sabato 18 agosto 2007

SUPERPIPPO, ALTA TENSIONE!

PIPPO INZAGHI, L'IMPERSONIFICAZIONE DEL GOL: DALLE PRODEZZE A BERGAMO E TORINO ALLA GRANDIOSA CARRIERA IN ROSSONERO, CHE GLI INFORTUNI NON HANNO FERMATO. ANZI: LO SQUALO HA ANCORA TANTA FAME DI GOL E SUCCESSI CON L'AMATA MAGLIA ROSSONERA!



Mai domo, mai sazio. Quell'assatanato di SuperPippo Inzaghi non è mai stanco di infilare portieri e a 33 anni inizia con la stessa voglia di sempre la sua settima stagione rossonera. Ormai il bomber azzurro ha da tempo trovato casa a Milanello, è diventato una bandiera del Milan ed ha scritto pagine importanti della storia del club. Le due coppe dei campioni, tanto per dirne una, portano la sua firma impressa a caratteri dorati. E pensare che il ragazzo da giovane sembrava un cannoniere insensibile e senza cuore, capace di vagabondare da una squadra all'altra di anno in anno senza mai perdere la passione del gol: gol nella nativa Piacenza, gol a grappoli nei prestiti al Leffe e al Verona, prima del debutto in A e il primo infortunio (al Parma, nel '95) che ne blocca l'ascesa. Nel 1996 va quindi all'Atalanta e in nerazzurro incanta l'Italia, segnando a raffica e in tutti i modi: 24 centri e titolo di capocannoniere della serie A. Meritato il passaggio alla Juventus, dove realizza subito 24 reti e vince lo scudetto. In bianconero trova finalmente stabilità, segna in quantità industriali e trascina la squadra in 4 anni belli ma difficili. Il passaggio al Milan nel 2001 ("ho sempre sentito dentro di me che un giorno sarebbe avvenuto") sembra l'inizio di un nuovo vagabondare in giro per l'Italia. Non per i tifosi rossoneri, subito ammaliati da 16 gol che trascinano il Milan al 4° posto, dopo che un terribile infortunio aveva rovinato la stagione a Pippo e a tutta la squadra. "Voglio il Milan a vita, chiuderò la carriera qui e allenerò i ragazzini" proclama il bomber, che sembra essere rossonero da una vita. I tifosi non dimenticano quelle parole, puntualmente ripetute dal grande numero nove che nel 2002 si appresta a dipingere di rossonero l'Europa a forza di gol e prodezze.

L'ANNO DEL DIAVOLO.
Astuto rapinatore d'area, la volpe Inzaghi scatta crudele sul filo del fuorigioco per colpire quando meno te lo aspetti. E' sempre stato così: non è dotato di una gran tecnica, e fisicamente è gracilino; tuttavia la sua furbizia, la golosità per il gol, la sua maestria nello schizzare in area con pungente malignità lo hanno reso uno dei bomber più prolifici di sempre. 57 gol nella Juventus, solo in serie A, parlano chiaro. A volte ti fa una magia, come qualche punizione fatata (ai tempi dell'Atalanta), qualche rovesciata stupenda (in champions, in bianconero) o qualche strepitoso tuffo a incornare con eleganza e precisione chirurgica; ma generalmente il suo gol è quello che tanti altri non segnerebbero: perchè Inzagol sa essere glaciale nell'ammaestrare un rimpallo o catturare un pallone vagante. Guai a lasciargli un millimetro: Pippo sfrutterà anche quello. Lo splendido milan che incanta l'Europa di Champions nel 2002/2003 poggia su Inzaghi, che concretizza le invenzioni dei tanti geni di centrocampo: due gol nel preliminare, gol al debutto col Lens, poi l'apoteosi: con una sua tripletta al Riazor di La Coruna il Milan batte 4-0 il Deportivo, con due sue reti espugna la tana del Bayern Monaco, ferito anche a San Siro da un guizzo del felino rossonero. Nella seconda fase Pippo decide la gelida trasferta a Dortmund, poi si scatena nei quarti con l'Ajax: gol, assist e, al '93-sul 2-2 che eliminerebbe il Milan- il pallonetto scagliato in porta con disperazione che, toccato da Tomasson, da al Milan la semifinale. Il Milan batte l'Inter e vola in finale, dove supera la Juve ai rigori: Pippo e compagni alzano felici la Coppa dei Campioni. I tifosi sono in delirio, Pippo segna pochi giorni dopo anche nella finale di Coppa Italia e in un clima di trionfo il Milan alza un'altra coppa. Lo squalo piacentino è all'apice della carriera, con 12 gol in coppa e 30 complessivi nella stagione.

DUE ANNI DURI.
"Al Milan ho trovato una famiglia staordinaria, sto vivendo un sogno": il bomber è proprio contento, di se e della squadra. Ma la sfortuna si accanisce però su Pippo, con una serie terribile di infortuni e ricadute che lo tengono spesso ai box nel 2003/04. Inzaghi trova comunque il tempo di segnare 3 gol speciali per lo scudetto, 11 totali a fine anno. La vera stagione nera è la successiva: 1 solo gol, all'ennesimo ritorno dall'inferno. Poi di nuovo il buio, i ferri dei dottori, le operazioni, i paragoni con Van Basten che smise a 29 anni e un continuo e triste vai e vieni tra campo e clinica. Lo danno per finito e, quando torna, tutti si chiedono se sarà lo stesso di prima.

IL RITORNO DEL BOMBER E UNA NUOVA DIMENSIONE.
Nel 2005/2006, dopo due stagioni di soffernza, Pippo torna a giocare. E segnare: la stagione è eccezionale con gol decisivi in campionato (12) e champions (col Bayern, col Lione), dove però il Milan esce in semifinale. "Ringrazio chi ha sempre creduto in me, il Milan e i suoi tidìfosi straordinari che non hanno mai smesso di dedicarmi dei cori, anche quando ero lontano dal rientro. Grazie a loro ho provato emozioni che non dimenticherò". Eh già, i tifosi lo amano alla follia: merito di un viscerale attaccamento alla maglia e a quelle esultanze epilettiche, incontenibili, che gli sfigurano il volto dopo ogni rete, champions o amichevole che sia. Ovviamente non manca la sua firma sul successo dell'Italia ai mondiali 2006: Lippi concede solo una gara al vecchio bucaniere, e lui segna: è in occasione del delicato match coi cechi che Pippo si lancia anche nella leggenda della coppa del mondo. Nel 2006/07 è decisivo ai preliminari, poi si accomoda in panchina e accetta una nuova dimensione da chioccia, alla Altafini: ossia l'anziano bomber che si alza dalla panchina nei minuti finali o nelle partite difficili, per sfruttare la sua esperienza. 2 soli gol in serie A, ma ben 6 nella cavalcata di coppa, dove invece ricopre il ruolo abituario di titolare e titolato: l'Europa è casa sua, abbatte ancora il Bayern e in finale con una doppietta straordinaria si prende la definitiva rivincita: contro la sfortuna, contro una stagione difficile con così pochi gol (11 reti totali: tanti per chiunque, pochi per lui!!), contro tutti quelli che lo hanno dato troppo presto per finito! Inzagone non finisce mai, il Milan è campione d'Europa e lui continua a colpire quando meno te lo aspetti. Come sempre.

FILIPPO INZAGHI
Piacenza, 9/8/1973. Attaccante. CARRIERA:91/92 PIACENZA, 92/93 LEFFE, 93/94 VERONA, 94/95 PIACENZA, 95/96 PARMA, 96/97 ATALANTA, 97/98 -00/01 JUVENTUS, 01/02 -07/08 MILAN PALMARES: 2 scudetti, 2 supercoppe italiane, 1 coppa Italia, 2 coppe dei campioni,1 supercoppa Europea,1 campionato del mondo.


2002/03, l'anno d'oro


Pippo ai tempi della Juventus

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