martedì 12 maggio 2009

MILAN-JUVENTUS 1-1 (SERIE A, 35a GIORNATA)

ADESSO E' PROPRIO FINITA

La Juventus pareggia a San Siro, mettendo in pratica fine alla rincorsa già utopica del Milan allo scudetto. Va in rete Seedorf, pareggia Iaquinta. Nel finale espulso Favalli, scintille Maldini-Chiellini.


MILANO- L’ultima, flebile, fiammella di speranza-scudetto si spegne nel big match con la derelitta Juventus di questi tempi, che coglie un insperato 1-1 a San Siro. Il Milan, che veniva da un filotto esaltante di vittorie e bel gioco, era l’ovvio favorito: ma come sempre, partite così non seguono mai i pronostici. L’avvio dei rossoneri è stato arrembante, ma dopo il quarto d’ora la gara si è adagiata a livelli di parità tecnico tattica. Ancelotti deve rinunciare per acciacchi al vice Abbiati, Dida, schierando così il terzo portiere kalac, al debutto stagionale dopo il positivo girone di ritorno dell’anno scorso. Davanti a lui, la linea di difesa si compone di Flamini, rispedito a fare il terzino, Maldini, Favalli e Zambrotta. Beckham e Ambrosini ruotano attorno alla mente di Pirlo, Kakà e Seedorf appoggiano il grande ex Inzaghi: ancora non al top Pato, escluso. E ancora in panchina Ronaldinho, ormai ai margini di questo Milan. Proprio quando i bianconeri sembravanoi mettere fuori la testa dal guscio, il Milan colpiva: lancio splendido di Beckham, Ambrosini scaglia in mezzo e Seedorf appoggia in rete con tap-in facile: enorme la soddisfazione del colored olandese, in una stagione poco esaltante per lui. La reazione dei bianconeri non si fa attendere: dopo alcuni tentativi pericolosi, è il tuffo di Iaquinta a castigare Kalac, in parte colpevole. La ripresa vede il Milan tentare di riprendersi il vantaggio, ma senza dannarsi troppo: solo un tiro, alto, di Pippo Inzaghi mette davvero i brividi a Buffon. Kakà è ancora poco lucido, come per lunghi tratti di stagione, Seedorf –che era partito benissimo con danze e intercettazioni intelligenti- si eclissa e lo stesso Superpippo può poco, se non servito. Di contro la Juve fa melina e cerca di uscire imbattuta dal Meazza, peraltro ben controllata dal grande Capitano, sempre sul pezzo. Nell’assedio finale è anche protagonista di un acceso muso contro muso con l’isterico Chiellini, acciuffato per la maglietta e redarguito a dovere: che taccia, ha davanti la storia del calcio. L’architetto Pirlo non crea granchè, e lo stesso Beckham fa più il gregario che il campione, con un Ambrosini al solito stoico nel suo lavoro di gladiatore. Il Milan reclama un paio di rigori, nemmeno molto netti, e l’espulsione di Favalli per doppio giallo, nel finale: eccessiva. Poco aggiunge il subentrato Pato. Termina 1-1, e i rossoneri devono mangiarsi le mani visto il 2-2 pomeridiano dell’Inter in casa del Chiedo: una vittoria avrebbe significato –5 a tre gare dalla fine, ora invece i punti sono sempre 7 e basterà una vittoria col Siena, ai nerazzurri, per cucirsi al petto il diciassettesimo scudetto. Ahinoi, l’egemonia cittadina in campionato ora è affare da condividere.

MILAN-JUVENTUS 1-1. MILAN (4-3-1-2) - Kalac; Flamini, Maldini, Favalli, Zambrotta; Beckham (dal 67' Pato), Pirlo, Ambrosini; Seedorf (dall'88' Senderos); Kakà, Inzaghi (dal 75' Ronaldinho). Allenatore: Carlo Ancelotti. JUVENTUS (4-4-2) - Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie (dal 73' Zebina); Camoranesi, Zanetti, Poulsen, Marchionni; Amauri (dal 75' Del Piero), Iaquinta. Allenatore: Claudio Ranieri. Arbitro: Daniele Orsato di Schio. Marcatori: 57' Seedorf/M, 60' Iaquinta/J. Ammoniti: 4' Beckham/M, 25' e 85' Favalli/M, 64' Poulsen/J, 67' Maldini/M, 67' Chiellini/J. Espulsi: 85' Favalli/M.



LE PAGELLE

KALAC 5,5 Era all’esordio stagionale, si fa prendere di sorpresa dall’inzuccata in tuffo di Iaquinta. Per il resto è attento ma non deve certo compiere miracoli. FLAMINI 5,5 Più anonimo delle altre volte, in fascia. MALDINI 6,5 A poche partite dal ritiro, e a 40 anni suonati, Cuore di Drago non sfigura per niente. Puntuale e imperioso nei recuperi, come sempre. Gioca col coltello tra i denti il suo ultimo incontro tra ‘potenze’, tanto che alla fine va a redarguire il bullo Chiellini. Onore e gloria. FAVALLI 6 Partita senza encomio né lode, fa il suo senza eccedere o strafare. Ingiusto il secondo giallo che causa l’espulsione. ZAMBROTTA 6 Ci teneva a far bene contro la squadra di cui è stato colonna per molti anni, e di certo Gianluca non ha demeritato. Il suo contributo offensivo è risultato discreto ma non ottimo. BECKHAM 6 Firma il gran lancio da cui nasce l’azione del gol, fornendo palla all’assistman Ambrosini. Poi esce pian piano di scena. PIRLO 5,5 Ancora a intermittenza, non accende la luce nel gioco rossonero. AMBROSINI 6,5 Grinta da vendere è il suo segno caratteristico, e contro la Juve è sempre la volta in più per ricordarlo: sette polmoni, mille chilometri, l’assist del gol. KAKA’ 5 Nelle ultime gare sembrava in ripresa, invece il brasiliano è tornato nell’opacità di quasta stagione (i gol, molti su rigore, sono molti ma in questo caso non fanno testo). Non trascina mai, si vede pochissimo, non inventa nulla. SEEDORF 6 parte benissimo, si vede che ha fame ed è in gran spolvero, anche nei recuperi. Il suo tocco sottomisura porta avanti il Milan, poi però diventa una banderuola sull’inerzia del match. RONALDINHO sv Non gli si può chiedere di giocare 10 minuti ogni tanto e inventare il miracolo. INZAGHI 5,5 89 gol bianconeri, tantissimi anni fa: il ricordo di Madama di solito ha acceso la miccia nell’esplosivo bomberone, che stavolta però –poco servito- è rimasto all’asciutto, segnalandosi solo per un tiro di poco sopra la traversa di Buffon. PATO sv è entrato a gara quasi finita, e non ha potuto lasciare segni.

CLASSIFICA SERIE A
78 Inter 45 Atalanta
71 Milan 44 Sampdoria
67 Juventus 43 Siena
64 Fiorentina 40 Napoli
61 Genoa 40 Catania
54 Roma 36 Chievo Verona
52 Palermo 31 Torino
51 Udinese 30 Bologna
50 Cagliari 29 Lecce
47 Lazio 27 Reggina


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