venerdì 6 marzo 2009

MILANSTORY: PIETRO PASTORE

Bomber di razza (e di peso), Pastore alterna alla vita sul campo quella dietro alle telecamere di Cinecittà: è il primo 'divo' del pallone, e proprio a causa della carriera cinematografica lascerà due volte il Milan.

PADOVA, 3/3/1903. ATTACCANTE. Pietro Pastore è stato un autentico personaggio del calcio italiano degli anni '20 e '30. E non sono solo i suoi gol in quantità industriale a tramandarci il ricordo di questo centravanti padovano, quanto il suo essere stato il primo calciatore 'divo' della storia. Pastore infatti fa anche l'attore, e partecipa a due fil muti e un'ottantina di pellicole nell'apoca del sonoro, chiudendo la sua carriera artistica negli anni '60. In realtà solo in un film recita da protagonista ('Acciaio', 1933), però attorno a lui si crea la fama del belloccio piacione che oggi sembra prerogativa di tanti (semi)campioni. Pastore accettò addirittura il trasferimento, nel 1929, dal Milan alla Lazio, per poter stare vicino a Cinecittà. Scena che si ripete nel 1932. Eppure Pastore (classe 1908) è stato prima di tutto un grande centravanti, di scuola Padova: dopo gli esordi (4 reti) nei biancoscudati, la Juventus punta su di lui e lo porta in bianconero nel 1923. A Torino resta 4 stagioni, e non gioca moltissimo: 66 partite, circondato dai grandissimi campioni della Signora. Però svela un fiuto per il gol pazzesco, tanto che segna la bellezza di 55 reti! Potente e caparbio, Pastore passa al Milan nel 1927, a 24 anni, e al primo anno segna 13 reti. La stagione successiva è quella della sua co nsacrazione, con 27 centri che valgono il secondo posto e l'ingresso nella serie A a girone unico. Come detto però Pastore accetta la corte della Lazio e vola nella capitale, dove infila 23 reti in due stagioni: ancora una buona media. Nel 1931/32 ritorna al Milan, e piovono altre 13 reti: quarto posto entusiasmante per i derelitti fans rossoneri. Però Pastore sente forte il richiamo del cinema, e alla soglia dei 30 anni torna alla Lazio. Ormai i riflessi sono però appannati, e in 2 anni segna solo 9 volte. Prova a rilanciarsi a Perugia, ma non gioca praticamente mai (3 gare e 2 gol), cos' accetta il clamoroso ritorno a Roma, ma sulla sponda giallorossa. Senza squilli: 4 gare e 1 gol, quando ormai la sua storia di bomber era già scritta. 150 gol con le maglie di Juventus, Milan e Lazio sono qualcosa di importante. Pastore è morto a Roma nel gennaio 1968.

MILAN STORY- 1931/1932: LAMPO D'ORGOGLIO

I ritorni di Banas (in panchina) e Pastore (in attacco) rilanciano il Milan, che coglie finalmente un quarto posto pieno di orgoglio e speranze. Nella stagione d'addio di Santagostino.

La foto, scattata all'interno di San Siro probabilmente all'inizio della stagione (manca infatti Kossovel che entrò a far parte del gruppo di prima squadra a campionato iniziato), mostra l'intera rosa del Milan. Dall'alto a sinistra: l'allenatore Banas, Pomi, Arcari III, Bonizzoni, Moretti, Pastore, Sternisa, Magnozzi, Torriani, Perversi. Accosciati: Marchi, Bocchi, Moroni, Schienoni. Seduti: Compiani, Carmignato e Santagostino.

Finalmente il Diavolo rialza la testa, con una stagione positiva dopo tanti anni di delusioni. Nonostante una partenza disastrosa, i rossoneri concludono con un ottimo quarto posto, coinciso con la completa maturazione del portierone Compiani. Il calciomercato porta l'innesto in difesa di Bonizzoni, che va a comporre con Perversi uno storico tandem difensivo; Moretti è l'innesto per il centrocampo, in un Milan dove già brilla Magnozzi. In panchina si siede l'indimenticato regista ungherese Jozsef Banas, che torna dunque in rossonero nelle vesti di allenatore. In attacco Pin Santagostino è all'ultima stagione, e accetta di fungere da chioccia ai giovani senza essere titolare: una sorta di spalla per Banas, col peso di stella dell'attacco che finisce sulle spalle larghe di un centravanti fortissimo, già ammirato in passato dai tifosi rossoneri: dalla Lazio torna infatti il 'divo' Pietro Pastore, 40 reti in due stagioni sotto la Madonnina fino al 1929.
UNO SPRINT VINCENTE. Nelle prime sei gare il Milan fa solo 2 punti: spiccano le sconfitte con la Juve e nel derby, un 2-3 scandito dalla doppietta del nerazzurro Peppino Meazza, un bomber straordinario; con l'Alessandria va a bersaglio 'nonno' Santagostino, in una delle ultime battaglie in cui Banas ha bisogno della sua esperienza e del suo fiuto del gol: è l'ultimo centro rossonero, il numero 105. Il Milan si riprende battendo 3-1 il Napoli dell'ex Tansini (che va anche in gol) con una pesante doppietta di Pastore. I rossoneri infilano una striscia di 9 risultati utili consecutivi: dopo i partenopei vengono sconfitti e goleati Brescia (3-2 in trasferta, bis di Bocchi), Modena (5-0: doppietta di Arcari e reti di Moretti, Moroni e Pastore), Bari (5-2, altra doppietta di Pastore in Puglia), Genoa (3-0: Moretti, Magnozzi e Moroni), Pro Vercelli (Magnozzi e sesto centro di Pastore) e Triestina: gli alabardati sono regolati da due prodezze dell'incredibile Pastore, che segna con una frequenza inaudita. Seguono due pareggi e la sconfitta interna con la Roma, prima che ancora Pastore sigilli all'85 un 1-0 soffertissimo a Casale Monferrato; il Milan, che aveva trovato un'ottima continuità di risultati, si fa superare dalla Fiorentina e poi batte la Lazio, riperde ad Alessandria ed impatta 0-0 con la Juve e l'Inter, perdendo contatto col vertice della classifica. Pastore è il protagonista dell'1-0 al Bologna: decimo gol stagionale per lui, attaccante di razza dal fisico potente e dal fiuto per il gol estremamente sviluppato. Il Milan però paga lo zsprint dei 9 risultati utili di fila: la stanchezza si fa sentire e in 3 gare arriva un solo punto, col Brescia. La vittoria torna col Bari (Pastore e Arcari: 2-1), ma l'altalena è ormai una costante e così ecco lo stop di Genova, la vittoria sulla Pro Vercelli, il pari con la Triestina e il nuovo crollo con la Pro Patria, un 6-1 memorabile al Toro e lo 0-1 in casa della Roma. Nella goleada con i granata si esalta il centrocampista Moretti, autore di una grande tripletta: ibìn gol anche Magnozzi, il 'mestierante' Kossovel e Sternisa, che vive una stagione meno brillante delle precedenti. L'ultima giornata vede il Milan ospitare il Casale: gli ospiti passano al '42 con Demarchi, Kossovel pareggia e Magnozzi porta il 2-1; i piemontesi pareggiano ma il Milan si riporta avanti con Arcari, prima che Sternisa archivi il 4-2 e il quarto posto finale.

Una formazione del Milan 1931-32. Da sinistra in piedi: Compiani, Perversi, Kossovel, Sternisa, Moretti, Torriani, Arcari III. Accosciati: Pastore, Magnozzi II, Schienoni, Bonizzoni.

UN GRAN PORTIERE E TRE SUPERBOMBER. Tra i pali un campione di livello nazionale: Compiani fa passi da gigante e ogni stagione diventa sempre più forte. Dimenticati gli acciacchi che hanno minato la precedente stagione, Compiani si rivela tra i protagonisti del quarto posto rossonero. Merito anche di una difesa solida, imperniata sui guerrieri Bonizzoni e Perversi: 32 gare per entrambi e un ottimo feeling difensivo, saldato dall'innesto di Bonizzoni, che rafforza un reparto che già prima era affidato alla grezza combattività di Perversi. Bonizzoni, classe 1908, giocherà 266 partite col Milan fino al 1940 in 8 stagioni a titolare e un'ultima da seconda linea. Schienoni, dopo 8 stagioni da pilastro, accetta la panchina per svezzare i compagni più giovani (11 gare). A centrocampo crescono progressivemente le quotazioni di Kossovel, 25 presenze e anche due gol trovati a fine stagione. Ottimo l'acquiasto di Moretti, che si aggiunge a Moroni e Pomi in un reparto completato dalla buona riserva Bocchi. L'attacco brilla della luce di Pietro Pastore, indomabile bufalo d'area: 13 centri in 30 partite, e sale a quota 53 in appena tre stagioni rossonere. Anche per Magnozzi stagione di buonissimo livello, con 11 centri in 33 gare. Arcari stesso si mantiene sulle sue ottime medie realizzative, con altri 11 gol (in 33 partite). Tre attaccanti fortissimi, l'uno di sfondamento e gli altri due a ruotargli attorno con proficui risultati. Sternisa e Torriani completano il reparto, anche se nelle stagioni precedenti avevano dato un miglior apporto: addirittura zero gol per Torriani. Santagostino, al canto del cigno, gioca 3 gare e segna 1 gol. L'ultimo di 105 centri in 235 gare rossonere, dal 1921 al 1932. Spenderà gli ultimi spiccioli di carriera con Catanzaro, Nizza e Atalanta.

OBBIETTIVO SU... PASTORE PIETRO//Bomber di razza (e di peso), Pastore alterna alla vita sul campo quella dietro alle telecamere di Cinecittà: è il primo 'divo' del pallone, e proprio a causa della carriera cinematografica lascerà due volte il Milan.

MILAN STORY- 1930/1931: I BOMBER NON BASTANO

Nonostante l'arrivo del livornese Magnozzi e il debutto di Pietro Arcari, il Milan coglie un altro piazzamento deludente (12°), anche a causa degli infortuni: è il caso del portiere Compiani.

Schieramento "in formazione" per il Milan. In piedi, i difensori Perversi, Compiani e Schienoni.Nel mezzo, la mediana Marchi, Bocchi e Pomi. Accosciati, gli attaccanti Arcari III, Santagostino, Sternisa, Magnozzi e Torriani.

La stagione inizia con un torneo per il trentennale del club, con Ujpest Budapest, Lugano e Pro Vercelli; ma il regolamento è così contorto che solo dopo due anni il trofeo sarà assegnato alla Pro Vercelli. L'acquisto principale del Milan è il livornese Mario Magnozzi, attaccante di talento che viene subito eletto capitano. L'altro colpo è quello di Pietro Sante Arcari III, un bomber giovanissimo che si affaccia in prima squadra promettendo grandi doti. In panchina si siede ancora Englebert Koening, tra i movimenti in uscita il buon Tansini. Il Milan tiene un andamento a lungo negativo, anche a causa degli infortuni al portierone Compiani e a Magnozzi. Alla fine è solo dodicesimo posto, con 15 sconfitte e il tricolore alla Juventus.

INFERMERIA. Già all'esordio, col 'suo' Livorno, Magnozzi finisce ko: è l'inizio del calvario del Milan, che nelle 5 gare successive fa solo un punto (nel derby). Curioso lo 0-1 casalingo con la Lazio, sancito da una prodezza dell'ex Patore, finito a Roma attirato da Cinecittà: Pastore fu infatti il primo calciatore 'divo', e girò diverse pellicole. Alla terza giornata si fa male il portiere Compiani: Carmignato lo rimpiazza per 11 settimane, e il rendimento ne risente. La prima vittoria arriva alla settima giornata, con la Pro Vercelli: Torriani e Santagostino. Magnozzi concede il bis sette giorni dopo, col Brescia. Magnozzi si è inserito subito nel meccanismo rossonero ed ha presto recuperato dall'infortunio; nonostante due tonfi con Modena e Genoa, inframmezzati dal successo sul Legnano (2-0, finalmente Sternisa si sblocca in zona gol), il Milan batte la Triestina proprio con doppietta del guizzante motorino toscano. Ma la scoppola è dietro l'angolo. Il Milan ospita il Napoli. La partita, scandita da una doppietta di bum bum Santagostino, sembra avviata al 2-2 quando, all'85, l'ex Tansini firma il più classico dei gol dell'ex e da i due punti ai campani. Sconfitto a Busto Arsizio nel giorno in cui torna Compiani tra i pali, il Milan pareggia col Toro e va a vincere sul terreno della Roma: al guizzo di Arcari III segue il gol liberatorio di Sternisa, che inizia a indirizzare la sua stagione. Ora forte dei suoi mezzi, il Diavolo distrugge il Casale per 4-0 (Sternisa, Torriani, Arcari III e Santagostino) e il Livorno per 5-0: con i toscani Arcari III sigilla una tripletta che lo lancia tra i giovani attaccanti più in vista del torneo. Arriva il giorno di Juve-Milan, al campo di corso Marsiglia a Torino. I bianconeri passano già al '7 con ferrari, ma l'ex Torriani pareggia al '15 e Magnozzi firma il sorpasso un quarto d'ora più tardi. Il Milan gioca benissimo e mette alle corde i bianconeri, Arcari trova il 3-1 al '40 e la vittoria sembra ipotecata. Invece la Juve esce dagli spogliatoi furente e, anche grazie al rigore di Orsi, pareggia con Munerati. Il Milan non si butta giù, pareggia con l'Alessandria (Magnozzi) e vince di nuovo a Roma, sulla Lazio, con la temibile coppia killer Arcari-Santagostino. L'entusiamo è subito smorzato da un tonfo nel derby (1-4), dal pari col Bologna e da uno 0-3 a Brescia. Arrivano 2 vittorie per rialzare la testa, poi 2 sconfitte e un pari -oltre ad un nuovo infortunio a Compiani- prima dell'impresa napoletana. In casa degli azzurri decide l'ennesima prodezza di magnozzi, livornese indomabile. Il campionato si conclude però nel peggiore dei modi, con tre sconfitte di fila e il dodicesimo posto finale.

ESPLODE ARCARI. Campionato duro se il portierone si fa male: 19 gare per Compiani (e 15 per il vice Carmignato) e una condizione difficile da recuperare dopo il ritorno in campo. Perversi e Schienoni le provano tutte per sigillare una difesa che soffre troppo: 34 gare entrambi e tante botte. Pomi, alla sesta annata di Milan, è titolare indiscusso a centrocampo (34/0), dove giostrano tra i titolari Marchi, Bocchi e Moroni. L'attacco è il reparto più interessante, e non solo per l'ennesima stagione da goleador di Pin Santagostino. Il cannoniere chiude con altri 11 centri (in 27 gare) la sua decima stagione rossonera, e si avvale di due partner di lusso per un Milan così a rilento: Mario Magnozzi, instancabile livornese di 28 anni, e Pietro Sante Arcari III, di 22. Magnozzi ha vissuto una carriera esaltante nel suo Livorno, dove era diventato un vero idolo. Fino a debuttare in Nazionale nel 1924. Nel 1930 il passaggio gratificante al Milan, dove segna subito10 reti in 32 partite. Resta rossonero 3 anni prima di chiudere la carriera a Livorno. Arcari III è invece un giovane di Castelpusterlengo, che nell'annata d'esordio in rossonero infila 10 gol (pure lui) in 30 gare: in 6 stagioni di Milan ne realizzerà 69 andando sempre in doppia cifra: 11 gol il secondo anno, 10 il terzo, poi 15, 11 e 13 nel 1936 prima di tre anni importanti nel Genoa (con cui vince una coppa Italia) e un breve crepuscolo tra Cremonese e Napoli. Torriani e Sternisa, con 7 gol a testa (Torriani in 33 gare, dieci più di Sternisa) danno sempre il loro ottimo apporto offensivo alla manovra. In rosa anche Borgo, Decarli, Gabetti, Kossovel, Minoia, Ponzinibio e Rossi. Ponzinibio, oriundo di Buenos Aires, è il primo argentino della storia del Milan. Ma resterà una meteora, limitata alle fugaci apparizioni di questa stagione.

MILAN STORY- 1929/1930: LA NUOVA SERIE A

Nel neonato girone unico, il Milan debutta con un modesto 11° posto, ferito dalla morte del suo giovane capitano Abdon Sgarbi. Undici reti per il cannoniere Santagostino.

Una formazione rossonera per la stagione 1929-30. Da sinistra in piedi: Santagostino, Schienoni, Perversi, Pomi, Marchi, Rossi, Borgo, Tansini. Accosciati da sinistra: Torriani, Carmignato e un giocatore non identificato.

Scocca l'ora della serie A a girone unico, il campionato di calcio così come oggi lo conosciamo. E' il 1929, e la nuova stagione nasce sotto una cattiva notizia: una brutta malattia uccide il ventiseienne capitano del Milan Abdon Sgarbi, gettando sconforto in casa Milan. Non arrivano rinforzi, anzi parte per la Lazio l'incredibile bomber Pastore, 40 gol nelle due stagioni precedenti, e dopo le illusioni iniziali la squadra conclude all'11° posto. Il primo scudetto 'moderno' va ai cugini dell'Ambrosiana Inter. Il Milan si presenta ai nastri di partenza con ancora Compiani, uno dei migliori del torneo, in porta. La coppia difensiva vede Perversi titolare per il secondo anno di fila al fianco di Schienoni: i due sono accomunati dallo stile grezzo e arcigno nelle marcature, senza fronzoli a dir poco. Linea mediana con Marchi e Pomi come consuetudine, più l'innesto di Borgo e Moroni. L'attacco, perso anche Pastore dopo Ostromann (passato alla Triestina l'anno prima), verte sulle spalle di Santagostino, alla nona annata rossonera, e sulle intuizioni di Torriani e Tansini; reparto completato da Sternisa e Ranelli. La formazione: Compiani; Perversi, Schienoni; Marchi, Pomi, Borgo, Moroni; Santagostino, Torriani, Tansini, Sternisa.

INCOSTANZA. Il Milan inizia bene, con un 4-1 al Brescia (doppietta di Tansini e gol al debutto di Ranelli e Sternisa) e un 1-0 firmato Ranelli col Modena. Un breve intoppo (1-2 a Napoli) è presto riparato dal successo sulla Roma (3-1). I rossoneri vanno sotto ma reagiscono con Moroni e chiudono la gara con i gol di Ranelli e Tansini (su rigore). La squadra subisce un calo evidente coinciso con un pari e due sconfitte pesanti (1-4 dal Livorno e 1-2 nel derby), cerca di rialzarsi con la doppietta schianta-Lazio di Santagostino ma inciampa nuovamente a Torino, in casa della Juve (1-3). L'altalena di risultati vede le maglie rossoneri capaci di travolgere la Cremonese (5-2, grande tripletta di Sternisa) e poi perdere in casa con l'Alessandria. La crisi sembra alle spalle e la squadra infila quattro risultati utili consecutivi, di cui tre vittorie: pari a Padova, vittorie con la Pro Patria, con la Pro Vercelli (decisivo il lampo di Santagostino) e con la Triestina: il grande ex Ostromann graffia per primo, ma poi Torriani fa 1-1 e un autogol favorisce il successo milanista. La striscia che segue è invece pazzesca: 6 pareggi e 5 sconfitte, partite in cui spicca l'1-1 con la Juve (Torriani pareggia all'86). La serie nera si rompe solo grazie ad un 2-0 a tavolino per tafferugli dei tifosi sulla Cremonese. Dopo un'altro ko Ranelli si prende una giornata memorabile nella domenica di Milan-Padova. I rossoneri vincono 6-0 e l'attaccante segna 4 reti, completate dalla doppietta di Santagostino. Per Pin stagione positivissima, che si concluderà con 11 centri. Non c'è comunque pace per i tifosi, che soffrono ancora a Busto Arsizio e tornano a vincere con la Pro Vercelli, grazie al settimo centro di Sternisa (in gol anche Borgo). Il destino si fa beffardo con la Triestina: all'andata il gol dell'ex Ostromann, al ritorno il gol alabardato all'85 che pareggia le reti di Pomi e Tansini (nono gol stagionale). Più che il pari in extremis, beffardo è il nome del marcatore, quel Nereo Rocco che da tecnico farà le fortune del Milan negli anni '60. Un solo punto per il Milan nelle ultime due gare, grazie allo 0-0 col Torino. Mediocre 11° posto che lascia l'amaro in bocca.

PIN NON PERDE IL VIZIO. Se il Milan non finisce la stagione in modo peggiore, gran merito è del 'gatto' Compiani, portiere tra i migliori del torneo nazionale (26 presenze). In difesa, Perversi (22 gare) e Schienoni cercano di picchiare come meglio possono: per Schienoni è la sesta stagione in rossonero, coronata da 33 gettoni. A centrocampo giostrano ancora Marchi (4a stagione, 30 gare) e Pomi (34 gare e un gol nella sua quinta stagione rossonera, quarta da titolare), affiancati da Moroni (27/3), dal 'nuovo' Borgo (29/1, resterà anche l'anno dopo ma da rincalzo) e, a sprazzi e alternato in fase offensiva, Ranelli: sorpresa positiva che segna ben 8 gol in 18 apparizioni, prendendosi anche lo sfizio di un poker. In attacco Santagostino, con 11 centri (in 33 gare) invecchia senza perdere l'antico vizio. Positivo l'apporto del nuovo acquisto Sternisa (7 reti in 21 match), come del resto quello dei suggeritori Tansini e Torriani: Tansini, con 9 gol (in 30 gare) migliora addirittura i 7 centri del suo primo anno rossonero, mentre Torriani si mantiene continuo in fase di apporto offensivo (5 reti). Completano i quadri Bonfiglio, Bonsanto, Carmignato, Colombo, Giunta, Lancioni, Manazza, Rizzotti, Zanasi, Zilizy.

MILAN STORY- 1928/29: VERSO LA NUOVA SERIE A

L'ultimo torneo prima del girone unico vede un Milan bello e impossibile, che con l'attacco super Pastore-Santagostino sfiora il primo posto.

La presidenza passa da Pirelli a Luigi Ravasco: l'obbiettivo è finire tra le prime nove che, dall'anno successivo, si qualificheranno per la nascente serie A. In panchina, Englebert Koening. Il bomber Ostromann passa sotto gli striscioni della Triestina, per il malumore dei tifosi rossoneri. Che però hanno presto modo di ritrovare il sorriso, visto l'affiatamento col quale la squadra viaggia spedita e conclude al secondo posto dopo il Torino nel girone A. Lo stesso Torino viene battuto per 3-1, da un Milan che segna la bellezza di 77 gol stagionali. A fine stagione si gioca anche la Mitropa Cup, ma dopo il doppio pari col Genoa viene sorteggiato il passaggio del turno dei rossoblù. La formazione tipo è: Compiani; Perversi, Schienoni; Marchi, Pomi, Sgarbi; Torriani, Pastore, Aigotti (Gai), Santagostino, Tansini.

Pastore

SPETTACOLO E GOL. Il calendario mette subito Ostromann contro il suo passato, ma il Milan batte la Triestina al debutto con gol di Sgarbi e Tognana. La settimana dopo Tansini e Pastore espugnano Prato. Pastore si riscopre ancora una volta bomber straripante: segna il 2-1 definitivo al Livorno, asfalta il Novara con una tripletta pesantissima (4-1), ne rifila 2 pure al Bari nel giorno di Santagostino: tripletta e potenziale offensivo sublimato con spettacolarità. Dopo le 5 vittorie iniziali, arriva un piccolo passo falso ad Alessandria, ma poi il Milan vince altre 4 gare di fila. La prima è un 6-1 al Legnano, con Pastore sempre in forma strepitosa: gol, doppietta, tripletta, poker! Santagostino e Gai firmano le altre reti. La giornata seguente a Milano cade la capolista Torino, in vantaggio con Vezzani ma presto regolato dalla doppietta di Pastore e dal gol di Tansini. Dopo altre 2 vittorie e un pari col Modena, arriva una nuova serie di 4 vittorie con Pastore e Santagostino sempre sugli scudi. Poi purtroppo è la volta di affrontare la Triestina, ed Ostromann conferma di essere un vero campione: col più classico gol dell'ex sconfigge i rossoneri per 1-0. Il Milan si rifà demolendo il Prato (4-0) con gol di Pastore, Gai e doppietta di Santagostino, ma crolla nuovamente a Livorno prima di tornare smagliante e vincente col modesto Novara: 7-0; Santagostino è il protagonista con una super tripletta. Seguono tre pari, un 5-1 al Legnano (tris di Tansini, scatenato, e doppietta di Pastore) e due clamorose sconfitte con Padova e Modena. Un Milan dunque altalenante ma sempre ad alto tasso spettacolare, capace di offrire vere sagre del gol: come con Casale (3-3, due gol di Santagostino), Dominante (5-2, ancora doppietta di Santagostino), Pro Patria (4-0 e bis di Pastore) e Atalanta: contro i nerazzurri apre Tansini e poi si scatena il Santagostino show, col Pin che infila 4 perle di repertorio. Santagostino, dopo i primi anni sempre in doppia cifra, ha superato un periodo di flessione quantitativa ('25-'28) e si è ripreso le copertine, con i 24 gol dell'anno prima e gli 11 di questa stagione. Al suo fianco Pastore è un vero assatanato del gol, capace di andare a bersaglio con sorprendente regolarità. L'ultima giornata coincide con la sconfita interna con la Roma: a decidere è il gol di un altro ex, il difensore Barzan, rigorista puntuale come sempre.

Santagostino

UN ATTACCO IMPORTANTE. Compiani in porta si conferma affidabile ed efficace guardiano: gioca 30 presenze e ribadisce di esser uno dei migliori portieri nazionali. In difesa inizia a splendere la blindata coppia Perversi-Schienoni, due difensori arcigni e dal cuore enorme, che diventano presto simboli e bandiere, guardiani sincronizzati e icona di un Milan garibaldino. 32 gare per Perversi, il migliore dei due, un vero campione della retroguardia a livello nazionale; 29 per Schienoni, generoso come suo solito. A centrocampo giostrano altri 3 guerrieri: Marchi (27 gare), il più tecnico Sgarbi (31 gare e 1 gol) e Pomi (32 presenze). L'attacco è speciale, per quei tempi. Spiccano i 27 gol in 30 partite del gigante Pastore, bomber rapace, feroce, continuo, impagabile e insaziabile, tecnico e potente. Anche Santagostino disputa una stagione stellare, ritornando alle vertiginose medie-gol classiche dopo qualche anno a livelli più contenuti: 24 reti in 32 partite per Pin. Velenosissimo, Tansini punge sulla corsia con 32 gare e 7 centri; lo imita il continuo Torriani, con 6 centri: i due giostrano sull'offensiva con fantasia e fiato. Aigotti (15/4) e Gai (16/6) si dividono l'ultimo posto in attacco.

MILAN STORY- 1927/1928: RINFORZI IMPORTANTI

Gli arrivi di Compiani, Pastore, Sgarbi, Torriani e Tansini rinforzano profondamente la squadra, che però, come l'anno prima, subisce un rilassamento nel girone finale.

Una sontuosa campagna acquisti porta in rossonero nuovi giocatori di gran livello. Antonio "Dario" Compiani è il portiere giovane più promettente del campionato, arriva dalla Cremonese e porta un bagaglio tecnico notevole in casa Milan. Pietro Pastore è un possente bomber che proviene dalla Juventus, un cannoniere di indubbie doti realizzative che spesso e volentieri ha graffiato contro il Milan. Abdon Sgarbi è un vivace centrocampista di 24 anni che acquisisce subito i gradi di capitano; Torriani e Tansini sono due tecniche mezzali, la prima ex Juve e la seconda ex Cremonese. Aigotti è un centravanti di buone qualità, Vinicio Colombo il nuovo terzino titolare. Per contro lasciano il rossonero l'anziano Cevenini e Savelli. E' un Milan decisamente ambizioso, che Burgess schiera così: Compiani; Colombo, Schienoni; Marchi, Sgarbi, Pomi; Tansini, Torriani, Santagostino, Pastore, Ostromann (Aigotti). Come l'anno prima, il Milan si qualifica tranquillamente al girone finale, dove però subisce un rilassamento che lo tiene lontano dalle zone alte e dai traguardi più prestigiosi. Foto sotto: Pomi, Soldera e Ostromann.

BOMBER PASTORE. La stagione parte con un incoraggiante successo sul Napoli. Fragoroso è il debutto di Torriani in rossonero; la mezzala ex Juve, spesso a segno in passato contro il Milan, orchestra la gara con una gran tripletta. Aigotti e Pastore completano il 5-1 targato "new Milan". I tifosi imparano presto ad amare il cannoniere padovano Pastore, decisivo nel 2-2 con la Reggiana: doppietta per lui. Aigotti è part time di livello, ed è lui che infila l'1-1 finale a casa della Pro Vercelli. Milan-Cremonese è la sfida degli ex, ma stranamente Compiani lascia la porta a Carmignato, forse a causa dell'eccessiva pressione. In campo il Milan si impone col siluro di Sgarbi e col 2-1 finale di Aigotti. La squadra inizia però a perdere colpi, affaticata e macchinosa. Torriani salva il Milan col Genoa, poi i rossoneri crollano con la Lazio, col Padova e col Toro; in mezzo il pari con l'Alessandria, che raggiunge due volte le reti di Ostromann e Torriani. Senza troppo curarsi di questo andamento alterno, il Milan va a Brescia e torna a casa col 3-1: Pasqualetto, Sgarbi e Pastore. La vera impresa i rossoneri la fanno nell'ostica e pericolosa trasferta di Napoli. Non tanto per il valore degli azzurri quanto per il viaggio, lungo e scomodo, e la presenza di un pubblico agitato e agguerrito. Aigotti e Ostromann firmano il prezioso 2-1. Battuti Reggiana (2-0, doppietta di Aigotti) e pro Vercelli (1-0), quest'ultima grazie ad un fondamentale gol di Santagostino, il Milan impatta 1-1 col Genoa poi batte ancora tre colpi: 2-1 alla Lazio, nella giornata d'oro del completamente rinvigorito Santagostino, 1-0 a Cremona, con estemporanea sciabolata di Torriani, e 3-0 al Padova: sigillo classico di Ostromann e doppietta dell'incredibilmente prolifico Torriani, a rete con la continuità di un bomber. In mezzo uno 0-0 ad Alessandria; dopo, lo 0-2 di Torino e il finale 4-1 al Brescia che vale la qualificazione. Brilla Pastore, autore di due reti.

Figurine del Milan 1926-27 (Cioccolata Lurati) - da sinistra: Tansini, Carmignato, Pomi e Sgarbi.
ALTALENA. Il girone finale oppone la Juventus ai rossoneri, alla prima giornata. Torriani e Pastore sfidano il loro passato, un pò emozionati. Gara tirata, combattuta. Il Milan è cinico e concretizza l'unica occasione, infilando i bianconeri proprio con Torriani: è la definitiva "purificazione" dell'esterno dal suo passato. 1-1 col Bologna scandito dal gol di Santagostino, poi un rocambolesco 2-2 col Casale. Ostromann porta il Milan davanti, ma i padroni di casa pareggiano, passano sul 2-1 e conducono la gara. Il forcing rossonero è premiato all'84, con Pastore che firma il 2-2. Segue la trasferta in casa del Genoa dell'eterno De Vecchi, allenatore-giocatore dei liguri. Ostromann fa fuoco per primo, poi si ripete il copione di Casale e ancora a Pastore tocca l'onere del pari in extremis ('77). Nel derby il Milan non demerita: il fenomenale bomber nerazzurro Meazza apre le danze, Santagostino pareggia ma alla fine vincono i cugini. Schiumante rabbia, il Milan ospita la settimana successiva l'Alessandria. E' la consacrazione di Pastore, che segna un gol ogni mezzora: '30, '60 e '90, tripletta pesante e lussuosa. Dopo il capitombolo col Torino (0-3), l'altalenantissimo Milan fa a pezzi ancora la Juve, e ancora nel nome degli ex. Vojak segna in avvio, Torriani pareggia per la rabbia dei suoi ex tifosi. Pastore infila la rete pesante del vantaggio, concretizzato poi dal 3-1 finale di Santagostino. A Bologna il Milan viene umiliato (5-0), e col morale a terra perde in casa col Genoa. In piena crisi, i rossoneri abbattono il Casale (Sgarbi, Pastore) e vincono il derby con un pirotecnico 3-2. Aigotti apre, Castellazzi e Bernardini ristabiliscono il punteggio a favore dei cugini. Ancora Aigotti infila in rete, segnando al '77 il suo terzo gol nell'entusiasmo generale. Stancato da tante emozioni, il Milan nelle ultime due giornate coglie un ko (Alessandria) e un pari, un 2-2 col Torino scandito dai gol di Tansini e Torriani.

TORRIANI COME PASTORE. Affidabile e spettacolare, Dario Compiani vola tra i pali con eleganza e tecnica che in rossonero non si erano forse mai viste: Compiani sarà rossonro per 8 stagioni da titolare e un'ultima da secondo, assommando 220 presenze di livello altissimo. 30 gare in stagione, per lui. In difesa il marcantonio Schienoni legna come un fabbro e scalda gli animi dei tifosi: 33 apparizioni. Al suo fianco gioca Vinicio Colombo, un onesto mestierante (27 gare) e viene lentamente proposto il giovane Perversi (6), un futuro da campione. Barzan esce dal giro dei titolari (2 apparizioni). Il centrocampo, presto salutato il forte Hajos, si impernia sul dinamico Abdon Sgarbi (31 gare): giovane, promettente, combattivo e ordinato, Sgarbi non disdegna la concluione a rete (3 gol) e si merita subito la fascia di capitano per il carisma e il valore. Gli giostrano a fianco due puntelli ordinati come Marchi (22 gare, alternato a De Franceschini, 16, che da anni è riserva più o meno utilizzata) e Pomi (32). Cannoniere della squadra è il possente centravanti Pietro Pastore, un passato pieno di gol con la maglia della Juventus e un presente ricco di reti in un Milan non troppo competitivo ma sempre capace di emozionare. Pastore segna 13 gol in 30 gare, ferisce la sua ex Juve e sfoggia triplette che sono veri e propri capolavori. Con lui segna abbastanza Santagostino: 8 reti in 27 partite, gol pesanti e ben distribuiti lungo l'arco della stagione. Anche Ostromann, con 7 centri in 22 incontri, fa pesare la sua classe e la sua potenza in area. Entrambi non sono più i bomber da 15-20 reti di un tempo, un pò per l'età, un pò per la concorrenza di un Pastore scatenato e un pò per l'infortunio (nel caso di Ostromann) che ha arrugginito ossa e muscoli. Reparto completato dalle ali Tansini e Torriani. Tansini, ex Cremonese, dà un buon apporto (22/2) specie in costruzione; Torriani (34 gare) ex Juve, oltre a creare molto e a infilare con sadismo ripetuto la sua vecchia maglia bianconera, entusiasma letteralmete i tifosi segnando con la continuità di un bomber: 12 reti! Nato a Milano nel 1904, Torriani esplose nel Legnano e nel '25 fu acquistato dalla Juve. Nel '26 fu valoroso protagonista della vittoria dello scudetto, e in bianconero come in rossonero si distinse sempre per una grande resistenza alla fatica, una muscolarità esplosiva e un movimento velocissimo nella sua corsia. Dotato di tiro potente, Torriani era un giocatore di rendimento costante ed elevato. La sorpresa è Aigotti: 10 reti in 17 presenze, su tutte il magico tris nel derby. Ultima ruota di scorta, il prode Pasqualetto (15/1). Si vedono anche Ballarin, Carmignato, Giunta e Mazzi.

MILAN STORY- 1926/1927: UN NUOVO STADIO

Nel nuovissimo stadio di San Siro, il Milan allenato da Herbert Burgess parte forte e dopo un ottimo avvio di stagione si rilassa solo nel girone finale. Brilla la regia di Hajos, mentre l'attacco ritrova le reti di Ostromann, Santagostino, Cevenini e Savelli.
Il presidente Pirelli inaugura il nuovo, maestoso, stadio di san Siro: 4 tribune e 40000 posti, delle quali una coperta. Un lusso. In panchina arriva l'inglese Herbert Burgess, 43 anni. La squadra è rinforzata col centrocampista ungherese Hajos e con gli italiani Marchi e Barzan. La stagione è discreta, con un secondo posto nel girone di competenza e un cedimento nel girone finale. Burgess conferma Carmignato in porta e affianca a Schienoni il nuovo Gianangelo Barzan, terzino rampante che diventa subito capitano; tuttavia Barzan, titolare per tutta la stagione, giocherà in rossonero solo altre 2 partite nella stagione successiva. A centrocampo Hajos è l'erede di Banas; con lui giostrano Pomi, dopo alcune annate da rincalzo, e Giuseppe Marchi, mediano da Reggio Emilia che giocherà per 7 anni in rossonero. Cevenini V, Santagostino e Savelli sono le colonne dell'attacco, dove si rivede Ostromann e debutta Paride Pasqualetto.

IL RISVEGLIO DEI BOMBER. Hajos segna al debutto, ma la Sampierdarenese espugna san Siro. Il Milan va kappao pure a casa dell'Andrea Doria, e si sblocca solo alla terza giornata, con la Cremonese, sconfitta da un guizzo di Santagostino. La sfida col Torino vede i granata portarsi sul 2-0: Pasqualetto e Sacchi rimontano clamorosamente. Un rigore di Barzan vale il pari pure con l'Alessandria, poi il Milan avvia una serie di 8 vittorie in 9 partite. La prima, a Livorno. Al gol di Santagostino segue l'incredibile rete della vittoria (2-1) di Ostromann, risuscitato dalle polveri dell'infortunio. Secondo successo, col Bologna: due volte Savelli porta avanti il Milan, 2 volte i felsinei agganciano il pari, prima del rigore decisivo; sul dischetto si porta il terzino specialista Barzan: il capitano non sbaglia, poi ancora Savelli sigilla la gara (4-2). Cevenini (doppietta) e Pasqualetto violano il campo del Padova, poi il Milan demolisce la Fortitudo: apre il solito Savelli, raddoppia Ostromann (che gioia vederlo sgambettare come un tempo), triplica il difensore goleeador Barzan, chiude Santagostino. La sconfitta con la Sampierdarenese non frena il cammino del Milan: i rossoneri giocano, segnano, divertono. L'alchimia difensiva è più che soddisfacente, Hajos brilla in regia, l'attacco è scoppiettante e i ragazzi volenterosi. 4-1 all'Andrea Doria, aperto da un Santagostino ritrovato e chiuso dal puntuale Savelli dopo i gol di Pasqualetto e Cevenini V; lo stesso Pasqualetto piega il Torino con una doppietta (3-1) che accresce la sua stima tra i tifosi. un siluro di Hajos archivia la gara di Cremona. Ostromann cresce di condizione, non è più il rapido e incredibile bomber di prima dell'infortunio ma non perde il suo fiuto del gol e la sua letalità sotto rete. Il Milan affossa anche il Livorno (3-0) con doppietta dell'istriano, e Savelli chiude la gara. Ostromann va ancora a segno la settimana dopo, nel ko di Alessandria; segue un 1-4 a Bologna, col Milan in calo evidente, fisico e psicologico. La crisi sembra evidente quando il Milan va sotto di due reti anche col Padova. Due prodezze di Cevenini segnano una rimonta di per se insperata; Savelli incredibilmente si prende gloria e onore infilando la rete del sorpasso, legittimato da bomber Ostromann e dal graffio di Pasqualetto: 5-2, tifosi elettrizzati. Il girone iniziale si chiude col 3-2 sul terreno della Fortitudo: apre Ostromann, esaltato dai fan; i romani si portano sul 2-1, Santagostino sigilla il pari e alla fine il Milan passa sul 3-2 finale con Savelli. Incoraggiante la stagione di Santagostino: dopo i "soli" 10 gol delle ultime due annate, Pin sta crescendo di rendimento e realizza sempre più gol importanti; non saranno i venti peri stagionali dei tempi migliori, ma siamo sulla buona strada.

SOFFERENZA FINALE. Il girone finale parte con un successo clamoroso nel derby. E' Santagostino, cuore rossonero, ad aprire la gara, zittendo il popolo nerazzurro. I cugini pareggiano e la gara si fa dura, sporca, combattuta. Il pari sembra inevitabile, ma al'79 la palla della vittoria passa in area rossonera. Ancora Santagostino la attacca con violenza, scagliandola in rete: 2-1 e vittoria splendida. Sconfitto a Bologna, il Milan travolge il Genoa (4-2) spinto dalle 2 reti di Cevenini, e dai gol di Barzan e Savelli. Col Torino i rossoneri meritano il pari (ancora in gol Barzan!) ma all'88 Baloncieri fa vincere i granata (3-2). La sfida con la Juve diventa un 2-0 bianconero per tafferugli tra i tifosi, che la settimana dopo a san Siro si devono sorbire un derby di sofferenza, pareggiato 1-1 solo grazie alla rete del giovane debuttante Gai. La stagione si avvicina al termine, il Milan è sulle gambe e deve soffrire per non deragliare. Il terzo gol rossonero di Hajos vale il pareggio sospirato, per 1-1. L'annata si conclude con due ko rovinosi, col Torino (0-3) e con la Juve (addirittura 2-8).

PUNTUALE SAVELLI. Carmignato è portiere titolare (24 gare). In difesa spicca Barzan (27 match), abbastanza solido nonchè ottimo rigorista (6 reti), al fianco del solidissimo Schienoni, concreto, compatto, continuo. Hajos pilota il centrocampo come il miglior Banas, gioca 27 gare e segna pure 3 gol importanti: dinamico e propositivo. Al suo fianco, i diligenti Marchi (21 gare) e Pomi (26) fanno il loro meglio. Cannoniere della squadra è Savelli, un attaccante non da copertina, che senza essere un fuoriclasse ha sempre dato un gran aiuto, lavorando sodo e impegnandosi in allenamento: 12 gol in 28 partite. sguono le 10 reti di Cevenini, alla nona e ultima stagione rossonera: un'annata ottima, come sempre. 9 reti a testa per Ostromann (28 gare) e Santagostino (24), due rendimenti a sorpresa. Il primo perchè tornava dal terribile infortunio che sembrava compromettergli la carriera, e che comunque non lo farà più volare ai livelli pazzeschi del primo anno rossonero; il secondo perchè lentamente ritorna ai livelli realizzativi di un paio di stagioni prima, dopo una piccola flessione quantitativa. Completa il reparto il volenteroso Paride Pasqualetto, 7 gol inaspettati in 25 gare. Ballarin finisce tra le riserve (6 gare e un gol), dove brilla Gai con 3 reti in soli 2 incontri. 5 apparizioni e tre gol per Sacchi, e si vedono anche Bolzoni, Gajani, Lazzaroni e Rossoni.