martedì 20 gennaio 2009

KAKA', SCELTA DI CUORE: RESTA AL MILAN!

QUESTA E' LA MIA CASA

'Alla fine ha contato la mia storia, dove sono legato e dove è in realtà il mio cuore. Ora tutti i tifosi sono qui a gridare il mio nome, sono molto contento. Sono a casa con un paio di amici a festeggiare. Il Milan è casa mia, nemmeno per trenta secondi ho pensato di andare al Manchester City. Ora voglio solo stare tranquillo e vincere.'

KAKA' RESTA AL MILAN: 'È stato lui che ha resistito ed io sono felice che il Milan abbia l'onore di schierare tra gli uomini migliori un uomo come lui'. Parole e musica di Silvio Berlusconi, che interviene in diretta al 'Processo di Biscardi' spegnendo in un sol colpo tutte le paure, le polemiche, le discussioni sul trasferimento del secolo. 'Io sono veramente felice di averlo mantenuto in rossonero' prosegue il presidente, 'perché Kakà non è soltanto un grande campione ma anche un grande uomo che ha rinunciato all'offerta del Manchester City dicendo che i soldi non sono tutto, privilegiando la sua volontà di stare al Milan, per l'amore per la sua maglia, per i suoi compagni. Lui si sente rossonero in mezzo all'affetto travolgente di tanti tifosi, preferendo restare la bandiera del Milan.' I tifosi rossoneri, che da giorni si radunavano a cantare sotto la casa del giocatore fino alle quattro di notte, hanno avuto una dimostrazione enorme del cuore grande del giocatore: non sarà un cammelliere qualsiasi a comprare il prestigio del Milan nel cuore del giocatore numero uno al mondo. La stella resta al Milan, i soldi di appassionati improvvisati non copriranno mai il divario con gli squadroni tradizionali: Milan, Real, United, Bayern Monaco. Farsi strappare Kakà, il simbolo, da un City qualunque, sarebbe stato umiliante. Invece l'umiliazione è tutta per i cammellieri, servita su un piatto d'argento da Riccardino, immenso, enorme, leggendario nel legarsi per sempre alla maglia rossonera. Il suo gesto è da podio nel 'libro cuore' della storia societaria: dopo Baresi, che scese due volte in B col Diavolo rabbrecciato, e dopo Rivera che, quando una società mediocre voleva cederlo al Torino a fine carriera (in un'epoca in cui non contava la volontà del giocatore) si ritirò, acquistò il Milan e tornò a giocarvi dopo averlo passato ad una cordata di amici e conoscenti! Il gesto di Kakà nel cuore dei tifosi rimarrà incancellabile, qualcosa di troppo grande per questo calcio: il giocatore avrà stima e rispetto infiniti e la fascia di capitano un giorno sarà sua. Il ritorno a San Siro, ora, sarà una bolgia. Si è affacciato dalla finestra di casa sua, acclamato da un plotoncino di tifosi che da giorni gli stava urlando 'resta', ed ha sventolato la maglia numero 22. Tutto è bene quel che finisce bene.

SCELTA DI CUORE- "Tutti i messaggi che mi arrivavano dicevano di scegliere con il cuore e penso che alla fine questa scelta è stata così. Non è assolutamente economica". E' Kakà stesso a commentare la sua decisione di non cedere alle lusinghe del Manchester City e restare al Milan: "Ci sono state delle notizie, delle voci, tante speculazioni, che in questi giorni fanno fatto anche una brutta idea di mio papà. Non è così, io non ho mai litigato con mio papà. Le mie decisioni sono sempre in famiglia, mia moglie è stata bravissima, mi ha aiutato, mi ha sempre sostenuto in tutte le mie decisioni. La mia famiglia è stata bravissima e in nessun momento mi ha spinto ad andare da una parte o dall'altra. Alla fine ha contato la mia storia, dove sono legato e dove è in realtà il mio cuore". E il cuore di Kakà ha deciso Milan. La stella brasiliana spiega di aver rinunciato ai soldi del City per questo: "Tutti i messaggi che mi arrivavano - dice a Milan Channel - mi dicevano di scegliere con il cuore. E io così ho fatto. Non è una stata una scelta economica. È sempre stato il Milan ad accontentarmi. Devo ringraziare Galliani, Berlusconi, Leonardo che è più di un amico. Ora voglio solo stare tranquillo e vincere. La gara di sabato è stata fuori dal comune, ero molto emozionato, anche dai tanti bambini che mi hanno dedicato i loro disegni. Quando sono andato via dal San Paolo una parte del pubblico mi contestava. Ora tutti i tifosi sono qui a gridare il mio nome, sono molto contento. Sono a casa con un paio di amici a festeggiare. Il Milan è casa mia, nemmeno per trenta secondi ho pensato di andare al Manchester City".

REAZIONI INGLESI- Volevano Kakà, si sono ritrovati con Bellamy. Che, con tutto il rispetto per l’attaccante gallese, non si può certo paragonare all’ex Pallone d’Oro. A mettere nero su bianco il pensiero di molti è stata l’edizione online del “Times” che non ci va affatto leggero con il Manchester City, parlando di vera e propria “umiliazione” per il club più ricco del mondo, mentre sul giornale cartaceo la fine della trattativa (“Kakà deal off”) si merita un trafiletto in prima pagina e una mega-foto del brasiliano che sventola la maglia 22 del Milan dalla finestra di casa sua come apertura delle pagine sportive. E di umiliazione parla anche il “Daily Telegraph” (“Humiliation for City as Kakà snubs £107mil offer”), che pone l’accento pure sulla “severa lezione” impartita dal giocatore rossonero ai miliardari arabi. Della serie, i soldi non sono tutto e nella vita contano anche altre cose. Il particolare della finestra da cui si è affacciato Kakà per sancire la sua lealtà ai colori rossoneri dà poi lo spunto al “Daily Express online” per titolare “Kakà deal out of the window”.

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