al Milan. Non è detto che si debba continuare insieme per forza, ma se accadesse sarebbe bellissimo e io sarei molto felice”.

Iniziando oggi sarebbe possibile fare mille partite in 23 anni? “Sì, perché si gioca di più e ci si allena meglio”. Il suo ritiro è simbolico per molti tifosi che sono cresciuti vedendola giocare e che si accorgono di non essere più giovanissimi: è d’accordo? “Sì, ci ho pensato. Siamo tutti legati al passato. Si dice sempre che 'quei tempi erano diversi'. Vero, ma bisogna anche stare al passo con i tempi”. Ha qualche rimpianto? “Nessuno”. Come si rapporta a suo figlio Christian, piccolo calciatore? “Ho una certa esperienza anche sotto questo punto di vista: ricordo cosa mi dava fastidio e cosa accettavo meglio. A Christian do soprattutto consigli sul comportamento e rispondo alle domande che mi fa. Per il resto, lascio fare ai suoi allenatori che sono bravi”. Paolo, che cosa lascia in eredità? “Il rispetto assoluto per lo sport e per gli avversari. E questo rispetto mi è stato riconosciuto: non sono mai stato insultato o fischiato in modo particolare. Non mi sono creato un personaggio diverso dalla realtà e questo è stato apprezzato dalla gente”.
G.B. Olivero

PARMA-MILAN 0-0, ALTRO PASSO FALSO IN VISTA DELLA CHAMPIONS

SERIE A, VENTITREESIMA GIORNATA



SERIE A, VENTITREESIMA GIORNATA
SOFFERENZA ROSSONERA AL TARDINI: E' ANCORA KALAC IL MIGLIORE IN CAMPO. AMPIO TURNOVER IN VISTA DELLA CHAMPIONS.

PARMA. Il Milan dopo il pari sofferto col Livorno incappa in un nuovo passo falso, pareggiando al Tardini di Parma e tornando a meno 3 dalla Fiorentina. I rossoneri soffrono la freschezza dei giovanissimi crociati, e solo un Kalac ancora superlativo consete un ritorno a casa senza sconfitta.

LA PARTITA. Il Milan scende al Tardini con un innovativo 4-4-1-1, pieno di soluzioni alternative (out Seedorf, Pirlo in panchina), come Emerson e Serginho sulla linea del centrocampo a quattro, ma con un ritrovato Kakà che va a posizionarsi alle spalle di Inzaghi. Una boccata di ossigeno in vista dell'Arsenal, soprattutto dopo lo choc Ronaldo. Il primo tempo è una sofferenza, con Serginho e Cafu che non passano mai la metà campo e il povero Inzaghi che non riceve nemmeno un pallone giocabile; di per contro il Parma cicca il vantaggio solo per un errore sottoporta di Pisanu. Fuori Serginho e Gattuso, dentro Pirlo e Gilardino nella ripresa. Pirlo garantisce palle giocabili, mentre l'ex del Parma fa movimento. Il Milan domina nel possesso palla, anche per merito di un Emerson tonico, ma non crea occasioni, nonostante l'evidente calo dei padroni di casa che optano per la prudenza. Kalac fa un'altro gran intervento su Budan, Bucci replica su Kakà e le porte sembrano inviolabili. Maldini rileva Jankulovski e mette la tacca numero 1000 nel carnet personale delle sue presenze da professionista. Spinge e partecipa al gioco, mentre Inzaghi e Gilardino fanno gridare al gol. Il finale è teso, con Emerson che sfiora il gol e kalac che evita ancora la marcatura emiliana: alla fine il Milan torna a casa con un punto di cui non può certo lamentarsi.







PARMA-MILAN 0-0
PARMA (4-4-1-1): Bucci; Zenoni, Falcone, Couto, Castellini; Dessena, Morrone, Cigarini (Mariga dal 30' st), Pisanu; Reginaldo; (Gasbarroni dal 18' st); Lucarelli (Budan dal 18' st). (Pavarini, Rossi, Antonelli, Morfeo). All.: Di Carlo MILAN (4-4-1-1): Kalac; Cafu, Nesta, Kaladze, Jankulovski (23' st Maldini dal 23' st); Gattuso (Pirlo dal 1' st), Emerson, Ambrosini, Serginho (Gilardino dal 1' st); Kakà; Inzaghi. (Dida, Bonera, Oddo, Brocchi). All.: Ancelotti. ARBITRO: Dondarini di Finale Emilia. NOTE - Spettatori: 20.720, di cui 7.975 paganti, per un incasso di oltre 410.000 euro. Ammoniti: Cafu, Pisanu, Emerson e Dessena per gioco scorretto. Angoli: 8-4 per il Parma. Recupero: 0' p.t. e 3' s.t.



CLASSIFICA: INTER 59, ROMA 48, JUVENTUS 47, FIORENTINA 41, MILAN 38, UDINESE 36, SAMPDORIA 34, PALERMO 31, ATALANTA 30, GENOA 29, NAPOLI 27, LAZIO 26, TORINO 25, CATANIA e LIVORNO 23, EMPOLI 22, SIENA e PARMA 21, REGGINA 18, CAGLIARI 15.




venerdì 15 febbraio 2008

TUTTI CON RONIE!



MILANO,
14 febbraio 2008 - Ronaldo è stato operato. Dopo poco più due ore il fuoriclasse brasiliano ha lasciato la sala operatoria della Pitiè-Salpetriere dove gli è stato ricucito il tendine. Soddisfatto lo staff dei medici che lo ha operato: "E' andato tutto bene". È stato il professor Gerard Saillant, consulente nella nuova operazione a cui è stato sottoposto il brasiliano, a informare dell condizioni del giocatore rossonero: "L'operazione è durata circa due ore e si è svolta senza particolari problemi. Ora Ronaldo dovrà sottoporsi a una rieducazione che durerà nove mesi. Se potrà continuare a giocare? Dipenderà da lui. E' evidente che il suo ritorno in campo dipenderà sì da come andrà la riabilitazione, ma anche dalla sua volontà. Il fattore psicologico è importante quasi come quello fisico. Insomma dipende da lui", le parole del luminare francese.

COME 8 ANNI FA - All'incontro con i giornalisti, a conclusione dell'intervento, erano presenti anche il dirigente rossonero, Leonardo, e il professore che ha operato Ronaldo, Eric Rolland, assieme al suo assistente, Yves Catonnè. Saillant, che otto anni fa aveva operato Ronaldo dopo l'infortunio al ginocchio destro, ha spiegato che quella su cui lo staff chirurgico è dovuto intervenire oggi "è la stessa lesione della volta passata. E per questo l'intervento è stato dello stesso tipo di quello fatto allora". L'èquipe medica ha aggiunto che l'operazione non ha creato particolari difficoltà, e che Ronaldo comincerà già da domani un periodo di "9-10 giorni di rieducazione a Parigi". Ronaldo era stato trasportato in aereo a Parigi, dove dalle 19 è entrato in sala operatoria. La partenza era prevista alle 10: Ronaldo è salito su un volo-ambulanza da Linate alla volta di Parigi, anche se la nebbia segnalata allo scalo d'arrivo ha ritardato il decollo del velivolo dall'Italia. Con il brasiliano, anche la fidanzata Maria Beatrix, il suo fisioterapista Bruno Mazziotti, il connazionale e dirigente rossonero Leonardo e il medico sociale Massimiliano Sala. Ronaldo aveva lasciato stanotte l'istituto ortopedico Galeazzi di Milano con un tutore applicato sulla gamba sinistra. Il brasiliano era stato portato a casa a bordo di un'auto grigia su cui c'erano anche la sua fidanzata e il dirigente rossonero Leonardo, ed è stato salutato dagli applausi di una ventina di tifosi ancora in attesa di sue notizie davanti all'ospedale.

ROTTURA TOTALE - La risonanza magnetica, come hanno spiegato Jean-Pierre Meersseman, responsabile di MilanLab, e il primario di traumatologia sportiva, Walter Pascale, "ha confermato la rottura totale del tendine rotuleo del ginocchio sinistro". "È stato lo stesso Ronaldo - ha aggiunto Meersseman - a chiedere di farsi operare a Parigi dall'equipe guidata dal professor Saillant, la stessa che ha ricostruito il suo ginocchio destro otto anni fa". "Già era stato ottimo l'intervento precedente in questi otto anni le tecniche chirurgiche sono molto migliorate», ha sottolineato il professor Pascale rispondendo a chi gli chiedeva se esistesse il rischio che questo infortunio possa porre fine alla carriera del brasiliano: "Se le cose andranno come devono riuscirà a riprendere le sue capacità di grande calciatore. Comunque è difficile in questo momento stabilire una tempistica di recupero".

UN ANNO DI PROBLEMI - Il professor Meersseman ha anche ricostruito la dinamica dell'infortunio: "E' stato toccato da dietro e ha sentito perdere il piede d'appoggio". Inoltre ha confermato che già nei giorni scorsi Ronaldo aveva avvertito qualche problema allo stesso ginocchio: questo ginocchio gli dà fastidio già da un anno e la settimana scorsa ha sentito qualcosa, ma ciò non gli ha impedito di allenarsi anche ieri". La carriera di Ronaldo però, non è ancora finita. Ne è convinto Piero Volpi, medico sociale dell'Inter dal 1995 al 2000. "È un infortunio di una gravità importante - commenta a SkyTg 24 - ma la lesione si può riparare, oggi anche di più perchè le tecniche chirurgiche sono migliorate. I tempi di recupero sono intorno agli 8-10 mesi ma non sarei pessimista sul futuro della carriera di Ronaldo. Il problema vero è che ha otto anni in più rispetto al 2000 e per un sportivo è sempre più difficile tornare ad avere una performance completa".

L'INCORAGGIAMENTO DI BERLUSCONI - Fiducioso il presidente del Milan, Silvio Berlusconi, ospite di Unomattina: "L'ho raggiunto telefonicamente ieri sera, L'ho chiamato, l'ho invitato a credere in sè stesso, ha grandi potenzialità fisiche. Oggi va ad operarsi, a 31 anni è ancora giovane, penso possa ritornare dopo qualche mese di recupero il campione che conosciamo, questo è l'augurio di tutti gli sportivi". Il professor Saillant si è invece mostrato cauto circa le prospettive della carriera di Ronaldo: "Considerando la sua età ed il fatto che ha otto anni in più rispetto al primo infortuno, è difficile dire quando potrà tornare a giocare", ha concluso lo specialista francese.