giovedì 9 ottobre 2008

MILAN STORY



L'EPOCA D'ORO DEI PIONIERI

1899: LE ORIGINI DEL DIAVOLO
1899/1900: IN CAMPO!
1900/1901: IL PRIMO SCUDETTO
1901/1902: LA RIVINCITA DEL GENOA
1902/1903: IL FURTO DEI TROFEI
1903/1904: UNA COPPA INSOLITA
1904/1905: FUORI A SUON DI GOL
1905/1906: ANCORA TRICOLORE
1906/1907: TERZO TITOLO NAZIONALE
1907/1908: POLEMICHE E ADDII

ANNI RUGGENTI

1908/1909: IL PRIMO DERBY
1909/1910: TROPPA CONFUSIONE
1910/1911: ARRIVA VAN HEGE
1911/1912: UN ATTACCO STELLARE
1912/1913: SOLO VAN HEGE
1913/1914: VAN HEGE SENZA LIMITI
1914/1915: SCOPPIA LA GUERRA
1915/1916: COPPA FEDERALE
1916/1917: COPPA REGIONALE
1917/1918: COPPA MAURO
1918/1919: LA FINE DELLA GUERRA

1919/1920: LA SORPRESA E' VARESE
1920/1921: DIFFICOLTA' CRESCENTI
1921/1922: LA SCISSIONE DEI CAMPIONATI
1922/1923: SANTAGOSTINO, POI IL VUOTO
1923/1924: TROPPO AUTOCTONI
1924/1925: BANAS E OSTROMANN
1925/1926: ROSA A PEZZI
1926/1927: UN NUOVO STADIO
1927/1928: RINFORZI IMPORTANTI
1928/1929: VERO LA NUOVA SERIE A
1929/1930: LA NUOVA SERIE A
1930/1931: I BOMBER NON BASTANO
1931/1932: LAMPO D'ORGOGLIO
1932/1933: ANCORA DELUSIONI
1933/1934: A FASI ALTERNE
1934/1935: ACUTI ISOLATI
1935/1936: I PRIMI BRASILIANI
1936/1937: SUSSULTO DI SPERANZA
1937/1938: GRAN TERZO POSTO
1938/1939: RITORNO AL GRIGIORE
1939/1940: BOFFI NEL DESERTO
1940/1941: MEAZZA IN ROSSONERO!|
1941/1942: MEAZZA NON SI RIPETE


I GRANDI ROSSONERI
ALBERTINI DEMETRIO
ALBERTOSI ENRICO
ARCARI III PIETRO SANTE
BANAS JOZSEF
BOFFI ALDO
CEVENINI ALDO
COMPIANI DARIO
DE VECCHI RENZO
KILPIN HERBERT
MAGNOZZI MARIO
PASTORE PIETRO
PERVERSI LUIGI
SANTAGOSTINO GIUSEPPE
VAN HEGE LOUIS

I GRANDI ALLENATORI
ROCCO NEREO

MILANSTORY/ 1899, LE ORIGINI DEL DIAVOLO

Herbert Kilpin nel 1899 si trasferisce da Torino a Milano e fonda una squadra per fermare il dominio del Genoa. E' l'inizio della leggenda rossonera, una cavalcata di vittorie attraverso i secoli.

IL FOOTBALL IN ITALIA arriva a fine 1800, portato nelle città portuali dai marinai inglesi. Proprio in Inghilterra il foot-ball era stato codificato attorno al 1860, e già da decenni esistevano coppe e campionati. In italia il virus del pallone attecchisce presto, spopola in città come torino, Genova e, successivamente, Milano. Nel 1898 si disputa il primo torneo di calcio ufficiale, in una sola giornata. Lo vince il Genoa, allora in camicia bianca con calzoncini neri. I liguri rivincono l'anno dopo e ancora nel 1900, instaurando la prima dittatura del calcio nostrano. MISTER HERBERT KILPIN è un operaio inglese, nato a Nottingham e arrivato a Torino parecchi anni prima. Footballers appassionato, in Piemonte contribuì alla fondazione di due club, di cui era anche giocatore: prima la Ginnastica di Torino, e poi l'FC Torinese, con la quale affrontò il Genoa in una finale di campionato. Stanco di una squadra poco competitiva, nel banchetto postpartita promise cavallerescamente a Pasteur, capitano del Genoa: "Questa è la vostra ultima vittoria facile. L'anno prossimo mi trasferirò a Milano per lavoro, e lì formerò una squadra di veri diavoli che vi darà parecchio filo da torcere. Kilpin a Milano notò subito il basso valore, tecnico ed economico, del club locale, la Mediolanum. Così iniziò a prodigarsi per formare la squadra dei diavoli. Girò a lungo tra un pub e l'altro, cercando di instaurare amicizie con appassionati di football. Alla fine riuscì a fare proseliti tra due gruppi di amici: gli italiani della birreria Spaten e gli inglesi dell'American Bar. La riunione tra i due gruppi si ebbe in una saletta dell'hotel Du Nord. Sede delle riunioni divenne poi la Fiaschetteria Toscana in via Berchet, e qui probabilmente si ebbe la nascita codificata della leggenda rossonera. Era una piovosa notte del dicembre 1899, e i soci firmarono l'atto che dava vita ufficiale al nuovo club cittadino. Fu Kilpin a scegliere i colori sociali: "Noi saremo rossi, perchè saremo dei diavoli, e neri, come la paura che incuteremo agli avversari". Presidente fu nominato sir Alfred Edwards, viceconsole di Sua Maestà Britannica a Milano. Il Milan era fatto, e presto fu affiliato alla federazione ufficiale.

martedì 7 ottobre 2008

IL SORTEGGIO DI COPPA UEFA

Il Milan ha conosciuto stamattina le sue prossime avversarie in coppa UEFA. Un sorteggio fortunato, tenendo conto che mine vaganti della competizione sono Ajax, Valencia e Deportivo La Coruna.

I rossoneri sfideranno infatti nel gironcino il Wolfsburg, il Portsmouth, il Braga e l'Herenveen. Così Carlo Ancelotti al sito ufficiale del Milan: "Ci aspettavamo un girone tosto ed è stato così con due squadre di campionati importanti come Premier League e Bundesliga mentre le altre due appartengono a tornei sempre interessanti come il campionato Portoghese e Olandese. Sarà molto importante la prima partita giocata in Olanda. Noi contiamo di vincere il girone sapendo che le sfide decisive saranno le ultime due, contro Portsmouth e Wolfsburg". Il Wolfsburg, club tedesco della Bassa Sassonia fondato nel 1945, si è rinforzato in estate con due forti difensori italiani, Barzagli e Zaccardo, entrambi ex Palermo e campioni del Mondo con la nazionale azzurra nel 2006. L'allenatore è l'ex del Bayern Felix Magath, che nel 1983 decise a favore dell'Amburgo la finale di coppa dei campioni, siglando la rete decisiva contro la Juventus. Il Portsmouth, biancoblù, è stato fondato nel 1898 ed è tornato in Premier League nel 2004. E' reduce da una stagione d'oro, nella quale ha conquistato l'uropa per la prima volta, peraltro dopo aver vinto la sua seconda coppa d'Inghilterra. Nel suo palmares anche 2 scudetti (l'ultimo nel 1950) e 2 Community Shields. Il tecnico è Harry Redknapp, zio di Frankie Lampard; diversi elementi interessanti nel club, dal giovane fantasista croato Niko Kranjkar (già definito anni fa il nuovo Boban) al capitano Sol Campbell, fino ad arrivare all'ex spilungone del Liverpool Peter Crouch e all'estroverso nigeriano Nwanko Kanu, ex di Arsenal e Inter. Gli olandesi dell'Herenveen, club dai colori biancoblù datato 1920, sono allenati da Gertjan Verbeek. I portoghesi del Braga, infine, sono soprannominati 'l'Arsenal di Minho (la provincia dibraga, ndr)' perchè nel 1930 il tecnico Jose Szabo accantonò le maglie verdi optando per una divisa in stile Gunners, dopo aver assistito ad una aprtita ad Higbury. Il tecnico è Jorge Jesus. In campo l'ex nazionale Nuno Frechaut, in bacheca una coppa nazionale.

lunedì 6 ottobre 2008

CAGLIARI-MILAN 0-0 (SERIE A, 6a GIORNATA)

ATTACCO SENZA RETE

Brutto Milan che pareggia a Cagliari: in attacco ruotano Kakà, Dinho, Pato, Sheva e Inzaghi ma non serve a segnare nemmeno un gol. La vetta resta a più tre.

CAGLIARI- Vecchi vizi e vecchie scialbe serate talvolta riaffiorano in casa Milan, e a Cagliari i rossoneri si ritrovano a resuscitare una squadra che finora aveva solo perso. Dopo 5 vittorie consecutive i rossoneri si fermano al Sant'Elia senza dannarsi troppo, e per fortuna che ora c'è la sosta. Ancelotti rilancia il Ka-Pa-Ro, ma la fantasia in campo è pochissima: troppo isolato Pato, solo Kakà cerca a sprazzi la scossa che non arriva invece ad un Ronaldinho soffocato dai guardiani sardi. Zambrotta e Jankulovski non spingono mai, Seedorf è in serata d'abulia e allora Abbiati deve anche ringraziare che i cagliaritani non si piglino tutta la posta. Male, malissimo il Milan per tutta la gara: non una bella azione, non un momento in cui ha messo alle corde la squadra di Allegri, sempre più in palle, vogliosa e attiva. Capitan Maldini ha avuto un bel pò di lavoro da fare, dietro. A nulla è servito l'inserimento nel finale di Shevchenko e del recuperato Inzaghi (debutto ufficiale stagionale): 274 gol di storia rossonera in due, ma nessuna occasione di incrementare il bottino a Cagliari. Ancelotti benedisce davvero la sosta per la Nazionale.





CAGLIARI-MILAN 0-0. CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti; Pisano, Lopez, Bianco, Agostini; Fini, Conti, Biondini (Lazzari dal 45' s.t.); Cossu; Acquafresca (Matri dal 31' s.t.), Larrivey (Jeda dal 34' p.t.). (Lupatelli, Matheu, Canini, Astori). All: Allegri. MILAN (4-3-2-1): Abbiati; Zambrotta, Bonera, Maldini, Jankulovski; Gattuso (Flamini dal 35' s.t.), Seedorf, Ambrosini; Kakà, Ronaldinho (Shevchenko dal 27' s.t.); Pato (F. Inzaghi dal 27' s.t.). (Dida, Darmian, Antonini, Emerson). All: Ancelotti. ARBITRO: Rosetti di Torino. NOTE - Spettatori 20mila. Ammoniti Conti, Agostini per gioco scorretto, Kakà, Zambrotta, Maldini per gioco scorretto, Larrivey per comportamento non regolamentare. Angoli: 5-5. Recuperi: 1' p.t.; 3' s.t.



LE PAGELLE

ABBIATI 5,5 Non ha grande lavoro, e quel poco lo fa abbastanza bene; però pesa un'indecisione in seguito alla quale la palla calciata piano da un avversario gli passa alle spalle, lungo linea, con il numero 12 spiazzato e graziato. ZAMBROTTA e JANKULOVSKI 5 Partita allo specchio: assolutamente impalpabili. BONERA e MALDINI 6 Entrambi hanno qualche momento di svarione; il capitano in particolare però lotta e anticipa con grinta e salva più volte il fortino. GATTUSO e AMBROSINI 6 Ce la mettono sempre tutta, e cercano anche di rilanciare l'azione. Un pò meglio Ambro, soprattutto per un clamoroso tiro da centrocampo con traiettoria velenosa. Gattuso viene rilevato da FLAMINI sv. SEEDORF 5 Serata storta, è come se non ci fosse. RONALDINHO 5 Qualche spunto in avvio, timido, poi si eclissa. SHEVCHENKO sv. KAKA' 5,5 Prova a inventare qualcosa, ma non ci riesce. Si lascia spesso cadere cercando il fallo. PATO 5,5 Piccole punture, qua e là, nella difesa rossoblù. Nulla di più. INZAGHI sv entra in cronaca con un'inzuccata che avrebbe potuto trasformarlo nell'eroe di giornata.


COMMENTI A CALDO...
CARLO ANCELOTTI: 'Non sono dispiaciuto, perchè questo risultato ci può anche stare. Il Cagliari ha giocato molto bene in contropiede e ci ha messo in difficoltà. Quando gli spazi sono chiusi per noi diventa più complicato e più difficile giocare palla a terra. La pausa ci può servire per recuperare alcuni giocatori e per migliorare la condizione di chi resterà qui'. Abbiamo giocato di mercoledì contro la Reggina e non era certo una finale di Champions League ma abbiamo vinto. Stesso discorso per giovedì, abbiamo giocato in Coppa Uefa, non era una finale di Champions e abbiamo vinto abbastanza agevolmente. Che questa squadra giochi bene solo le gare importanti è diventato un po' un luogo comune... Il risultato di questa sera ci può stare, il Cagliari ha fatto la sua partita e noi la nostra. Il risultato è giusto. Non lo considero un passo indietro, in un campionato ci può stare una partita così, non possiamo pensare di vincere sempre. Io penso che il Milan abbia fatto una gara discreta, mentre il Cagliari ha fatto il meglio delle sue possibilità'. 'E' stata una partita difficile, abbiamo trovato un'altra difesa chiusa e abbiamo faticato. I nostri sono attaccanti con determinate caratteristiche, devono giocare palla a terra. Forse con un attaccante di peso avremmo potuto provare e trovare altre soluzioni. Contro le squadre chiuse la potenza può essere utile'. 'Abbiamo comunque creato le nostre occasioni, oggi più che a Reggio Calabria. E' un pareggio che accetto, in questo momento ci può stare. Abbiamo recuperato bene in classifica dopo la falsa partenza, adesso sfruttiamo la sosta. E' importante questa pausa, su di noi, proprio per l'inizio difficile in campionato, c'è stata molta pressione. La sosta arriva al momento giusto'.



CLASSIFICA SERIE A
13Inter9Juventus
13Lazio8Lecce
13Udinese8Siena
12Palermo7Roma
12Atalanta5Chievo Verona
11Napoli5Torino
11Catania4Sampdoria
10Milan3Bologna
10Fiorentina2Reggina
9Genoa1Cagliari

sabato 4 ottobre 2008

SHEVA RIALLACCIA I FILI DEL DESTINO


SHEVA 2, IL RITORNO. Riallacciare i fili lacerati di una storia troppo bella per finire così: questa era la missione di Andriy Shevchenko e il sogno di tutti i fan rossoneri che da due anni guardavano con malinconia l'ex bomberissimo depresso e minuscolo con quella maglia blu addosso, su una fredda panchina d'Albione. La risalita inizia da Zurigo, il primo centro rossonero del nuovo Shevchenko, il primo ruggito della seconda carrieram di un campione incredibile, paollone d'oro e bomber vertiginoso, che ha rischiato di rovinarsi a trent'anni per seguire i capricci della consorte e le sirene dei petrodollari di Abramovich. Sulla sua pelle Andriy ha provato l'errore, ha sentito la nostalgia di una famiglia che pensi di poter trovare ovunque, ma quando te ne allontani ti accorgi che come stavi al Milan non stai da nessuna parte. Un mese, poco più, e l'entusiasmo londinese era finito per Andriy. Milanello, già un sogno. Due anni di speranza e finalmente il ritorno, il calore, il perdono e il primo gol, che poi vuol dire 174° da milanista. Riaperta la cacvcia al mastodontico record assoluto, quello di Gunnar Nordahl (221).

"L'HO ASPETTATO TANTO". "Un grande passo avanti per me; sono molto felice. Segnare per un attaccante è sempre importante. Sono davvero contento - ha aggiunto -. Tutti sapevano che per me questo gol era importante, lo cercavo tanto dopo due anni di assenza e mi dà una grande carica. È veramente un bel momento, anche per la squadra". La sua storia in rossonero parla coi numeri. Arrivato bambino da 5 stagioni super nella Dinamo Kiev, Andriy al primo colpo segnò 29 reti, di cui 24 in campionato: il Milan arrivò terzo, ma tanto bastò a vincere la classifica cannonieri. Nel 2000/01 Sheva giunse addirittura a quota 34. Qualche infortunio lo penalizzò nelle due annate successive, chiuse comunque con bottini lussuosi: 17 centri nel 2002, 10 nel 2003.

LA GRANDEUR. Già, 10: un numero che nasconde tante belle cose. Innanzitutto la sua maturazione da stellina di un Milan piccolo a star e uomo squadra dedito anche al gioco di sacrificio in un Milan meraviglioso ed europeo. E poi le 4 euro perle, dal guizzo che meta il Real alla freccia che graffia l'Ajax ai quarti, dal sigillo-finale nell'euroderby con l'Inter al celebre rigore di Manchester. Alla Juventus, in finale: un gol che nei 10 non rientra, ma che dà al Milan la sua sesta coppa dei campioni. Il 2003/04 è il suo anno migliore come totalità e incisività: Sheva come Van Basten, Sheva di nuovo capocannoniere di A (24 gol), Sheva che trascina con Kakà il Milan al 17° scudetto e assume la grandezza di un centravanti immarcabile, capace di sfondare di peso come agendo ai lati, autore di gol d'ogni genere e splendido terminale offensivo. Devastante. Chiude l'anno con 29 reti, sfondando i 100 rossoneri e griffando anche l'1-0 al Porto in Supercoppa. L'anno dopo, anche grazie ai gioielli contro il Barcellona, arriva il Pallone d'oro: 24 centri alla fine e tripletta in Supercoppa italiana. La sua ultima stagione è un'altra messe di reti, 28: 4 in un'unica partita, al Fenerbache. Poi l'addio e l'improvviso declino. La storia è finita li. Come se in mezzo non fosse successo nulla, ora Sheva riallaccia i fili del destino.



venerdì 3 ottobre 2008

ZURIGO-MILAN 0-1 (COPPA UEFA, PRIMO TURNO)

IL RITORNO DELLO ZAR

Il Milan archivia la qualificazione in UEFA vincendo a Zurigo con il gol di Andriy Shevchenko ispirato da Ronaldinho. Per l'ucraino è il ritorno al gol in maglia rossonera dopo oltre 2 anni dall'ultima prodezza.

ZURIGO (Svi)- Il vento dell'est. Non soffiava da oltre 2 anni, da quel Milan-Lione di Champions del 4 aprile 2006. L'ultimo gol rossonero di Andriy Shevchenko ora non è più tale, perchè l'ucraino si è sbloccato ed ha sigillato col suo timbro numero 174 la vittoria del Milan a Zurigo (1-0), ipotecando di fatto il passaggio alla fase a gironi. Ritorno al passato, dunque, sia per il gol di Sheva che per le maglie rossonere vergini di sponsor (le leggi svizzere non permettono sponsorizzazioni di società di scommesse). Ancelotti schiera Antonini slla fascia sinistra e piazza Emerson nel ruolo di Pirlo, protetto da Ambrosini e Flamini; Seedorf e Dinho in appoggio a Sheva. I padroni di casa erano partiti più tonici, col passivo da rimontare: i rossoneri, dopo le difficoltà iniziali hanno però preso le redini del gioco e, ispirati dall'estro di un ottimo Ronaldinho e dai suoi triangoli in velocità con Seedorf e Antonini, hanno più volte creato pericoli e combinazioni esaltanti in fase offensiva. Ottima partita per Seedorf ed Emerson, finalmente davvero utile alla causa. Lo stesso Zambrotta è apparso a tratti incontenibile nel primo tempo, con scorribande in mezzo a tre-quattro uomini. Il campo bagnato ha dato qualche problema ai rossoneri, che hanno dovuto rinunciare per infortunio a Kaladze (rilevato da Maldini) nel corso del match. A inizio ripresa lo Zurigo è tornato a prendere coraggio ma, come nella prima frazione, il Milan ha presto ristabilito le gerarchie. E Sheva ha chiuso la pratica con un tocco da pirata d'area, come ai bei tempi. A volte si è pestato i piedi con Ronaldinho, ma la loro intesa è in crescita e, visto l'abbraccio dopo il gol, anche fuori dal campo i due sembrano essere un tandem affiatato. Non sono mancate altre occasioni al Milan, ma proprio l'eccesso di generosità di Dinho nei confronti di Sheva (passaggio a metà tra lui e Ambro) ha impedito il raddoppio. L'ucraino non ha fatto certo sfracelli, ma il gol potrebbe ridargli morale e fiducia per iniziare quella risalita dal baratro che il biennio al Chelsea gli ha causato. Molto positiva la prova del rampante Antonini a sinistra. Il finale è stato un piccolo forcing dei biancoblù, ma la porta di Dida è rimasta inviolata ed il Milan ha portato a casa la quinta vittoria consecutiva in stagione.





ZURIGO-MILAN 0-1. 70' Shevchenko (M). Zurigo (4-4-2): Leoni; Stahel, Tihinen, Barmettler, Stucki (78' Lampi); Djuric (79' Nikci), Aegerter, Abdi, Okonko; Hassli; Alphonse (82' Tahirovic). All. Challandes. Milan (4-3-2-1): Dida; Zambrotta, Bonera, Kaladze (30' Maldini), Antonini; Flamini, Emerson, Ambrosini (61' Kakà); Seedorf (76' Gattuso); Ronaldinho; Shevchenko. All. Ancelotti. Arbitro: Skomina (Slo).





LE PAGELLE


DIDA sv Pochissimo lavoro da svolgere. ZAMBROTTA 6,5 Nel primo tempo è una furia: davvero incontenibili un paio di discese palla al piede. Gli avversari gli saltano addosso ma lui si destreggia, se ne libera,s focia in area e arriva al cross, o al tiro. Si quieta nella ripresa, sempre tenendo alta la guardia. BONERA 6 Puntuale nel lavoro di ordinaria amministrazione. KALADZE 6 Stava giocando bene, come del resto nelle ultime gare, ma ha purtroppo lasciato il campo per infortunio. Sembra aver superato qualche grigiore di inizio stagione. MALDINI 6 L'higlander entra nella battaglia epico come sempre, si sbatte e si batte con onore. Qualche sbavatura ogni tanto, ma nel complesso affidabile, solido, sicuro. ANTONINI 7 Bellissima partita per Luca, che spinge con costanza e incisività. E non mancano recuperi e interventi difensivi volenterosissimi. Applausi. FLAMINI 6,5 Gratifica chi ha puntato su di lui con l'ennesima prova di carattere e quantità: lotta a tutto campo e recupera montagne di palloni, smistandoli poi senza errori. EMERSON 6,5 Buonissima prova del Puma, che cuce e organizza con l'antica sapienza vista a Roma e Torino. Compassato ma lucido, mai in errore, sempre nel vivo. Una pedina in più da utilizzare, dopo i tanti problemi fisici della scorsa stagione. AMBROSINI 6 Caparbio come sempre, talvolta anche troppo lanciato in qualche intervento davvero deciso. KAKA' sv. SEEDORF 6,5 Geometria e intelligenza tattica al servizio della tecnica. E' in serata di grazia e duetta ad occhi chiusi con Dinho. L'arrivo del dentone ha rigenerato anche lui. GATTUSO sv. RONALDINHO 7. Rieccolo. Dopo il gran derby, deciso dal suo gol, si prende le luci anche a Zurigo. Si muove sempre incisivo, senza mai sprecare un pallone: che lo controlli e lo smisti al volo di tacco, che lo consegni ad un compagno osservato da un avversario intimorito, o che lo trascini con uno slalom tra due svizzeri. Suo l'assist scodellato che manda in porta SHEVCHENKO 6,5. Mancava solo lui, tra gli attaccanti, alla sagra del gol: 3 centri Pato, 1 Kakà, Dinho e Borriello. Zero cancellato e ritorno al gol rossonero dopo 2 anni e 4 mesi. Sfiora la doppietta in due casi, prima in demi-volèe (poteva lasciare a Flamini) e poi di testa. C'è, sta crescendo e si vede.

COMMENTI A CALDO

CARLO ANCELOTTI: "Abbiamo sofferto un po', ci hanno pressato molto nel primo tempo ma abbiamo comunque avuto occasioni limpide per segnare. Sheva e Ronaldinho dal punto di vista morale sono assolutamente recuperati, anche atleticamente sono ad un buon livello. Peccato solo per Kaladze, lui stava bene, era tornato in forma dopo un inizio faticoso. Per Cagliari qualche giocatore ha riposato, non vedo grossi problemi, dobbiamo concentrarci e vincere assolutamente questa gara per chiudere positivamente il primo ciclo di partite. " Abbiamo fatto due gare senza prendere reti e questo mi rende felice, siamo un po' in emergenza con gli infortuni ma dopo la sosta recupereremo Nesta e Senderos. Tutti quelli che andranno in Nazionale stanno bene, la sosta servirà per recuperare gli infortunati in difesa, Borriello, Inzaghi e migliorare la condizione di Ronaldinho".


ANDRIY SHEVCHENKO: "Sono felice di avere trovato finalmente il gol perchè nelle partite passate ho avuto tante occasioni, ma non sono mai riuscito a cooncretizzare. Questo gol per me è importante perchè ha anche regalato la vittoria alla squadra. Per un attaccante è importante riuscire a segnare, ma sono consapevole del fatto che devo ancora lavorare tantissimo. Dopo due anni passati lontani dal Milan, voglio ringraziare particolarmente tifosi, compagni, allenatore e società perchè mi hanno dato una grande carica in questo periodo.Il Milan adesso sta vivendo un bel momento, stiamo facendo bene. La squadra nel secondo tempo era un po' stanca, reduce dalla partita di domenica contro l'Inter, ma siamo comunque riusciti a vincere. I miei compagni sono molto importanti per me, sono sempre stato leale, onesto con loro e adesso sono qua per aiutare il Milan a vincere qualcosa di importante. "


LUCA ANTONINI:"All'inizio della partita ho rimediato una botta al ginocchio, ma adesso va tutto bene. Sono contento che il Milan questa sera abbia vinto, meritatamente, ed è per me una soddisfazione grandissima aver passato il turno, ora aspettiamo l'esito del sorteggio. Sono cinque partite consecutive che vinciamo, vogliamo andare a Cagliari per proseguire questa striscia positiva e quindi conquistare i tre punti con la stessa voglia e lo stesso spirito. Sono contento per il gol di Sheva, nello spogliatoio ci siamo fatti un applauso per il quinto successo consecutivo e ci siamo detti che dobbiamo continuare così."

GIANLUCA ZAMBROTTA: "Questa sera volevamo continuare la striscia positiva e piano piano ci stiamo riuscendo, adesso prima della sosta andremo a Cagliari per vincere.Ogni volta che scendo in campo provo sempre soluzioni dalla distanza perchè ritengo che sia giusto crederci sempre. Abbiamo sbagliato qualche passaggio, ma siamo riusciti a controllare bene la partita gestendola nel migliore dei modi. Inoltre siamo molto contenti per il gol di Sheva che si è sbloccato. Con Ronaldinho in campo bisogna sempre provare a passargli il palone perchè è un campione in grado di inventare passaggi importanti per i compagni come quello di questa sera per Sheva. La Coppa Uefa resta comunque una competizione importante che vogliamo vincere arrivando fino in fondo, rimane il nostro secondo obiettivo dopo il campionato e al terzo posto c'è la Coppa Italia."

mercoledì 1 ottobre 2008

BREVE STORIA DEL DERBY


INTER-MILAN, fascino di un derby che trasuda storia, grandi sfide e sgarri entusiasmanti. A partire dal primo, targato 1908, quando 44 soci fondatori del Diavolo (occhio al numero) decisero di staccarsi per dissidi interni e creare una squadra tutta loro: l'Inter. Il Milan da allora ci mise 44 anni (!) per tornare a vincere, anche se il primo derby, un'amichevole in Svizzera, fu vinto per 2-0. Dai viavai incessanti dei 5 fratelli Cevenini al tradimento di Meazza: il bomberissimo nerazzurro aveva vissuto 15 stagioni strepitose con la Beneamata, segnando fiotti di gol e vincendo molto, compresi 2 Mondiali con la Nazionale; a fine anni '30, ritenuto finito, passò al Milan e disputò due buone stagioni, coronate dal gol alla sua Inter nel primo derby da ex! Dopo alcune peregrinazioni Meazza tornò all'Inter a fine carriera e a lui è intitolato lo stadio di San Siro. Dalla fine degli anni '40 il Milan scalzò i rivali nell'elite nazionale: le squadre si trovarono per la prima volta alla pari negli anni '60, quando si spartirono Italia e Mondo, con 2 Coppe Campioni e 2 Intercontinentali a testa. Gli anni '70 passarono soprattutto sotto il segno Juve, e nel decennio successivo il derby ritrovò una rivalità accesissima. La miccia fu il tradimento di Fulvio Collovati, gemellino di Franco Baresi: entrambi giovani promettenti difensori, entrambi protagonisti dello scudetto della stella, entrambi potenziali bandiere: ma quando dopo il calcioscommesse il Milan piombò per la seconda volta in B, Collovati passò all'Inter per non perdere la Nazionale. Baresi invece diventò una leggenda rossonera, e nei derby erano sfide uniche col fratello maggiore Beppe, alfiere nerazzurro. Il Milan tornò in A grazie ai gol di Aldo Serena, in prestito dai cugni: i tifosi, frastornati da tante sofferenze e crisi di inferiorità, tornarono a godere in un derby storico del 1984. Il Milan non prevaleva dai cugini da tempo, ma quel giorno un memorabile gol di testa di Collo d'Acciaio Hateley umiliò sullo stacco proprio Collovati, ridicolizzato dall'elevazione dell'inglese sotto gli occhi vendicativi dei tifosi rossoneri! Nel 1985 fa sorridere il derby di Paolo Rossi, il vecchio campione pieno di cerotti che sverna in rossonero e segna all'Inter le sue uniche reti milaniste, con una doppietta . Il Milan iniziò, con l'arrivo di Berlusconi, un ciclo d'oro decennale. L'Inter, a parte il grande scudetto '89, sparì dai vertici, spesso soccombendo nei derby. Quando il Diavolo tornò a tribolare (1997) l'Inter ripetè il favore-Serena svendendoci Maurizio Ganz, che segnò nel derby e l'anno dopo fu tra i protagonisti dello scudetto. Passò alla storia il derby in cui il giovane Ronaldo, già Fenomeno planetario, fu cazziato a muso duro dal pivellino Gattuso, già focoso, che iniziava allora a scaldare la Sud. La Curva vive un sogno la notte dell'11 maggio 2001. L'Inter viene travolta per 6-0 dal Milan di Cesare Maldini, trascinato da un Serginho in vena di gol (1) e assist (4) per le reti di Comandini (2, le uniche in A della meteora rossonera!) e Shevchenko (2), con Giunti a completare l'opera. L'Inter cova vendetta, ma l'anno dopo ne prende altri 4. Nel 2002/03, oltre al doppio 1-0 di campionato (Inzaghi e Serginho su assist di Rui Costa e Rivaldo), le rivali battagliano in una tesa semifinale di Champions, col Milan che passa solo grazie al gol in "trasferta" di Shevchenko. Nell'anno dello scudetto arrivano due derby storici: il primo per il primo gol rossonero di Kakà, appena arrivato, il secondo per la rimontissima rossonera: sotto di 2-0 al '45, il Milan pareggia con Kakà e Tomasson e vince, all'84, col siluro dell'ex Seedorf. Già, Seedorf: che affari ha fatto il club di via Turati con i cugini! Ha prelevato Clarence e Pirlo (!), Simic e Brocchi in cambio di Coco, Guly, Helveg (in declino) e Umit Davala!! Nel 2005 un nuovo confronto europeo, deciso dai gol di Sheva e Stam all'andata, finisce nel vergognoso lancio di petardi dei fans interisti al ritorno. Poi nelle ultime due stagioni l'Inter ha saputo darci filo da torcere, portando a casa anche qualche vittoria prestigiosa. Come la doppia vittoria del 2006/07: scoppiettante 4-3 all'andata, sofferto 2-1 al ritorno con primo centro rossonero di un ex come Ronaldo. L'anno scorso le due squadre si sono divise la posta: vittoria nerazzurra con papera di Dida all'andata, trionfo rossonero con reti di Kakà e del solito Inzaghi al ritorno. Poi, vabbè, è arrivato Dinho...